Durante i primi periodi dell'Era dell'Oscurita',
riportato a noi dai testi dei piu' antichi manoscritti del tempo,
viveva un mondo nato dalle arti mistiche e da antiche stregonerie.
SOSARIA.
Nonostante le origini incantate di Sosaria, la sua gente sfuggiva la
magia.
Poiche' il suo stesso utilizzo corrompeva le anime degli incauti.
Ma un uomo oso' svegliare gli addormentati poteri dell'alchimia,
deviando gli spaventosi poteri della Gemma dell'Immortalita' ai suoi
desideri,
e incatenando l'intera Sosaria alla sua corruzione.
Mondain lo Stregone.
Il suo potere era assoluto, e l'intero pianeta era stretto nel suo crudele
abbraccio.
Solo l'apparizione di uno straniero salvo' il pianeta dalla distruzione
incombente.
Da dove arrivo' nessuno lo sa, ma la sua forza e il suo coraggio erano
senza pari.
In questo straniero giaceva l'unica speranza di Sosaria.
Solo un viaggiatore dalle stelle avrebbe liberato questo mondo
dalla vile stretta mortale di Mondain.
Lui avrebbe dimostrato di essere un salvatore,
frantumando la Gemma dell'Immortalita' e sconfiggendo Mondain.
Ma un ben piu' cupo e sinistro maligno aspettava di essere rilasciato
dalla distruzione della gemma.
Poiche' Sosaria non venne liberata dal potere della pietra.
Il pianeta era ancora incatenato dalla magia del gioiello,
nonostante esso giacesse in frantumi sul pavimento del castello di Mondain.
Poiche', in ogni singolo frammento del gioiello, dimorava una perfetta
riproduzione di Sosaria.
Questo e' il mondo in cui sei nato, vivi, e muori.
Britannia, che una volta fu Sosaria, ora esiste come migliaia di mondi,
ognuno con la sua gente, la sua storia, e il suo destino.
Questa Britannia e' solo una delle tante nel multiuniverso che e'
ULTIMA ONLINE.
I
Primi Anni.
SuperCiuk
nasce in un quartiere poverissimo, alla periferia di una grande citta'
nota al mondo intero piu' per la sua nebbia e i suoi ritmi frenetici
che non per la qualita' dei suoi abitanti.
Subito si capisce che non e' un bambino come gli altri, e i primi ad
accorgersene sono i suoi genitori che non riuscendo a sopportare la
sua diversita' lo abbandonano sotto a un ponte subito dopo la sua nascita.
Lo avvolgono in qualche foglio di giornale come ultimo e unico atto
di tenerezza nei suoi confronti (erano delle pagine de "La Gazzetta
della Bassa Bovisa", nda), e dal quel momento di loro si perde
qualsiasi traccia, al punto che ancora oggi non si conosce il loro nome.
La sua infanzia e' quanto di piu' terribile si possa immaginare per
un essere cosi' piccolo, ma capirete che essendo l'unica realta' che
conosce la cosa non lo preoccupa piu' di tanto, almeno non per il momento.
Per lui e' normale nutrirsi dei resti della lavorazione della fabbrica
che circonda la sua dimora (la "NoloMetan & co.", dove
si lavora una preparazione clandestina di liquidi a base alcolica non
meglio identificati, imbottigliati in contenitori di plastica vagamente
rassomiglianti a dei fiaschi di vino, nda).
Cosi' come e' normale che le prime conoscenze che faccia siano dei ratti
in costante mutazione che affollano il canale che costeggia il suo cortile,
proprio dove guarda caso si immette il canale di scarico della fabbrica
di cui parlavamo prima.
Ora ditemi voi, in tutta buona fede, cosa puo' venir fuori da questa
situazione. Provate a nutrirvi di topi e metanolo per i primi anni della
vostra vita, e poi provate a parlare con qualcuno che vi sta vicino,
e osservate la sua reazione... e' ancora vivo? :-O
Abbiamo
detto che intorno a lui c'e' solo poverta', e questo lo deprime.
