Italiamiga (Club Italia) - 
         Número 4, Volume 1, Abril de 1999 Opinião Versione in portughese
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Grande successo del V Congresso della CIM, a Rio de Janeiro

Rio de Janeiro.- Il V Congresso degli Italiani nel Mondo si è svolto dal 25 al 26 novembre, con una larga partecipazione di delegati e di pubblico nell’auditorio del Copacabana Palace di Rio de Janeiro. All’incontro hanno partecipato numerosi uomini politici, imprenditori e connazionali, provenienti da diciotto Paesi del mondo. Il Ministro per i Rapporti con il Parlamento Italiano, on. Polloni, ha rappresentato il Governo Italiano, insieme al Sottosegretario Danesi. Prima dell’inizio dei lavori sono state costituite le commissioni di lavoro del Congresso: a) Politica e b) Organizzativa, che hanno elaborato il documento finale. I lavori veri e propri sono iniziati giovedí 25 alle ore 15. Gli onori di casa sono stati fatti, per il Brasile, dal Segretario dello Stato di Rio de Janeiro, José Rogério. Il Presidente della CIM, on. Angelo Sollazzo, nel suo discorso di apertura, ha illustrato il tema del Congresso : L’IMPRESA, IL LAVORO, LA CULTURA E LA FANTASIA DEGLI ITALIANI NEL MONDO. Particolare importanza hanno avuto i temi dell’esercizio del diritto del voto degli italiani all’estero e il problema della cultura e dell’insegnamento della lingua italiana.

A latere, sono state costituite quattro commissioni miste, italo-brasiliane, che si sono riunite sabato 27, nella sede della Società Italiana di Beneficenza e Mutuo Soccorso, (SIBMS), nella Casa d’Italia. Si è trattato delle Commissioni:

1) Costruzioni-Turismo-Impiantistica

2) Agro-Alimentare

3) Moda

4) Sanità.

In particolare, quest’ultima commissione ha effettuato una visita all’Ospedale Italiano di Grajaú, intrattenendosi con il personale, conoscendo il Centro Medico e gli ambulatori e, infine, incontrando gli ospiti di Villa Paradiso, la Casa di Riposo della SIBMS. Al termine della visita, il Segretario Generale dell’A.M.I. (Associazione Medica Italiana), dottor Carlo Messina, ha consegnato una targa nella quale si commemora il gemellaggio dell’A.M.I. e della SIBMS. (In portoghese

Un grande successo ha ottenuto lo show finale del cantante Enrico Ruggeri, Enrico Ruggeri la cui presenza si deve al Presidente di RADIO E VIDEO ITALIA solo musica italiana, Mario Volanti, uno dei patrocinatori del Congresso, venuto a Rio per siglare un accordo di collaborazione con la Radio Imprensa di Rio de Janeiro, che trasmetterà, in diretta i programmi provenienti, via satellite, dall’Italia.

Notevole significato ha avuto la presenza del dottor Messina, venuto appositamente per studiare quali debbano essere le necessità e, quindi, le priorità per quanto concerne gli aiuti materiali alle strutture dell’Ospedale Italiano e le possibilità di interscambio tra medici italo-brasiliani e quelli associati all’A.M.I..

Il dottor Messina ha potuto visitare la nuova sala di emergenza, la nuova amministrazione centrale, dotata di un nuovo e moderno sistema computatorizzato. Nel prendere la parola, si è detto molto commosso per ciò che aveva visto, soprattutto perchè aveva capito, che tutto quello che sinora è stato fatto, è stato realizzato con il contributo finanziario dei Soci, senza l’intervento di entità pubbliche. Le basi sono state gettate, il cammino che è iniziato a Cuba nel 1998, in pieno uragano Georges, ha trovato in quest’ultimi incontro carioca il primo traguardo, la prima tappa di un percorso che ci auguriamo sia lungo e fecondo.

