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Dal giornale on line, Veneti nel MondoTempo fa a Rio di Janeiro, in uno degli stadi più belli e famosi del mondo, il Maracanà, si è disputata una partita che difficilmente i brasiliani di origine italiana potranno dimenticare; si sono contese lo scudetto nazionale la squadra di casa del Botafogo e la Juventude, giovane formazione di Caxias do Sul, città di immigrati italiani e veneti del Rio Grande do Sul. I tifosi della Juventude, hanno visto vincere la loro squadra e non sorprende, date le origini brasiliana e italiana, che abbiano manifestato la loro approvazione in modo colorito e vivace. Tra gli striscioni, attirava lattenzione una bandiera con la scritta: Mi lo savea! Tanta sicurezza veniva espressa in "talian". Il "talian" in Brasile è una vera e propria lingua; compresa da dieci milioni di persone e parlata da circa cinque. Un fenomeno che uno dei due componenti del noto gruppo dei Belumat, Gianluigi Secco, descrive come consistente e vitale, oltre che curioso. E davvero sorprendente, infatti, come lantica parlata veneta, nelle aree in cui il flusso di emigrazione italiana è stato più consistente, si sia mantenuta pressoché inalterata e pura. Le origini di questa lingua neo latina risalgono alla grande emigrazione di triveneti e lombardi, al periodo, cioè, tra il 1875 e il 1945, che ha fatto seguito allapertura delle frontiere del Messico, dellArgentina e del Brasile. Attratte dalle promesse di terre facilmente accessibili e mosse dalla necessità di migliorare le proprie condizioni di vita, moltissime persone (più di un milione!) si sono spinte, ma sarebbe meglio dire avventurate, "de la del mar", ognuna con le sue tradizioni, i costumi e il dialetto natio. Nel primo periodo della permanenza degli italiani in Brasile, dunque, si sentiva parlare il trevigiano, il vicentino, il mantovano, oltre che alcune parlate del Friuli e del Trentino. Successivamente, si è imposta ununica forma linguistica, che ripropone il veneto "antico" e che non risente, se non in misura minima, dellinflusso degli altri dialetti. La capacità del "talian" di conservare intatte le proprie caratteristiche deriva forse dallesigenza degli emigrati di mantenere il contatto con le proprie tradizioni e con la cultura di origine, attraverso una lingua capace di rinviare a contenuti emozionali condivisi da tutti. Ma laffermazione del veneto sugli altri dialetti ha mille altre ragioni: queste genti, ad esempio, lontane dalle popolazioni estranee e dal loro influsso, vivevano quotidianamente la necessità di costruire dei legami commerciali, oltre che umani, reciproci e duraturi. I diversi gruppi familiari avevano bisogno, quindi, di uno strumento di mediazione linguistica diffuso e facilmente comprensibile. I terreni colonizzati dagli emigrati italiani, che ne divennero poi gradualmente proprietari, corrispondenti oggi agli Stati Rio Grande do Sul, Santa Catarina e Paranà, occupavano una superficie piuttosto vasta. Se si esclude la presenza di alcuni villaggi portoghesi e tedeschi, questi ultimi collocati soprattutto nelle zone costiere, le regioni occupate erano vergini, tanto da consentire listituzione di villaggi e di piccole città che riproducevano nel nome e nellaspetto quelle lasciate in patria. Si può supporre, dunque, che le distanze, a volte notevoli, tra le varie comunità di emigrati, le difficoltà materiali cui queste dovevano far fronte per rendere "familiare" una terra sconosciuta e lassenza di gruppi etnici desiderosi di imporre la propria cultura, abbiano facilitato levoluzione di un unico dialetto. Luso