Comincia a odiare quei marmocchi straccioni che occasionalmente passano da
quelle parti, vorrebbero giocare con lui ma lui non li sopporta, odia il loro
comportamento pezzente, i loro stracci, i loro stramazzi, odia i loro genitori
che invece di autoeliminarsi hanno deciso di mettere al mondo altri barboni
invece di contribuire all'estinzione della specie! Odia il mondo, odia tutto
quello che si puo' odiare, e poi di piu', lo odia ancora di piu'!
E' durante questi momenti di depressione che si mette a urlare dalla rabbia,
per poi contare alla fine il numero dei corpi senza vita di quei marmocchi,
stesi senza alcuna pieta' dal suo alito terrificante.
Ha
un potere devastante! Se ne sta rendendo conto piano piano...
E
trama nell'ombra, costruendo piano piano la sua vendetta nei confronti di
quel mondo che ha avuto il coraggio di respingerlo. Loro, quei pezzenti...
La
Carriera.
Si
trovo' una sistemazione, andando a lavorare nell'unico posto in cui
si sarebbe potuto trovare a suo agio, senza rischiare di fare troppi
danni indesiderati: alla discarica comunale che si trovava a pochi passi
da li'.
In quel periodo comincio' ad accorgersi che la popolazione non era tutta
come l'aveva conosciuta lui. C'era anche chi ostentava ricchezza, andando
in giro in limousine con tanto di autista e mazzette di banconote che
uscivano dal taschino, e bionda mozzafiato sul sedile posteriore.
I ricchi.
Dio come erano belli!
Ogni volta che ne vedeva uno gli luccicavano gli occhi, entrava in una
fase di adorazione sempre piu' profonda, finche' la sua sottomissione
a loro fu totale.
Si era preparato un costume (era un orribile costume, tutto stracciato e pacchiano
oltre misura, nda), e con una mantellina rossa sulle spalle andava in giro
armato della sua arma segreta per rubare ai poveri quelle poche cose che avevano
(tanto non avevano gia' niente, che cosa se ne facevano di quelle misere cianfrusaglie?).
I ricchi, loro si che avrebbero saputo usare bene quelle cose, non quei poveri
min0rati analfabeti che gli avevano fatto credere che il mondo fosse tutto
come loro glielo avevano fatto vedere!
Fu
cosi' che nacque SuperCiuk, il difensore delle minoranze (solo ed esclusivamente
in senso numerico, nda), colui che rubava ai poveri per donare ai ricchi!
Col
passare del tempo il nostro SuperCiuk acquisiva sempre piu' sicurezza nei
propri mezzi, e si era perfino convinto di essere visto come un eroe da parte
di quelli che per lui erano i soli modelli di vita, coloro che adorava e idolava
oltre il limite consentito da qualsiasi mente umana.
Ma la realta', come sempre, era ben diversa dalle fantasie malate di un pazzo
ubriacone e puzzolente.
Davvero credete che quei ricchi, ai quali chiaramente non mancava niente,
avessero realmente bisogno di quelle cianfrusaglie che SuperCiuk con cosi'
tanto ardore e passione donava loro? Per loro lui era solo uno zimbello con
cui divertirsi, un giocattolo da mostrare agli amici, un pupazzo da azionare
a comando.
Povero
SuperCiuk, cosi' arrabbiato e cosi' ingenuo...
Inevitabilmente
il divertimento, dopo un po', fini' per trasformarsi in fastidio.
Il lezzo nauseabondo che circondava la sua persona, unito alle sparizioni
sempre piu' frequenti di gente dei ceti minori (finche' erano poche decine
si poteva anche chiudere un occhio, ma ormai la situazione era diventata insostenibile
perfino per le autorita', il che era tutto dire, nda) avevano fatto si che
SuperCiuk finisse in cima alla lista dei criminali ricercati dalle polizie
di tutto il mondo.
