1949: primo al mondo vince Giro e Tour
Il 1949 sara' l'anno della consacrazione di Coppi a "Campionissimo".
La prima vittoria arriva con la classica d'apertura, la Milano-Sanremo , che Coppi vinse
andando a riprendere Fachleitner ed Ortelli in cima al Turchino e quindi infliggendo all'arrivo piu' di 4 minuti di distacco al secondo arrivato, Ortelli.
Arriva il Giro: dopo le tappe di avvicinamento alle grandi montagne la Maglia Rosa e'
Alfredo Leoni con 9 min. di vantaggio su Coppi e 10 su Bartali. Sulle Dolomiti iniziano i primi attacchi di Fausto: inizialmente Bartali resiste ma poi e' costretto a cedere , anche a causa di una foratura, sul
Pordoi.
All'arrivo di tappa Leoni e' ancora Maglia Rosa, ma con soli 43 secondi di vantaggio.
La diciottesima tappa e' una delle piu' dure che mai si siano viste in un Giro: partenza da
Cuneo ed arrivo a Pinerolo, attraversando il confine con la Francia ed i passi di Vars, Izoard, Maddalena, Monginevro per poi tornare in Italia a scalare il Sestričre per un totale di 254 km.
Ed e' su questo tremendo tracciato che Coppi eseguira' uno dei suoi capolavori , fuggendo
da solo sulla Maddalena e percorrendo in fuga ben 190 km , vanamente inseguito da Bartali che giungera' secondo e con 12 minuti di ritardo. Il Giro, dopo questa tappa, e' praticamente finito e le ultime tappe non
porteranno stravolgimenti: Coppi sara' il vincitore con piu' di 23 minuti su Bartali, secondo arrivato.
Dopo venti giorni inizia il Tour ed alla quinta tappa, la Rouen-SaintMalo scoppia il caso.
In un caldo soffocante ed afoso un gruppo di una decina di corridori prende il largo in fuga arrivando ad accumulare 6 minuti di vantaggio quando, nell attraversare un paesino, la maglia gialla Marinelli urta Coppi
nel tentativo di afferrare una bottiglietta tesagli da uno spettatore.
La caduta che ne consegue non e' grave ma, mentre Marinelli si rialza e riparte,
Coppi si ritrova con la bicicletta inutilizzabile. Immediatamente arriva il d.s. della Bianchi, Trigella, con una bici di ricambio ma e' sbagliata , non e' quella di Fausto che la rifiuta. La bicicletta di Coppi e'
sulla macchina di Binda che si e' attardato. Sono momenti di nervosismo, Coppi insiste nel non voler usare la bici di un altro (Ma mai e poi mai lancia la propria bicicletta oltre il ciglio della strada!), arriva
anche Bartali che si ferma ad aspettarlo e finalmente Binda con la bicicletta giusta.
Ma ormai la fuga e' sfumata e, probabilmente a causa della rabbia e del nervosismo, Coppi
entra in crisi accumulando altro ritardo ed arrivando al traguardo con piu' di 18 minuti di ritardo, accumulando un ritardo in classifica dalla maglia gialla Marinelli di 35 min.
Coppi, a questo punto, parla chiaramente di ritiro dal Tour. Dovranno intervenire Binda,
Milano , Cavanna e molti altri per convincerlo a continuare.
Inizia subito il giorno seguente la rimonta di Coppi, che vince la cronometro e che nei
giorni seguenti continua a recuperare posizioni in classifica fino all'inizio delle tappe alpine, dove lo aspettano ancora i famosi passi di Vars e dell'Izoard. E' proprio su questi passi che Fausto si scatena
insieme a Bartali : i due fanno il vuoto alle loro spalle e niente sembra poterli fermare fino a quando Bartali prima fora e poi cade. Coppi dapprima aspetta il compagno di squadra ma dopo deve lasciarlo a se'
stesso e, con l'approvazione di Binda, parte ed arriva Saint'Vincent con 5 min. su Bartali e 10 su Robic.
Coppi e' maglia gialla e le tappe successive serviranno solo ad aumentare il suo vantaggio sugli altri corridori.
La stagione non finisce con il Tour: nel 1949 Fausto arriva terzo al campionato del mondo
(Copenhagen), ma si laurea campione del mondo di inseguimento , campione d'Italia su strada e vince il Giro di Lombardia per distacco.
|