del "talian" ha incontrato invece maggiori ostacoli in unaltra zona brasiliana di forte presenza italiana e veneta, quella di San Paolo, più fortemente influenzata dai portoghesi. Gli emigrati che si sono stabiliti in questa grande città del nord, hanno dovuto adeguarsi alla cultura locale sia dal punto vista linguistico, sia da quello economico, occupando le posizioni lavorative più umili. Al di là della particolare realtà paolista, il connubio tra il colore di questa terra del sud e loperosità delle genti venete continua ad esprimersi felicemente nel "dialetto", che per lungo tempo ha sostituito in tutto e per tutto le lingue "grammaticali" portoghese e italiana. Oltre a numerose pubblicazioni, che sono tuttora al primo posto nella lista delle letture favorite fra i discendenti degli italiani, quali "Nanetto Pipetta", "Togno Brusafrati" e "Storia di Nino fratello di Nanetto Pipetta", erano scritti in talian anche molti giornali come "La libertà" o il "Colono italiano". Il "Correio Riograndese" si serve ancora, anche se parzialmente, dellefficace idioma veneto. Oggi si possono trovare in gran numero testi di poesia, di prosa, orazioni, opere teatrali e canti antichi e moderni arricchiti da questa lingua e conservati con cura dagli italiani del Brasile. Negli anni passati, invece, spiega con un certo rammarico il prof. Rovilio Costa, il grandissimo patrimonio di cultura, di tradizioni e di affetti legato al "talian" è stato seriamente minacciato. Costa, frate brasiliano di origine veneta, oltre che attento studioso del fenomeno dellemigrazione, ricorda come la propaganda di nazionalizzazione nota col nome di "Estado novo", iniziata verso la metà del nostro secolo, abbia impedito alle minoranze etniche, e quindi ai "taliani", di parlare la loro lingua e abbia portato alla sostituzione delle antiche denominazioni europee delle città con gli attuali nomi portoghesi. Anche lintensa opera di scolarizzazione del dopoguerra, affidata ad insegnanti brasiliani, si è resa colpevole del parziale oblio del dialetto antico; e la "conversione al grammaticale" continua con linsegnamento della lingua italiana che, in quanto "ufficiale" e, soprattutto, "commerciale", tende a sostituire in toto il "talian". Secco, leclettico componente dei Belumat, e il frate brasiliano Costa sono concordi nel ritenere che le tradizioni del passato vadano preservate. Anche grazie al loro impegno di studio, raccolta e salvaguardia di tutte le forme di cultura "taliana" sta nascendo in Brasile una nuova sensibilità volta al recupero della storia e delle origini delle diverse etnie. Tale riscoperta passa, nel caso dei nostri emigrati, attraverso la memoria di una lingua, il "talian", che appartiene alla sfera "familiare" degli affetti e dei ricordi. Sarebbe davvero un peccato, anche per chi il Brasile non lha mai visto e vive "de qua del mar", che questa "lingua dei padri", dopo tanti anni di vivace esistenza, degradasse a linguaggio di secondordine o, peggio, andasse perduta. IN 22 DA BRASILE E MESSICO PER SCOPRIRE COME SI FANNO I VINI VENETINellambito degli stages formativi previsti per lanno in corso, sono stati selezionati i 22 giovani che parteciperanno al corso nel settore primario organizzato dallU.L.E.V. (Unione Lavoratori Emigrati Veneti). I giovani provengono dal Brasile e dal Messico, paesi verso i quali era rivolta lattività di formazione ed hanno maturato tutti esperienza nel settore proposto, che riguarderà, in particolare, la qualità nel processo produttivo e la qualità nella produzione vitivinicola. Il corso si svolgerà in autunno a Jesolo (Venezia).
