Cenni di storia
Lo scialpinismo
Il canale Viola
Obiettivo del progetto
Il progetto prevede la sostituzione dell'Impianto di Fraele,
obsoleto e soggetto ad un
progressivo
invecchiamento, qualificando nel contempo la produzione idroelettrica,
con un miglior utilizzo delle acque derivate dal bacino dell'Alta
Val Viola.
La realizzazione del Nuovo Canale Viola permette infatti la
produzione regolata di 113 GWh prodotti attualmente nella
centrale di Premadio contro i 78 GWh prodotti attualmente
nelle Centrali di Fraele e Premadio.
L'attuale canale, in servizio dal 1928, si sviluppa intorno
alla quota 1.958 m s.l.m. lungo la Val Viola e la Val Foscagno,
sino ad arrivare in prossimità delle Torri di Fraele;
sottopassa quindi le cime di Platoc per sboccare in Val Fraele
dove alimentava la vecchia diga, attraverso il canale in pressione
ed una condotta forzata, veniva alimentata la centrale di
Rasin.
Le modalità di esercizio di questa centrale mutarono
radicalmente con la realizzazione dell'Impianto di Premadio
e della nuova diga di Cancano, il cui invaso sommerse completamente
la vecchia diga.
Dal 1956, le acque derivate dell'attuale canale
Viola vengono infatti immesse nel lago di Cancano quando il
livello è inferiore alla quota 1.858 m (tra i mesi
di marzo e giugno).
Il nuovo canale consentirà di immettere per tutto l'anno
le acque del bacino della Val Viola nel serbatoio di Cancano,
di aumentare le capacità di regolazione dell'intero
sistema Aem e di produrre più energia utilizzando il
maggior salto sulla centrale di Premadio.
Descrizione del Progetto
- Realizzazione, mediante scavo in galleria
con fresa, di un nuovo canale di 3 m di diametro e della lunghezza
di 15 km, e di 5 nuove opere di presa sui torrenti Verva,
Viola, Minestra, Foscagno, Cadagnola.
- Interventi di ripristino ambientale della "ex-cava
Frana" e della "ex-cava Imbuto" riutilizzando
gli inerti di risulta dello scavo.
- Dismissione e recupero ambientale del canale Viola attuale
e dell'impianto di Fraele.
Lo sviluppo della progettazione è stato
condotto in modo da ottenere non soltanto un progetto tecnicamente
valido, ma anche orientato alla compatibilità ambientale.
Al presidio di questi aspetti ha operato un gruppo di giovani
tecnici che hanno verificato ogni scelta progettuale che via
via si delineava alla luce dell'impatto ambientale che essa
comportava. Solo questa attenzione ha reso possibile l'autorizzazione
di questa opera significativa in un contesto di grandissimo
pregio ambientale.
Il Nuovo Canale Viola
- Canale a pelo libero
- 15 chilometri di lunghezza
- 5 Opere di Presa
- Scavo con presa a piena sezione (TBM) con
doppio scudo
- Rivestimento con conci prefabbricati
La T.B.M. è una macchina per le gallerie
in roccia, costituita da una testa rotante che viene spinta,
mediante un sistema di martinetti, contro il fronte di scavo.
Per lo scavo della galleria del nuovo canale verrà
utilizzata una T.B.M. doppioscudata, in grado in grado cioè
di realizzare anche il rivestimento in conci prefabbricati
in calcestruzzo. Con questa tecnologia è possibile
garantire un miglior grado di sicurezza in fase realizzativa,
una considerevole velocità di esecuzione ed un minor
disturbo dell'ammasso roccioso interessato allo scavo.
- Diametro esterno: 3,7 m
- Progressiva di avanzamento al 15 febbraio 2002:
4.780 metri.
- Materiali da costruzione per i conci
- 32.000 metri cubi CALCESTRUZZO
- 12.000 tonnellate CEMENTO
- 2.000 tonnellate ACCIAIO
Le opere di Presa
· Ciascuna Opera di Presa è costituita da:
· Traversa in alveo e griglia di derivazione;
· Dissabbiatore interrato o in galleria
· Difese spondali
· Scala di rimonta pesci (Solo presa Viola)
· Opere idrauliche (paratoia di immissione, di spurgo
e di
sghiaio)
· Sistema di comando e di controllo locale e remoto
Le opere idrauliche che verranno realizzate
in queste aree naturali evidenziano la sfida e l'impegno di
AEM necessari a minimizzare gli impatti ambientali.
