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Capitoli XVII-XVIII |
Apocalypsis Iesu Christi |
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(versione latina e immagini tratte da Biblia Sacra Vulgatae Editionis Sixti V. jussu recognita et Clementis VIII auctoritate edita, Venetiis: apud Nicolaum Pezzana, MDCXC, 952-968) |
SUNTO
Babilonia e la Bestia, la caduta di Babilonia Un angelo mostra al veggente Giovanni la punizione della gran meretrice, la grande Babilonia che siede sulla Bestia e si ubriaca del sangue dei martiri. Egli dā la chiave di una parte delle visioni: Babilonia č una cittā che impera sulle genti, e 7 teste della Bestia sono 7 monti e 7 sovrani, le 10 corna sono 10 sovrani: re che avranno il potere dei re, ma regneranno dopo l'avvento della Bestia stessa. La caratteristica principale di quest'ultima č ricapitolata nella testa ferita a morte e ancora viva: un mostruoso sovrano ritornante. Si celebra quindi - su motivi profetici - la catastrofe di Babilonia. |
CRITICA
Nuova Babilonia = Roma, in contrapposizione alla nuova Gerusalemme (la cittā dei santi, della chiesa, di Dio). 7 monti = i 7 colli di Roma e 7 imperatori (Augusto, Tiberio, Caligola, Claudio, Nerone, Vespasiano [indicato come il sesto imperatore, ch'č sul trono], Tito [indicato cime il settimo, non ancora venuto], Domiziano. L'ottavo imperatore sarebbe Nerone redivivo. sovrano ritornante: appunto Nerone redivivo. Questa interpretazione ipotizza che Giovanni abbia scritto sotto Domiziano, ma abbia collocato la profezia apocalittica al tempo di Tito. |
XVIII, 6 Reddite illi sicut & ipsa reddidit vobis: & duplicate duplicia secundum opera eius: in ppoculo, quo miscuit, miscete illi duplum. A Babilonia (ai persecutori) sarā restituita una doppia dose di violenze, ad opera dei credenti scelti da Dio. |
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