ADREV: STRUMENTO DI DIFFUSIONE DELLA CULTURA VENETA NEL MONDOL'Archivio di Documentazione e Ricerca sull'emigrazione Veneta, più comunemente denominato A.D.R.E.V., nasce quattro anni fa in seno al Centro Interuniversitario di Studi Veneti, a cui fanno capo tutte le Università del triveneto, in intesa con la Regione del Veneto, con lo scopo precipuo di servire: quale punto focale a cui far convergere tutti i progetti di ricerca e le iniziative culturali nell'ambito, da qualsiasi parte esse provengano; quale banca dati e archivio storico, bibliografico, fotografico e multimediale; quale organo promotore di programmi, convegni, seminari e progetti editoriali utili a divulgare la tematica pertinente nel contesto delle diverse discipline, al fine di preparare, anche in collaborazione con altri enti a ciò preposti, i formatori all'educazione alla interculturalità nella nostra Regione, in questi anni profondamente interessata da una presenza sempre più numerosa di immigrati. L'A.D.R.E.V., oltre alla recente organizzazione a Venezia del seminario finalizzato allaggiornamento di docenti, dal titolo "Per una formazione multiculturale: emigrazione ed immigrazione autonomia e conservazione", ha promosso quattro progetti di ricerca, alcuni già conclusi, altri in via di determinazione, inerenti l'area brasiliana e l'area rumena; ha assegnato un premio a quattro tesi di laurea, di cui è stata resa possibile la pubblicazione; ha realizzato nel dicembre 1996, in collaborazione con il Provveditorato degli Studi di Venezia, il convegno dal titolo "La condizione migrante"; dispone di un patrimonio bibliografico sostanzioso, corredato in questi ultimi quattro anni da ulteriori acquisizioni, costituenti un fondo specialistico, impreziosito da manoscritti e dattiloscritti poetici di emigrati veneti, risalenti sin all'inizio del secolo (in quanto si innesta su un filone prolifico di studi sull'emigrazione locale, presente al Centro Interuniversitario di Studi Veneti sin dalla sua nascita, anche con pubblicazioni proprie); vanta una fondo di documentazione visiva di rilevante importanza. Ingente è il materiale fotografico presente presso il Centro, realizzato nel corso degli anni dai propri ricercatori in occasione delle missioni di studio nei vari paesi di insediamento delle comunità emigrate venete, o ivi acquisito da archivi locali. Il fondo, del quale attualmente si sta predisponendo una catalogazione sistematica per renderlo fruibile ad un'utenza specialistica, continua ad espandersi con l'incameramento anche di rarità storiche, quali una serie di lastre fotografiche di inizio secolo su una missione dei Padri Salesiani nel Mato Grosso; la disponibilità di preziosissimo materiale sonoro, sicuramente il più importante, sia per l'unicità sia per il valore scientifico, tra i beni relativi all'emigrazione posseduti dal Centro Interuniversitario di Studi Veneti e di cui l'A.D.R.E.V. si occupa. Si tratta di più di 250 ore di registrazione pertinenti inchieste linguistiche e rilevazioni del patrimonio culturale orale e musicale delle comunità venete emigrate, particolarmente nei Paesi dell'America Latina, ma pure nelle diverse zone della nostra Penisola interessate dal fenomeno. La straordinarietà di questi documenti risiede anche nella loro datazione: le prime inchieste infatti risalgono sin dalla fine degli anni '60, e in special modo i linguisti sanno quanto importanti siano tali rilevazioni su un codice per propria natura in perenne evoluzione. Attualmente si sta procedendo alla indicizzazione, catalogazione e trascrizione fonetica di questi materiali, talora del tutto inediti, al fine di predisporli alla successiva elaborazione scientifica. Anche tale fondo rimane comunque un fondo in fieri, arricchito inoltre da acquisizioni audio-visive; la costituzione di un fondo bibliografico-archivistico-multimediale, avviata in occasione delle celebrazioni per il Cinquecentenario della scoperta del Canada da parte del veneziano di adozione Giovanni Caboto, inerente l'evento e il fenomeno dell'emigrazione veneta nelle sue diverse manifestazioni ed implicanze in quel Paese; la creazione, sin dalla nascita dell'Archivio, di una corposa emeroteca, che conta più di cinquanta testate tra le pubblicazioni periodiche nazionali in materia di