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         Número 4, Volume 1, Abril de 1999 Opinião Versione in portughese
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Gli echi della CIMEIRA nella stampa italiana

Mentre l'América Latina e Caraíbica assistiva, piena di aspettative, ai lavori della "cimeira" di Rio de Janeiro, circa 20-30 rappresentanti della media scritta e televisiva italiana, stavano molto distanti dai temi trattati, poiché in Itália stava avvenendo un episodio storico: la città di Bologna, da cinquanta anni governata dai comunisti, stava cambiando amministrazione. La coalizione di centro-destra ha vinto le elezioni amministrative, avanzando significativamente in altre città. Questo fatto lasció la maggioranza dei giornalisti che seguivano il capo di governo italiano, il post-comunista Massimo D’Alema, imbarazzati e tristi. Il colpo di grazia è avvenuto il giorno 28 giugno, quando fu divulgata la notizia della condanna alla pena di morte di Ocalan, il capo curdo catturato dai turchi, con la complicit dèi servizi segreti israeliani e americani. La "cimeira" divenne così qualcosa di strano, indelicato. Ecco come il corrispondente del principale giornale di Roma, Il Messaggero, descrive la giornata del capo di governo: “Sono le nove del mattino. Il premier si affaccia all’ingresso dell’hotel Othon con il viso tirato e gli occhi segnati dalla stanchezza. D’Alema conosce i risultati alle perfezione e la necessità di studiarli deve averlo tirato giù dal letto all’alba. Nella squadra del premier tira un’aria tesa. La stessa che la sera prima, quando da Bologna sono cominciate a rimbalzare le notizie della sconfitta, hanno reso amara la visita al Pan di Zucchero. E poi insopportabili i lunghi discorsi del presidente brasiliano Fernando Cardoso e dei rappresentanti della comunità italiana riunita al consolato.” Sui risultati dell'incontro, nemmeno un cenno, come se non fosse avvenuto. Unica traccia gli insopportabili lunghi discorsi del nostro Presidente Cardoso. Ecco la lettera che è stata inviata al direttore del Messaggero: Caro Direttore Pietro Calabrese, ho letto solo oggi l’articolo dell’inviato speciale del Suo giornale, Alberto Gentili, sulla partecipazione della delegazione italiana alla cupola di Rio de Janeiro e mi sto domandando se la proprietá del Messaggero e quelle delle altre testate giornalistiche presenti all’incontro UE coi Paesi dell’America Latina, abbiano speso bene i loro soldi, mandando in giro per il mondo dei turisti, che, invece di trattare il tema per il quale erano stati incaricati, non hanno fatto altro che parlare e commentare la sconfitta del PDS a Bologna e la condanna di Ocalan. Ma il dottor Gentili, poverino, si è annoiato o, per lo meno dice che D’Alema si è annoiato, il 26 giugno ad ascoltare “i rappresentanti della comunitá italiana riunita al consolato”!! Ma quali rappresentanti. C’è stato solo il discorso di un - dico un - rappresentante del CGIE, Corrado Bosco, che ha parlato per circa venti minuti, oltre al discorso di tre minuti - dico tre - del Console Generale, Giuseppe Magno, e sette dell’Ambasciatore d’Italia, Michelangelo Jacobucci. Alcuni alti funzionari bloccati dagli addetti alla sicurezza.La comunitá italiana è stata appena una spettatrice a distanza, a molta distanza, degli avvenimenti con uno schema di sicurezza che qui a Rio non si è mai visto alla Casa d’Italia, neanche durante la visita di Scalfaro. (Non so se valga la pena ricordarlo, ma, tra tutte le persone presenti all’incontro, l’unico che avesse già lanciato bottiglie molotov contro la polizia era proprio D’Alema). Il 29 giugno, giorno della conferenza stampa alla fine della “Cimeira”, su una ventina di giornalisti presenti, ve ne erano tre brasiliani e uno della comunità italiana (il sottoscritto), gli altri erano tutti italiani. Sa, caro direttore, quale è stato il tema delle domande e risposte? Ocalan e la sconfitta di Bologna. Argomenti importanti, certo, ma non occorreva mandare tutta quella folla di inviati, di operatori televisivi per parlare di assunti interni. Il suo giornalista dice che D’Alema era molto triste e teso, poverino, ma in compenso si è divertito molto a sgambettare e a tirare due calci nel Maracanã, con i figlioletti e i loro amichetti in gita premio (a proposito, chi ha pagato il viaggio, si criticava tanto Craxi, una volta!). Inoltre, mentre le varie signore dedicavano il loro tempo libero a impegni sociali - visite a popolazioni carenti, orfanotrofi, missioni ecc. - la signora D’Alema passava il suo tempo al giardino zoologico con i giovani ospiti . E per ultimo, con che coraggio il signor Gentili si permette di criticare il Presidente del Brasile, Fernando Henrique Cardoso? È proprio sicuro che i discorsi dei nostri uomini politici siano cosí interessanti? Solo chi non ha mai vissuto all’estero può non capire la pochezza, la insulsaggine, la demagogia della maggior parte dei nostri uomini politici il cui piedestallo è stato costruito con la adulazione e il servilismo di certi giornalisti. Mi scusi lo sfogo, caro direttore, ma quello che Le ho riferito è la pura verità avendo io registrato tutti i contatti di D’Alema con la collettività italiana, Suo Edoardo Pacelli. Durante la conferenza stampa finale, D’Alema ha fatto alcune affermazioni importanti sulla nuova politica economica d'Europa in relazione al Mercosul, ma ció che ha impressionato maggiormente gli inviati italiani non aveva niente a che vedere con il vertice.