INAUGURATO IL MONUMENTO A LUIGI DEL PRETE A LARANJEIRA 

Il Console Generale e la Segretaria dei Lavori PubbliciAlla presenza di numerose autorità italiane e brasiliane, tra le quali il Console Generale d'Italia, Giuseppe Magno, e la Segretaria ai lavori pubblici della Città di Rio de Janeiro, è stato inaugurato, nell'omonima piazza, il monumento al leggendario pilota italiano Luigi Del Prete.Luigi Del PreteQuesti è stato uno degli eroi della fase romantica dell'aviazio ne. Nacque a Lucca, in Toscana, nel 1897 e morí nel 1928 a Rio de Janeiro, per le conseguenze derivategli da un incidente aereo, occorsogli mentre collaudava un aereo S62.  Participò, come secondo pilota al raid,  organizzato nel 1927 da  F. De Pinedo, con tappe nelle due Americhe, del Nord e del Sud, con un totale di 46.700 km. Nell'aprile del 1928, insieme a  A. Ferrarin* e G. Capannini, conquistò con un Savoia-Marchetti S64, costruito appositamente, il record di distanza in circuito chiuso (7666 km, coperti in 58h 30m). Nel mese di luglio, sempre con A. Ferrarin e con l'aereo  S64, conquistò il record di distanza in linea retta (7188 km in 49 ore) volando da Roma a Natal.  

* Arturo Ferrarin:Aviatore italiano (Thiene 1895-Guidonia 1941). Participò, come pilota di caccia, alla guerra 1915-18, realizzando memorabili imprese aeronautiche. Nel 1920 realizzò la trasvolata Roma-Tokyo con un aereo  biplano SVA. Gli fu assegnata la medaglia d'oro al valor aeronautica e perì durante il collaudo di un nuovo aereo, nel 1941, nei cieli di Guidonia.

INTERVISTA CON IL MINISTRO PLENIPOTENZIARIO LORENZO FERRARIN  Direttore Generale dell’emigrazione, in occasione della riunione continentale del CGIEnovita.gif (2869 byte)

Riunione Continentale del CGIE

Italiamiga: Signor Ministro, è un piacere incontrarLa a Rio de   Janeiro. Vorremmo sapere da Lei quali erano le Sue aspettative prima di questo convegno e quali sono i risultati finali.

Il ministro Ferrarin con il console MagnoMinistro: La ringrazio per le sue gentili parole, anche a me fa molto piacere essere qui a Rio de Janeiro, dove tra l’altro, se mi consente una nota personale, ritorno dopo ben trent’anni di tempo, perché nella parte iniziale della mia carriera sono stato a San Paolo come console aggiunto, esattamente trent’anni fa. Il Convegno Continentale del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, o dell’America Latina che si è tenuto in questi giorni a Rio, seconda edizione di quest’anno dopo quella che ha avuto luogo a maggio a Buenos Aires, è forse tra i più importanti, perché in America Latina, come tutti sappiamo, si concentra una gran parte degli italiani che vivono all’estero, esattamente più della metà. Con un notevolissimo numero di oriundi italiani che sono presenti in quasi tutti i Paesi di questo continente. Quindi questa riunione è importante anche per questo motivo. Si sono dibattuti molti argomenti estremamente importanti per gli italiani di questa area del mondo, in particolare del Brasile, dell’Argentina e del Venezuela, a cominciare dall’insegnamento della lingua, l’informazione , la previdenza, l’assistenza sociale e, soprattutto, questo nuovo grande argomento di attualità in questi giorni, dopo l’approvazione del Parlamento Italiano della legge sul voto degli italiani all’estero, la prospettiva in futuro che gli italiani di questi Paesi, come quelli di tutti gli altri, naturalmente, potranno esercitare qui il proprio diritto di voto per l’elezione del Parlamento Italiano.

Italiamiga: Naturalmente siamo tutti felici che questo sia avvenuto, anche se in ritardo, però rimane sempre una domanda, alla quale non riceviamo risposta: Perché per le elezioni europee è possibile agli italiani che vivono in Europa votare nelle sedi dei propri consolati, mentre questo non è mai stato possibile per gli italiani che vivono al di fuori dell’Europa?