Le griglie di derivazione suborientate contribuiranno a diminuire
la visibilità della traversa in alveo, come pure i
dissabbiatori, che saranno interrati o posti in galleria.
Le opere inoltre saranno dotate di appositi dispositivi atti
a garantire un "deflusso minimo vitale" modulabile
e misurato.
Il promontorio che si affaccia sulla sponda
destra del lago di Cancano ospita il cantiere principale,
nevralgico per la realizzazione dell'opera, che rimane aperto
tutto l'anno con turni di lavoro a coprire le 24 ore. Nel
cantiere è stata montata la fresa T.B.M. che realizzerà
lo scavo della galleria.
Una volta realizzato il Nuovo Canale Viola sono
già previsti gli interventi per il mantenimento di
sicurezza e il recupero ambientale dell'attuale canale.
Per ciascuna delle 10 opere di presa sono previsti interventi
specifici al fine di rinaturalizzare le aree occupate da opere
idrauliche.
Il recupero delle "ex-cave"
In prossimità della diga di San Giacomo
esiste una zona degradata da precedenti attività estrattive
(ex-cava Frana ed ex-cava Imbuto).
In questa area si prevede la risistemazione dei 240.000 metri
cubi di materiale di risulta degli scavi, in modo da ricostruire
l'assetto morfologico e forestale originario.
Le due cave vennero utilizzate tra il 1938 e
il 1950 per estrarre gli inerti per il calcestruzzo della
diga di S. Giacomo. Un segno del lavoro dell'uomo che, nel
tempo, mutate le sensibilità, é apparso come
una ferita nell'ambiente. L'utilizzo dello smarino di galleria
permetterà di ricostruire l'originario profilo del
sito.
L'area verrà suddivisa in 11 settori, ciascuno dei
quali sarà riempito in fasi successive, con tempi raccordati
ai lavori del canale.
Terminata questa fase, saranno necessari 5 anni di interventi
mirati per completare la sistemazione paesaggistica ambientale
e per garantire lo sviluppo della copertura arborea.
I lavori
- Velocità media di avanzamento al giorno:
21 metri;
- Velocità massima di avanzamento al giorno: 39 metri
- Impiego complessivo di circa 180 persone
- Turni continui di 24 ore su 24 durante tutto l'anno.

Comunicato stampa
PROGRESSIVA 12.478,35: Raggiunto un altro traguardo del nuovo
Canale Viola
Oggi alle 10,15 è stato raggiunto un nuovo traguardo
nello scavo del Nuovo Canale Viola. La caduta del diaframma
allopera di presa Viola progressiva 12.478,35 ci fa
esprimere nuovamente soddisfazione per i risultati raggiunti.
Sui cantieri le parole non contano, valgono i fatti, soprattutto
quando si tratta di opere così complesse. Questo riempie
di soddisfazione tutte le persone coinvolte nei lavori dai
capi progetto alle maestranze AEM, a tutti gli operai e i
tecnici delle Società appaltatrici.
In diversi cantieri abbiamo raggiunto dei record quello di
oggi ne è un esempio. La ditta SELI, con le proprie
maestranze, ha raggiunto una media di scavo giornaliero di
circa 25-30 metri con dei record nel mese di ottobre di 928
metri e una punta giornaliera, il 12 luglio, di 50,79 metri.
Oggi in prima fila Alfieri Codazzi, il capo cantiere, ha spinto
le sue squadre alla presa Viola con circa un mese di anticipo,
ha dichiarato con soddisfazione: Solo tre mesi ci separano
dal completamento dellopera, quando alla progressiva
15.098 metri raggiungeremo lopera di presa
Verva.
Ricordiamo che i grandi lavori in Valtellina sono cominciati
nel 1999 con lavvio dei cantieri del Nuovo Canale Viola,
successivamente si sono avviati i lavori su Premadio 2 dove
nel maggio scorso è stato inaugurato il completamento
della sede della nuova condotta forzata; dal mese di dicembre
è in esercizio il 4° Gruppo della Centrale di Grosio,
realizzato in tempi record dopo solo un anno di lavoro. Oggi
Grosio è completata ed ha una potenza installata di
465 MVA.
Il raggiungimento di queste performance non può
che portare grande soddisfazione ha dichiarato il Presidente
di AEM Ing. Giuliano Zuccoli che oggi, pur non potendo presenziare
allevento, ha voluto inviare le proprie congratulazioni
a tutti i tecnici e a tutte le maestranze che con la propria
tenacia e professionalità hanno permesso di raggiungere
questo nuovo traguardo.
Sondrio, 22 gennaio 2003