E lui, che non era certo dotato di un'intelligenza fuori dal comune, ci mise
veramente poco a farsi catturare.
La
carriera di SuperCiuk, cosi' velocemente salito alla ribalta delle cronache,
era ormai definitivamente finita.
L'Esilio.
Non si poteva certo pensare di rinchiuderlo in un penitenziario, sarebbe stato
come condannare a morte tutti gli altri reclusi (e la pena di morte era stata
da tempo sostituita dall'ibernazione perenne, nda).
Non c'era altra soluzione: andava congelato.
Tutto
era pronto.
Era appena arrivato da Taiwan un nuovo modello ultratecnologico di Super Frosting
Immediate Garbage Annihilator (TM) (l'ultima SFIGA, ndr), neanche la mente
del piu' grande stratega del mondo avrebbe potuto pensare a una migliore concomitanza
di eventi.
Quando lo fecero accomodare nella postazione, SuperCiuk era ormai talmente
demoralizzato e disilluso che avrebbe accettato qualsiasi cosa senza fiatare
(per fortuna!, nda).
La
mano dell'operatore era posata sul pulsante di avviamento. *CLICK*
La
sostanza congelante comincio' a entrare in circolo, e tutto sembrava funzionare
per il meglio.
Ma si sa, a Taiwan non hanno una grande conoscenza delle mutazioni genetiche
causate dai fattori che noi a questo punto della storia conosciamo cosi' bene.
E cosi' quando il liquido entro' in contatto con il sangue di SuperCiuk si
scateno' una reazione di cosi' vaste e impensabili proporzioni che l'intera
stanza (fortunatamente isolata dal resto dell'edificio) venne avvolta da una
luce folgorante per diversi minuti, e solo dopo diverse ore fu possibile avere
nuovamente accesso al locale.
Ma a quel punto di SuperCiuk non vi era piu' traccia.
Nessuno in quel mondo ne seppe piu' niente.
La
Rinascita.
SuperCiuk riapri' gli occhi, e non c'era bisogno di essere un genio per accorgersi
che qualcosa era cambiato, che quello non era il mondo che conosceva.
Evidentemente si era scatenata una reazione spazio-temporale che lo aveva
proiettato in un altro tempo, in un altro mondo, in un'altra storia.
Ma anche altre cose erano cambiate.
Riconosceva
gli odori.
Gia'
questa cosa da sola appariva come un miracolo. Comincio' ad annusarsi freneticamente,
non vi era piu' traccia di quel lezzo che lo aveva accompagnato fin dai primi
giorni della sua vita.
Ma allora era proprio vero: non tutta la SFIGA(TM) veniva per nuocere!
Il processo di congelamento si era interrotto solo dopo aver debellato decenni
di spazzatura accumulata nelle tossine.
Si
guardo' intorno, era felice.
Capiva
che gli si stava presentando una nuova possibilita'. Doveva essere proprio
cosi', doveva ripetere le fasi della crescita, stavolta senza piu' quella
rabbia che gli avevano imposto fin da piccolo.
Ne ebbe la conferma quando inciampo' inavvertitamente in un coniglietto, un
simpatico abitante di quel nuovo mondo. Cerco' di spostarsi ma non riusci'
a muoversi, era completamente spossato.
I suoi muscoli erano spariti, come se non fossero mai esistiti, ma in compenso
era sparito anche quell'agglomerato di grasso che gli aveva sempre impedito
di guardarsi le scarpe.
Ora finalmente poteva vederle!
Il
Nuovo Mondo.
Era decisamente uno strano mondo quello in cui era stato catapultato cosi'
all'improvviso. Era simile alla sua terra, eppure cosi' diverso.
Finche' restava in citta' le cose erano tutto sommato normali, ma appena metteva
piede fuori nelle foreste era subito evidente che la fauna era molto piu'
varia. Gli animali erano abbastanza familiari, dai piu' mansueti a quelli
piu' aggressivi, ma esistevano anche esseri abominevoli, mostri che pensava
esistessero solo nelle fantasie della gente, e che invece erano reali, concreti
e soprattutto pericolosi.