Ministro: Guardi, è una domanda molto pertinente in realtà la sua, perché se qualcuno dovesse ragionare per motivi squisitamente giuridici, dovrebbe dire che tutti gli italiani, dovunque essi risiedano, per il fatto di essere cittadini italiani, dovrebbero votare. In realtà la spiegazione è solamente di carattere non giuridico, ma tecnico. Questo vale per tutti i Paesi del mondo, anche i francesi, o i tedeschi, o i belgi che risiedono fuori dell’Unione Europea non votano, o meglio, non possono votare se non hanno la possibilità di votare per corrispondenza. Ma questo in Italia non è possibile perché l’Italia non ha una legge che consenta il voto per corrispondenza. Di conseguenza gli italiani che stanno nei Paesi dell’Unione Europea, vanno a votare in seggi elettorali che noi, come governo italiano, abbiamo organizzato nei vari Paesi. Ne abbiamo organizzato più di mille. Ora per motivi tecnici, e ripeto tecnici, non era pensabile di poter istituire seggi in tutto il mondo. Ciò avrebbe comportato delle difficoltà, non solo di carattere finanziario, ma anche di carattere organizzativo, basti pensare che non è possibile organizzare seggi in Brasile, Argentina, in Australia, negli Stati Uniti, in tutti i Paesi in cui gli italiani vivono. Mi rendo conto che questa è una ragione, ripeto, non giuridica, ma solamente tecnica, però questa è la spiegazione. Tenga comunque presente che questa modifica costituzionale, che consentirà l’esercizio del voto all’estero per corrispondenza, da parte degli italiani, varrà anche per le elezioni europee. Entrando a far parte del nostro sistema giuridico il voto per corrispondenza, entrerà anche la possibilità di votare non solo per le elezioni politiche del Parlamento Italiano, ma anche quelle del Parlamento Europeo.

Italiamiga: Questo è molto importante perché noi che viviamo fuori d’Europa ci sentiamo fortemente discriminati. Ma la rabbia è così grande perché, ricevendo la cartolina elettorale dei nostri comuni di residenza anagrafica, partecipiamo al voto, spendendo 4 – 5 milioni di lire e poi 5 e più milioni di italiani che possono farlo gratuitamente, non votano. Questo dà a tutti noi una grande tristezza. Lei parlava delle iniziative per la cultura, come uno dei temi principali di questo convegno, e dell’informazione. Parlando come persona non addetta ai lavori (ufficialmente come giornalista italiano residente a Rio de Janeiro, non ho ricevuto nessuna notizia né del o sul Convegno di Buenos Aires, né di questo di Rio) dobbiamo dire che tutte le notizie che riusciamo a racimolare sul CGIE, provengono dall’Internet. In realtà esiste uno scollamento terribile tra i membri del CGIE – penso comunque che questo avvenga in tutto il mondo e che quindi non è un fenomeno fisiologico brasiliano – e la, chiamiamola così, base. Si pensa di fare qualcosa a questo proposito?

