Gli echi della CIMEIRA
nella stampa italiana
Mentre l'América Latina e Caraíbica assistiva, piena di aspettative, ai lavori della
"cimeira" di Rio de Janeiro, circa 20-30 rappresentanti della media scritta e
televisiva italiana, stavano molto distanti dai temi trattati, poiché in Itália stava
avvenendo un episodio storico: la città di Bologna, da cinquanta anni governata dai
comunisti, stava cambiando amministrazione. La coalizione di centro-destra ha vinto le
elezioni amministrative, avanzando significativamente in altre città. Questo fatto
lasció la maggioranza dei giornalisti che seguivano il capo di governo italiano, il
post-comunista Massimo DAlema, imbarazzati e tristi. Il colpo di grazia è avvenuto
il giorno 28 giugno, quando fu divulgata la notizia della condanna alla pena di morte di
Ocalan, il capo curdo catturato dai turchi, con la complicit dèi servizi segreti
israeliani e americani. La "cimeira" divenne così qualcosa di strano,
indelicato. Ecco come il corrispondente del principale giornale di Roma, Il Messaggero,
descrive la giornata del capo di governo: Sono le nove del mattino. Il premier si
affaccia allingresso dellhotel Othon con il viso tirato e gli occhi segnati
dalla stanchezza. DAlema conosce i risultati alle perfezione e la necessità di
studiarli deve averlo tirato giù dal letto allalba. Nella squadra del premier tira
unaria tesa. La stessa che la sera prima, quando da Bologna sono cominciate a
rimbalzare le notizie della sconfitta, hanno reso amara la visita al Pan di Zucchero. E
poi insopportabili i lunghi discorsi del presidente brasiliano Fernando Cardoso e dei
rappresentanti della comunità italiana riunita al consolato. Sui risultati
dell'incontro, nemmeno un cenno, come se non fosse avvenuto. Unica traccia gli
insopportabili lunghi discorsi del nostro Presidente Cardoso. Ecco la lettera che è stata
inviata al direttore del Messaggero: Caro Direttore Pietro Calabrese, ho letto solo oggi
larticolo dellinviato speciale del Suo giornale, Alberto Gentili, sulla
partecipazione della delegazione italiana alla cupola di Rio de Janeiro e mi sto
domandando se la proprietá del Messaggero e quelle delle altre testate giornalistiche
presenti allincontro UE coi Paesi dellAmerica Latina, abbiano speso bene i
loro soldi, mandando in giro per il mondo dei turisti, che, invece di trattare il tema per
il quale erano stati incaricati, non hanno fatto altro che parlare e commentare la
sconfitta del PDS a Bologna e la condanna di Ocalan. Ma il dottor Gentili, poverino, si è
annoiato o, per lo meno dice che DAlema si è annoiato, il 26 giugno ad ascoltare
i rappresentanti della comunitá italiana riunita al consolato!! Ma quali
rappresentanti. Cè stato solo il discorso di un - dico un - rappresentante del
CGIE, Corrado Bosco, che ha parlato per circa venti minuti, oltre al discorso di tre
minuti - dico tre - del Console Generale, Giuseppe Magno, e sette dellAmbasciatore
dItalia, Michelangelo Jacobucci.
La
comunitá italiana è stata appena una spettatrice a distanza, a molta distanza, degli
avvenimenti con uno schema di sicurezza che qui a Rio non si è mai visto alla Casa
dItalia, neanche durante la visita di Scalfaro. (Non so se valga la pena ricordarlo,
ma, tra tutte le persone presenti allincontro, lunico che avesse già lanciato
bottiglie molotov contro la polizia era proprio DAlema). Il 29 giugno, giorno della
conferenza stampa alla fine della Cimeira, su una ventina di giornalisti
presenti, ve ne erano tre brasiliani e uno della comunità italiana (il sottoscritto), gli
altri erano tutti italiani. Sa, caro direttore, quale è stato il tema delle domande e
risposte? Ocalan e la sconfitta di Bologna. Argomenti importanti, certo, ma non occorreva
mandare tutta quella folla di inviati, di operatori televisivi per parlare di assunti
interni. Il suo giornalista dice che DAlema era molto triste e teso, poverino, ma in
compenso si è divertito molto a sgambettare e a tirare due calci nel Maracanã, con i
figlioletti e i loro amichetti in gita premio (a proposito, chi ha pagato il viaggio, si
criticava tanto Craxi, una volta!). Inoltre, mentre le varie signore dedicavano il loro
tempo libero a impegni sociali - visite a popolazioni carenti, orfanotrofi, missioni ecc.