La gente li evitava, e solo i piu' valorosi accettavano il rischio di inoltrarsi
in quelle foreste in cerca di fama, gloria e ricchezze.
Ora, come ben potete immaginare, il suo desiderio di rimediare ai mali della
sua vita passata era talmente forte da fargli sottovalutare questo pericolo.
Si mise in testa di esplorare quel mondo, di fare esperienza direttamente
sulla sua pelle, pur sapendo che sarebbe stata proprio la sua pelle a subire
le conseguenze peggiori.
Fu
cosi' che raccolse le sue poche cose e si mise in cammino.
L'Incontro.
Ando' avanti cosi' per anni, nel suo girovagare senza meta, alla ricerca della
conoscenza.
La prima cosa che imparo' fu che gli umani non erano tutti uniti nella lotta
contro il male. Inspiegabilmente, qualcuno di loro era stato attratto dalle
forze delle tenebre, combatteva i propri simili, e il suo senso di sopravvivenza
gli aveva fatto saggiamente sviluppare l'arte della fuga.
Fu durante una di queste fughe che, nel tentativo di seminare il suo assalitore,
si ritrovo' davanti all'ingresso di una caverna cupa e tenebrosa.
Si
blocco' per un attimo, umanamente terrorizzato da quella situazione.
Sapeva che quei luoghi erano il rifugio preferito dei draghi, cosi' come sapeva
che nessuna persona normale si sarebbe addentrata nella loro tana... ma il
pericolo era imminente, molto piu' concreto delle paure nate molto probabilmente
da leggende popolari, tramandate di padre in figlio, e sempre piu' ingigantite
ad ogni passaggio.
Ma si, probabilmente quello che nelle fantasie della gente appariva come un
essere gigantesco in grado di sputare fuoco e fiamme, poi nella realta' si
sarebbe rivelato come un innocuo lupacchiotto in cerca di solitudine...
Entro',
e la sua vita da quel momento non fu piu' la stessa.
Si
rese subito conto di quanto le sue idee fossero sbagliate. Nonostante l'oscurita'
riusciva a distinguere perfettamente i resti dei pazzi che prima di lui avevano
osato entrare in quel luogo. Ma ormai era tardi per tornare indietro.
Ora
non c'e' bisogno che sia io a dirvi che i draghi sono esseri molto suscettibili,
adirosi, e assolutamente contrari al fatto che qualcuno non rispetti la loro
privacy.
Non si puo' certo pensare di entrare a casa loro dicendo "Permesso..." oppure
"Buongiorno Signor Drago, come sta?". Aprite il loro uscio e sarete certi
di trasformarvi in cenere in pochi secondi.
L'unico momento in cui si possa pensare di scambiare quattro chiacchiere con
loro e' subito dopo un buon pranzo ricco e appetitoso, ma se pensate che occasioni
come queste sono davvero molto rare capirete quanto sia stato fortunato il
nostro SuperCiuk.
Infatti entro' nella stanza proprio in uno di quei rari momenti, proprio quando
il drago si stava preparando ad accendere la sua pipa (la logica conclusione
di ogni pranzo succulento, nda).
Il
drago noto' subito che quello che aveva davanti non era un umano normale,
c'era qualcosa nei suoi occhi che ispirava buoni propositi, e non era tutto.
Quell'uomo aveva un potenziale, qualcosa che lo incuriosiva come mai gli era
capitato con gli altri umani.
Doveva
conoscerlo meglio.
Gli
Insegnamenti.
SuperCiuk imparo' da lui piu' di quanto avrebbe mai potuto immaginare.
Quel drago non era un semplice drago, era il piu' anziano rappresentante della
sua razza, l'unico essere vivente che poteva dire di aver vissuto ai tempi
di Mondain.