emigrazione ed internazionali destinate alle nostre comunità all'estero. Se si considera che studiosi come Maurizio Dardano, si occupano da decenni dello studio del linguaggio giornalistico italiano come sede di osservazione privilegiata per lo studio dell'evoluzione linguistica, si può prevedere quale importanza scientifica potrebbe assumere un'indagine adeguata su questo nostro materiale, in ambito non solamente linguistico, ma storico-socio-linguistico; la realizzazione di due progetti editoriali: i "Quaderni dell'A.D.R.E.V.", una rivista specializzata semestrale, dedicata normalmente alla pubblicazione di saggi, studi, anteprime di opere ancora inedite, sempre legate al mondo dell'emigrazione veneta, e corredata da un notiziario che dà informazioni su convegni, progetti, offre recensioni bibliografiche e riserva sempre uno spazio alle iniziative della regione del Veneto in materia di emigrazione. I numeri speciali sono dedicati alla pubblicazione di atti di convegni, così come è avvenuto nel primo numero della rivista dedicato agli atti della conferenza dei Veneti nel Mondo svoltasi a Verona nel giugno 1996, e nel terzo numero dedicato agli atti della Conferenza dei Veneti in America Latina avvenuta nel novembre 1997. L'altro progetto editoriale è invece la collana "Veneti nel Mondo", che sarà composta da volumi di carattere divulgativo ma su base scientifica, trattanti il fenomeno dell'emigrazione veneta attraverso i vari aspetti storico, etnografico, linguistico e socio-economico. Di prossima pubblicazione i volumi dedicati agli Stati brasiliani di Rio Grande do Sul e Santa Catarina e al Benelux, mentre in occasione della conferenza d'area promossa dalla Regione del Veneto il novembre scorso per le comunità venete dell'emisfero australe, è stata pubblicata un'anteprima del fascicolo dedicato all'Australia. aggiorna costantemente una banca dati - grazie ai rapporti privilegiati con gli organi istituzionali e culturali a livello internazionale (Ministeri, Ambasciate, Consolati, Istituti italiani di cultura all'estero, Università, Società Dante Alighieri, Fondazioni, I.R.R.SA.E., etc) e con il mondo dell'associazionismo -, che presto, con altre informazioni utili, sarà resa fruibile anche su rete telematica, essendo il Centro Interuniversitario di Studi Veneti in procinto di dotarsi di un proprio sito Internet. Ma al di là del ruolo e delle attività finora svolte dall'A.D.R.E.V., ciò che interessa soprattutto evidenziare sono le potenzialità straordinarie di un tale strumento. La sua identità di polo di ricerca, di centro archivistico spesso depositario di documenti unici, di banca dati, frutto, per quanto ci permettono le nostre energie, di un continuo monitoraggio a livello mondiale soprattutto attraverso la rete telematica, lo caratterizza quale potenziale osservatorio privilegiato della cultura veneta nel mondo del più vasto panorama concepibile, al quale gli studiosi - ci auguriamo - potranno sempre più rivolgersi come punto di riferimento e supporto adeguato alle loro ricerche.
L'onorevole Angelo Sollazzo di nuovo a RioPreparativi per il V Congresso della CIMRio de Janeiro, 15/16/17 maggio. L'on. Angelo Sollazzo è tornato nella cittá "maravilhosa" per stringere i tempi con il comitato organizzatore del V Congresso CIM - Confederazione degli Italiani nel Mondo - che si terrá a Rio de Janeiro alla fine di novembre. TUTTI GLI ITALIANI E DISCENDENTI sono invitati a partecipare. Tra gli ospiti previsti, ci sará una folta rappresentanza del Parlamento Italiano, molti "oriundi" che hano raggiunto posizioni di pestigio nel mondo, i delegati di 18 paesi e, naturalmente, le autoritá brasiliane a livello federale, statale e municipale. L'on. Sollazzo, accompagnato dal Console Generale a Rio, Giuseppe Magno, si è incontrato con il Governatore, Antony Garotinho, e con il sindaco, Luis Paulo Conde, che hanno assicurato non solo la loro presenza, ma anche un sostanziale aiuto nell'organizzazione del Congresso. È prevista la partecipazione di numerose personalitá dello spettacolo e, forse, un concerto benefico di un grandissimo cantante italiano, il cui nome sará rivelato tra qualche giorno. Il V Congresso CIM sará presentato alle autoritá italiane e brasiliane, ufficialmente a Roma il 28 maggio prossimo.
