
Meninas studio n.1
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Ossessione della mimesi, di un rapporto troppo continuato con una
tradizione e con un autore. Per lungo tempo si è parlato a proposito di questo insieme di
opere come di "studi", appunto, del quadro di Velazquez. Già Malraux tuttavia,
poco dopo la morte di Picasso, aveva compreso che si trattava di tuttaltro (nota 1). Non cè qui imitazione allo scopo
di comprendere la struttura del quadro. Il procedimento dello "studio" è
invertito: dalla composizione complessiva, ancora abbastanza vicina alloriginale,
che fu la prima ad essere realizzata, assistiamo ad un apparente e progressivo
decostruirsi delle forme e delle strutture compositive di Velazquez, ad un furore di
decomposizione, di trasfigurazione. |
Lopera di Picasso si distacca dal concetto di
illusione come sottofondo mitico della visibilità rappresentativa, nel rifiuto della
"poesia" come base di "lettura" dellopera stessa. Ciò che si
oppone qui nella lotta è il mondo della pittura, con il suo potere di narrazione, con le
sue "storie", con il potere dellillusione che fa capo agli intenti
rappresentativi; e "la forza della pittura", come capacità generativa di
immagini "pure", senza storia, che abbiano lo stesso fascino delle figurazioni
primitive, che siano in grado di percorrere a ritroso il filo della storia delle immagini
in un cortocircuito temporale, per ritrovare nostalgicamente il prototipo,
larchetipo. Il paradosso vuole che la ricerca sia condotta attraverso gli strumenti
dellimitazione delle immagini precedenti, quasi a sottolineare il necessario e
preventivo fallimento del tentativo, 1inevitabilita del riferimento mimetico alla
rappresentazione, al mondo delle figurazioni pittoriche, pur nella aspirazione alla
Natura, alla pittura come purezza figurativa dellapparizione neutra e senza colpe. |

Due nudi da Manet: Le déjeuner sur l'erbe |
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Malraux, A. 1974 La Tête
dobsidienne, Paris. Tr. it. di S. dAlessandro e G. Mariotti, Il cranio
di ossidiana. Meditazione sulla morte di Picasso e sulla vita delle forme, Garzanti,
Milano 1975. p. 32
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