Ministro: Penso che questo che Lei dice sia, effettivamente, una realtà abbastanza diffusa. Tenga presente due cose: la prima è che il CGIE, così come è adesso, è un organismo abbastanza nuovo. È stato costituito dieci anni fa, ma la legge di riforma lo ha aggiornato nel ’98. Questa è la prima argomentazione. Il secondo argomento è che in realtà i membri del CGIE agiscono nei loro rispettivi paesi da cui provengono, attraverso quegli organi, chiamiamoli periferici locali, che sono i Com.IT.Es. In realtà, come Lei sa, il membro del CGIE non è eletto direttamente dalla base degli italiani, ma è eletto dai Com.It.Es. e dalle Associazioni. I membri dei Com.It.Es sono eletti democraticamente da tutti gli elettori, diciamo cittadini italiani che vogliono andare a votare. In realtà il vero rappresentante della comunità italiana democraticamente eletto, è il Com.It.Es., che ha quindi un filo diretto di comunicazione con gli elettori, vale a dire con la collettività, attraverso le associazioni, attraverso i giornali di lingua italiana che vengono pubblicati in quella zona, eccetera. Ma Lei ha ragione. Bisogna effettivamente che da parte del CGIE si faccia ogni sforzo per avere il maggiore contatto, un maggiore rapporto più seguito, più immediato, magari attraverso i Com.It.Es. ma però con la base. Lei parlava di informazione. Guardi, l’informazione credo che sia uno degli argomenti credo più importanti. Gli italiani in giro per il mondo sentono la mancanza di un flusso di informazione dall’Italia verso di loro, per conoscere il Paese, e viceversa. Perché gli italiani in Italia in realtà hanno ancora oggi, una visione dei loro connazionali sparsi per il mondo, superata, non conforme al reale, non rispondente alla realtà. Quindi questa che si chiama informazione di ritorno, non è affrontata dai mezzi di comunicazione in Italia, che non riflettono correttamente la realtà dell’emigrazione italiana nel mondo. Questo è un argomento che va sviluppato e approfondito. Vi sono delle iniziative recenti che trovo molto positive. Per esempio, come Lei sa, mi limito a citare il fatto che un importante quotidiano italiano sta cominciando a diffondersi anche in America Latina tramite alcuni giornali locali, sia a Buenos Aires, che a Caracas. Parlo del Corriere della Sera. Io spero tanto che questo possa avvenire in qualche modo, anche per il Brasile. Che sia il Corriere della Sera, che qualsiasi altro grande quotidiano italiano. Anzi, più ne vengono, meglio è, perché questo significa una diffusione delle conoscenze sull’Italia, della lingua italiana, della cultura e dell’informazione sull’Italia, non solo tra gli italiani che qui risiedono, ma anche tra i brasiliani, argentini e venezuelani. Io penso che questo tipo di scambio di informazione, tramite i grandi mezzi di informazione: stampa parlata, scritta e televisiva, sia uno degli anelli che congiungono i popoli del mondo e che forse è una dei più grandi antidoti contro le ostilità, contro i conflitti e contro l’isolazionismo. Contro la mancanza della conoscenza del prossimo: se tu non lo conosci, lo ritieni nemico, se lo conosci vedrai che invece è un amico. Quindi l’informazione è essenziale. Tanto più essenziale per gli italiani all’estero proprio in vista del voto. Il giorno in cui gli italiani all’estero potranno votare e, quindi, concorrere alla formazione della politica governativa italiana, tramite i loro rappresentanti in Parlamento, dovranno essere naturalmente maggiormente informati su quello che è la politica italiana e lo svolgimento degli avvenimenti nel nostro Paese, proprio per potere esercitare il loro diritto di voto con maggiore coscienza e con maggiore consapevolezza e informazione.

Italiamiga: Noi abbiamo sempre la sensazione che l’informazione che ci viene inviata, tramite la RAI International, oltre ad essere politicizzata a senso unico, (basti osservare la distribuzione dei Telegiornali durante la giornata) serve a riempire le ore di programmi con i cosiddetti programmi di auditorio, come sono chiamati qui, che non servono assolutamente a niente, anzi al contrario, mostrano un aspetto dell’Italia così squallido che non aiuta, certo, nella divulgazione della cultura italiana. Non è questa l’immagine che i discendenti, e non, di italiani vorrebbero ricevere. Quando ci sono delle trasmissioni bellissime, tipo documentari sull’Italia, che mostrano l’Italia come oggi è, queste sono spesso interrotte sul più bello, perché deve entrare un poco di pubblicità e, successivamente, i vari famigerati "In bocca al lupo" "Carramba ... ", e così via. Questo arreca un grande dispiacere agli italiani all’estero perché vorrebbero vedere l’Italia come oggi è, confrontandola con quella sognata venti o trenta e più anni fa. Per concludere vorrei sapere se desidera mandare un messaggio agli italiani che vivono a Rio. Spero di rincontrarla presto.

Ministro: La ringrazio molto e le sono molto grato di questo. Certo che voglio mandare un messaggio, che è questo: È difficile trovare due Paesi così lontani geograficamente e così vicini spiritualmente, come il Brasile e l’Italia. Lo ho sperimentato trent’anni fa quando ero console a San Paolo e vi passai tre anni della mia vita, lo riprovo oggi a trent’anni di distanza, con la stessa lealtà e con lo stesso affetto. Un saluto affettuosissimo a tutti.

 

   
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