LUCANIA - CELEBRATA LA GIORNATA DEI LUCANI NEL MONDOE' stata celebrata nell'aula del Consiglio regionale della Basilicata la giornata dei lucani nel mondo che istituisce la Bandiera della Regione Basilicata. Il Presidente del Consiglio regionale Giovanni Bulfaro, dopo il saluto alle autorità presenti, ha evidenziato che con la legge istitutiva della Bandiera della Regione, voluta fortemente dal Consiglio Regionale, si è compiuto un ulteriore passo in avanti sulla strada della valorizzazione e della esaltazione dell'identità regionale come Istituzione e Comunità. "La Bandiera, al di là del suo significato emblematico, i quattro fiumi più importanti della Basilicata, come percorsi ideali della propria storia, evoca sempre sentimenti di unità, passione, lotta, vittorie e racchiude in sè tutti i valori della civiltà di un popolo". Il Presidente della Giunta regionale Angelo Raffaele Dinardo ha sostenuto che la Bandiera della Regione Basilicata è la testimonianza della volontà di questo territorio di essere regione dentro l'Europa. "Onorare la Bandiera significa rendere onore alla gente e alla nostra storia, con un forte richiamo anche ai lucani all'estero che grazie a questo vessillo potranno sentirsi sempre più parte integrante della propria terra." Dinardo ha poi consegnato una medaglia d'argento all'archeologo Dinu Adamesteanu ed al fotografo Aldo La Capra, alla memoria, due studiosi - ha detto - che hanno collaborato nel passato all'avvio di progetti di ricerca sull'antico patrimonio lucano. Grazie alle loro intuizioni, tale patrimonio nel corso degli anni è andato sempre più arricchendosi di interessanti testimonianze, fino a diventare un intrigante ambasciatore della storia della Basilicata nel mondo. Dopo la benedizione impartita dall'Arcivescovo Metropolita di Basilicata, Mons. Ennio Appignesi, un esemplare del vessillo lucano è stato consegnato, ai legali rappresentanti delle massime istituzioni degli enti locali, dello stato e delle forze imprenditoriali e sindacali operanti in regione. In rappresentanza dei lucani residenti all'Estero il vessillo è stato consegnato a due lucani di Montevideo presenti alla manifestazione. Sono intervenute numerosissime Autorità Civili, Militari e Religiose di ogni ordine e grado.![]()
Il furlan: une lenghe ancje par l'ItalieA' belzà dât un bon risultât la aprovazion ae Cjamare dai deputâts de leç pes lenghis di minoranze, difat al è passât l'articul che al provjôt il ricognossiment de lenghe furlane. A chist rivuart a son provjoduts fonts pe sô pupilance e cun di plui si poodarà doprale ancje in uficis publics. Il Comitât regjonâl par i servizis de radio e television si è subite movût e al à proponût di scomençâ a tirâ fûr bêçs pe produzion di programs in furlan e tes altri lenghis de nestre regjon (sloven e todesc). Friulmondo 03/06/99 Noè 1999: è record!La più prestigiosa rassegna di vini del Friuli Venezia Giulia compie 35 anni. E quest'anno è un vero e proprio record di presenze: 570 vini posti in gara, fra i quali una giuria di enologi ed enotecnici ha selezionato i duecento migliori vini che verranno posti in degustazione e vendita nell'enoteca regionale di Gradisca d'Isonzo. I successi di pubblico e d'immagine degli anni scorsi fanno ben sperare anche per questa edizione. Il vino resta uno dei settori della produzione agricola più importanti e significativi per il Friuli, al punto da diventarne una vera e propria bandiera. E' morta Cecilia Danieli simbolo del Friuli operoso.In questi giorni è scomparsa la "Lady di ferro" delle famose acciaierie di Buttrio, una delle realtà industriali più in vista del Friuli. La Danieli, 