La suite fatiscente di D'Alema
La suite "malandata" di D'Alema

La rivista L’Espresso, per esempio, citava le lamentele della delegazione italiana, per la sistemazione poco decorosa dovuta alla cattiva scelta dell'albergo, definito “fatiscente” e “malandato”. L' Othon Hotel, é l'albergo preferito  dalla maggioranza dei turisti italiani che visitano la "Città Meravigliosa" e, per questo, potranno giudicare, nelle prossime elezioni le pretensioni sociali degli attuali leaders del governo italiano e dei loro lacché. Ma come? La sinistra italiana ci ha bombardato per decenni con le virtú democratiche del glorioso popolo cubano e con la necessitá di imparare a vivere spartanamente come loro nel paradiso di Cuba.

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La vista "fatiscente" di D'Alema

Adesso, L’Espresso, nella edizione del 15 luglio, riferisce che la delegazione italiana si è lamentata perché: ”Solo un’altra delegazione, quella cubana, ha soggiornato nello stesso albergo malandato. Ma Fidel Castro, al contrario del premier italiano, non si è accontentato di un piano e ne ha voluti tre.” (Nelle foto la suite "fatiscente e malandata" di D'Alema). Invece di vantarsi della scelta di accomodamenti come quelli di Fidel, in man iera veramente socialista, ci siamo ridotti, o meglio, i nostri rappresentanti si sono ridotti ad invidiare i capitalisti tedeschi, greci e francesi che si erano sistemati rispettivamente nel Copacabana Palace, nel Sofitel e nel Meridien.

FINALMENTE UN PRESIDENTE DI TUTTI, NOI COMPRESI.

Il Presidente della Repubblica Italiana, Carlo Azeglio CiampiCarlo Azelio Ciampi è il nostro nuovo Presidente della Repubblica, essendo stato eletto como tale dai "Grandi Elettori", cioé dai due rami del Parlamento, e dai rappresentanti delle Regioni Italiane.È probabile che questa sia stata l'ultima elezione di un Presidente che avvenga con queste regole, la prossima, se le riforme costituzionali andranno finalmente in porto, dovrebbe avvenire con suffragio diretto del popolo italiano. Nel suo discorso di investitura, il 18 maggio, proprio nell'apertura si è dichiarato presidente di tutti gli italiani, COMPRESI QUELLI CHE VIVONO FUORI D'ITALIA, ai quali "dobbiamo la nostra gratitudine". È la prima volta che un Capo dello Stato si ricorda di noi. Grazie, Presidente!

 

MESSAGGIO DEL NUOVO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Nell'assumere le funzioni di Capo dello Stato, rivolgo un caloroso saluto ai italiani che vivono all'estero, siano essi i discendenti di coloro che cercarono altrove le opportunità che in passato il Paese, purtroppo non poteva offrire, siano essi i nuovi migranti, portatori delle moderne professionalità che l'Italia contemporanea è in grado di esprimere. Ieri (18 maggio, ndr.) ho pronunciato le seguenti espressioni:

Oggi in quest'aula non sento soltanto la voce della comunitá italiana che vive ed opera nei confini della Repubblica. Sento anche quella degli italiani che vivono la loro cittadinanza nel territorio dell'Unione, rappresentata dal Parlamento europeo. E, non meno nitida e forte, sento la voce della più larga comunità italiana diffusa nel mondo. In fiduciosa attesa di più dirette vie di partecipazione politica e sempre pronta a dare alla madre patria una ricchezza di cultura, di conoscenza, di riconoscenza.

Vorrei far pervenire a voi tutti, l'apprezzamento più caloroso per il contributo fondamentale che, con il vostro lavoro e il vostro mpegno, assicurate alla promozione e all'ulteriore espansione della proiezione internazionale dell'Italia in tutti i suoi aspetti.

Alle soglie del terzo illennio le due vicende di progresso, quella dei connazionali all'estero e quella dello straordinario avanzamento dell'Italia democratica e repubblicana, andranno sempre più integrandosi, esaltando quelle grandi doti di tenacia, di coraggio e di immaginazione che ci vengono unanimamente riconosciute. È con questi sentimenti che rinnovo un augurio di serenità e di benessere per voi e le vostre famiglie.

Firmato: Carlo Azeglio Ciampi
   
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