- la signora DAlema passava il suo tempo al giardino zoologico con i giovani ospiti
. E per ultimo, con che coraggio il signor Gentili si permette di criticare il Presidente
del Brasile, Fernando Henrique Cardoso? È proprio sicuro che i discorsi dei nostri uomini
politici siano cosí interessanti? Solo chi non ha mai vissuto allestero può non
capire la pochezza, la insulsaggine, la demagogia della maggior parte dei nostri uomini
politici il cui piedestallo è stato costruito con la adulazione e il servilismo di certi
giornalisti. Mi scusi lo sfogo, caro direttore, ma quello che Le ho riferito è la pura
verità avendo io registrato tutti i contatti di DAlema con la collettività
italiana, Suo Edoardo Pacelli. Durante la conferenza stampa finale, DAlema ha fatto
alcune affermazioni importanti sulla nuova politica economica d'Europa in relazione al
Mercosul, ma ció che ha impressionato maggiormente gli inviati italiani non aveva niente
a che vedere con il vertice.
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La suite "malandata" di D'Alema |
La rivista LEspresso, per esempio, citava le lamentele della delegazione
italiana, per la sistemazione poco decorosa dovuta alla cattiva scelta dell'albergo,
definito fatiscente e malandato. L' Othon Hotel, é l'albergo
preferito dalla maggioranza dei turisti italiani che visitano la "Città
Meravigliosa" e, per questo, potranno giudicare, nelle prossime elezioni le
pretensioni sociali degli attuali leaders del governo italiano e dei loro lacché. Ma
come? La sinistra italiana ci ha bombardato per decenni con le virtú democratiche del
glorioso popolo cubano e con la necessitá di imparare a vivere spartanamente come loro
nel paradiso di Cuba.
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La vista "fatiscente" di D'Alema |
Adesso, LEspresso, nella edizione del 15 luglio, riferisce che la delegazione
italiana si è lamentata perché: Solo unaltra delegazione, quella cubana, ha
soggiornato nello stesso albergo malandato. Ma Fidel Castro, al contrario del premier
italiano, non si è accontentato di un piano e ne ha voluti tre. (Nelle foto la
suite "fatiscente e malandata" di D'Alema). Invece di vantarsi della scelta di
accomodamenti come quelli di Fidel, in man iera veramente socialista, ci siamo ridotti, o
meglio, i nostri rappresentanti si sono ridotti ad invidiare i capitalisti tedeschi, greci
e francesi che si erano sistemati rispettivamente nel Copacabana Palace, nel Sofitel e nel
Meridien.
FINALMENTE UN PRESIDENTE DI TUTTI, NOI COMPRESI.
Carlo
Azelio Ciampi è il nostro nuovo Presidente della Repubblica, essendo stato eletto como
tale dai "Grandi Elettori", cioé dai due rami del Parlamento, e dai
rappresentanti delle Regioni Italiane.È probabile che questa sia stata l'ultima elezione
di un Presidente che avvenga con queste regole, la prossima, se le riforme costituzionali
andranno finalmente in porto, dovrebbe avvenire con suffragio diretto del popolo italiano.
Nel suo discorso di investitura, il 18 maggio, proprio nell'apertura si è dichiarato
presidente di tutti gli italiani, COMPRESI QUELLI CHE VIVONO FUORI D'ITALIA, ai
quali "dobbiamo la nostra gratitudine". È la prima volta che un Capo
dello Stato si ricorda di noi. Grazie, Presidente!
MESSAGGIO DEL NUOVO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Nell'assumere le funzioni di Capo dello Stato, rivolgo un caloroso saluto ai italiani
che vivono all'estero, siano essi i discendenti di coloro che cercarono altrove le
opportunità che in passato il Paese, purtroppo non poteva offrire, siano essi i nuovi
migranti, portatori delle moderne professionalità che l'Italia contemporanea è in grado
di esprimere. Ieri (18 maggio, ndr.) ho pronunciato le seguenti espressioni:
Oggi in quest'aula non sento soltanto la voce della comunitá italiana che vive ed
opera nei confini della Repubblica. Sento anche quella degli italiani che vivono la loro
cittadinanza nel territorio dell'Unione, rappresentata dal Parlamento europeo. E, non meno
nitida e forte, sento la voce della più larga comunità italiana diffusa nel mondo. In
fiduciosa attesa di più dirette vie di partecipazione politica e sempre pronta a dare
alla madre patria una ricchezza di cultura, di conoscenza, di riconoscenza.
Vorrei far pervenire a voi tutti, l'apprezzamento più caloroso per il contributo
fondamentale che, con il vostro lavoro e il vostro mpegno, assicurate alla promozione e
all'ulteriore espansione della proiezione internazionale dell'Italia in tutti i suoi
aspetti.
Alle soglie del terzo illennio le due vicende di progresso, quella dei connazionali
all'estero e quella dello straordinario avanzamento dell'Italia democratica e
repubblicana, andranno sempre più integrandosi, esaltando quelle grandi doti di tenacia,
di coraggio e di immaginazione che ci vengono unanimamente riconosciute. È con questi
sentimenti che rinnovo un augurio di serenità e di benessere per voi e le vostre
famiglie.
Firmato: Carlo Azeglio Ciampi