56 anni, da tempo lottava contro un male incurabile, continuando a mantenere saldamente il comando delle sue industrie. Laureatasi a Trieste, iniziò a prendere il controllo delle aziende fondate dal padre durante la grave crisi del settore negli anni 1976 - 1979. Da quel momento le acciaierie Danieli iniziarono a crescere fino a diventare uno dei leader mondiali del settore. Primato che continuano a mantenere ancora oggi. Friulmondo 23/06/99 SARDEGNAIL PRESIDENTE PALOMBA INCONTRA IL DECANO DEGLI EMIGRATICAGLIARI - Il presidente della Regione Sardegna Palomba ha ricevuto a Villa Devoto il decano degli emigrati sardi, Tullio Locci. Nato nel 1905 in Sardegna ed emigrato a Savona. Locci è stato fondatore del locale circolo dei sardi e della Lega nazionale dei circoli sardi, nonchè vice presidente vicario della Consulta regionale dell'emigrazione. Nel corso dell'incontro il presidente della Regione ha ringraziato Locci per la generosità e lo spirito di sacrificio che ha contraddistinto negli anni l'impegno da lui profuso per l'affermazione dei valori propri della cultura del popolo sardo. VENETO - SOPRATTUTTO CULTURA E INFORMAZIONE PER I VENETI ALL'ESTEROVENEZIA. La Giunta della Regione Veneto promuoverà in Italia e all'estero proprie iniziative culturali e sosterrà le proposte di Enti, Associazioni, Comitati, Istituzioni, particolarmente significative. E' prevista fin d'ora l'assegnazione di 40 milioni al Comitato delle Associazioni Venete dell'Argentina per le spese di organizzazione del convegno dei giovani oriundi veneti dell'America Latina previsto per il prossimo mese di novembre, a Santa Fé, in Argentina. La Regione organizza, inoltre, soggiorni per giovani oriundi veneti residenti all'estero. Nel settore dell'informazione, nel corso del 1999 proseguirà la pubblicazione del mensile telematico "Veneti nel mondo" e sarà rinnovata la convenzione con il Messaggero di S. Antonio, edizione per l'estero. Nel corso dell'anno saranno poi attivate o rinnovate le sottoscrizioni di abbonamenti a pubblicazioni periodiche particolarmente significative per le nostre comunità all'estero. III Conferenza dei Campani nel MondoLa III Conferenza dei Campani nel Mondo, organizzata dalla Regione Campania nella città di Caserta e Pietrelcina (BN) dal 9 al 12 dicembre 1998, tenuto conto dei significativi mutamenti dello scenario di riferimento nel corso dell'ultimo lustro, ha potuto svolgere un'analisi ed una verifica del fenomeno migratorio, sia nei suoi aspetti tradizionali che in quelli più recenti, e delle evoluzioni intervenute successivamente alla seconda Conferenza Si potranno cosí delineare scenari per una politica in favore dei campani all'estero ritagliata su moderni indicatori, quali quelli fissati nella L.R. n. 2/96. La conferenza regionale ha una cadenza quadriennale, in ossequio al disposto di cui all'art. 24 della legge regionale n. 2/96. Essa ha lo scopo di approfondire le tematiche connesse alle nuove realtà emergenti in questo settore ed individuare le esigenze connesse a tali nuove realtà con l'attiva partecipazione delle rappresentanze delle comunità dei cittadini campani residenti in paesi esteri. Il 1998 è stato l'anno della celebrazione della III Conferenza. Dopo la celebrazione dei congressi nazionali, per la prima volta nella storia, hanno portato alla elezione dei consultori per ciascun paese estero con radicate comunità campane (Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Cile, Francia, Inghilterra, Lussemburgo, Olanda-Svezia, Stati Uniti d'America, Sud Africa, Svizzera, Uruguay e Venezuela). |
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