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Capitolo VI |
Apocalypsis Iesu Christi |
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(versione latina e immagini tratte da Biblia Sacra
Vulgatae Editionis Sixti V. jussu recognita et Clementis
VIII auctoritate edita, Venetiis: apud Nicolaum Pezzana, MDCXC, 952-968)
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SUNTO
Si aprono i primi 6 sigilli del libro del futuro Tra gli inni della corte celeste, l'agnello prende il libro del destino e apre i sigilli. Ai primi 4 sigilli 4 cavalli si disfrenano nel mondo: il primo bianco cavalcato da arciere coronato, il secondo rosso con cavaliere armato di spada, il terzo cavallo nero porta un uomo che ha in mano una bilancia, uno giallo cavalcato dalla pallida morte. Al quinto sigillo, si levano da sotto l'altare di Dio le anime dei martiri ad invocare vendetta. Esse ricevono una veste candida e vengono poste in attesa del completamento del numero di martiri. Al sesto sigillo segue il terremoto, si oscura il sole, la luna diventa color sangue, i re e i potenti rimangono terrorizzati perché è giunto il giorno dell'ira dell'agnello. |
CRITICA
Il cavallo bianco sta per potere, la corona per il diritto, la freccia sta per vittoria (ci si riferisce al potere imperiale); il rosso simboleggia la guerra, il nero la fame per carestia, il giallo la pestilenza, la malattia. |
VI,8 Et ecce equus pallidus: & qui sedebat super eum, nomen illi Mors, & infernus sequebatur eum, & data est illi potestas super quatuor partes terrae, interficere gladio, fame, & morte, & bestijs terrae. La morte come strumento di violenza viene ovunque portata sia dall'azione diretta dell'uomo (spada), sia dalle circostanze conseguenti (fame e animali feroci). |
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