Racconto' a SuperCiuk tutta la storia della sua vita, e se siete in grado
di fare qualche piccolo conticino vi renderete conto di quanti anni abbiano
passato insieme in quella buia ma accogliente dimora.
Col
passare del tempo, quando fu veramente sicuro delle intenzioni di SuperCiuk,
si avvicino' a un baule polveroso, e ne estrasse un libro all'apparenza ancora
piu' antico del drago: L'Antico Tomo.
Se a quel punto SuperCiuk ancora aveva dei dubbi, questi sparirono definitivamente
alla lettura delle malefatte di Mondain e della sua sconfitta ad opera del
Viaggiatore Delle Stelle.
Non
aveva la presunzione di sentirsi l'Avatar, ma sentiva che c'era un legame,
che c'era una spiegazione a tutto, che tutte le cose hanno sempre un senso
e che ogni azione ha delle ripercussioni sulle esistenze di tutti quanti.
Sapeva che come in tutte le storie che si rispettino anche nella sua si doveva
combattere l'eterna lotta del Bene contro il Male.
Era stato tentato dal Male, ne era diventato un bieco servitore, ma adesso
aveva finalmente aperto gli occhi, ed era pronto a conquistarsi il suo spazio
di gloria in quel mondo che ormai sentiva come suo.
Il
Momento Dei Saluti.
Vi ricordate quando vi dicevo che il drago aveva notato del potenziale in
SuperCiuk? Immagino avrete capito che si riferiva ai suoi vecchi poteri, che
non erano del tutto spariti ma che adesso, grazie agli insegnamenti ricevuti,
era finalmente in grado di controllare.
Quello era stato l'ultimo insegnamento. Ora era giunto il momento di salutarsi.
Festeggiarono
per l'ultima volta il loro incontro e la loro amicizia, bevvero la birra piu'
buona che il drago conservava per le occasioni speciali (quello era l'unico
vizio che si era portato dietro dalla sua vecchia vita, nda), si abbracciarono
per lunghissimi minuti (nei limiti del possibile visto che dopotutto si trattava
di un drago e di un umano, nda), e si salutarono. SuperCiuk aveva le lacrime
agli occhi...
-
Non piangere SuperCiuk, anch'io ti sono molto affezionato, e ti portero' per
sempre nel mio cuore. I nostri sentieri si incroceranno ancora, non temere.
Ma ricorda queste parole, e portale sempre con te: per quanto forte, per quanto
valoroso, per quanto giusto, in fondo sei solo una piccola creatura in un
mondo molto vasto! -
-
Grazie al cielo - disse SuperCiuk ridendo, e gli porse la borsa del tabacco.
MR
NOTA
DELL'AUTORE.
E' da tanto tempo che pensavo di scrivere questa storia, ma piu' di ogni altra
cosa ho sempre sognato di concluderla con quella frase :-)
La decisione di scriverla mi e' venuta dopo l'ennesima discussione sul fatto
che Ultima Online sia o meno un gioco di ruolo. La risposta non esiste, la
risposta e' dentro di voi. Se volete interpretare un ruolo potete farlo, basta
che vi togliate i vostri panni di tutti i giorni e indossiate quelli del vostro
alter ego, e vi comportiate come lui si comporterebbe.
Se
siete arrivati a leggere fino a qui significa che il tempo che ho impiegato
per scrivere questo racconto non e' stato sprecato, e di questo vi ringrazio
di cuore. :-)
SuperCiuk
nasce, vive, e muore su Siege Perilous, solo uno dei tanti mondi che
costituiscono il multiuniverso di ULTIMA ONLINE.
^______________________^
CopyRights:
Il nome "SuperCiuk" e' di proprieta' di Max Bunker, il testo
della leggenda e il nome "Ultima Online" sono di proprieta'
della Origin System Inc., il dialogo finale tra SuperCiuk e il drago
e' tratto da "Lo Hobbit" di JRR Tolkien.
Tutto il resto e' frutto della mia immaginazione, e per questo a disposizione
di chiunque lo voglia ;-)
