2. Apparizione

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Ritratto di un pittore, da El Greco

«Non bisogna imitare la vita, bisogna lavorare come lei» diceva Picasso a Malraux (nota 1). Le parole dell’operatore contraddicono l’operare contemporaneo che si svolge appunto nell’imitare ossessivo e senza tregua, pur stravolgendo, ma senza intento demistificatorio. Non si tratta di irridere alla tradizione figurativa precedente, ma di ritrovare all’interno di essa quanto possa essere salvaguardato dalla storia, dalla temporalità cancellante, anche se nella trasfiguratività temporale dell’operare costante. E Las Meninas, come raffigurazione sacrale della rappresentazione in sé, presentava le caratteristiche adeguate per essere volta, in quanto rappresentazione, verso il proprio contrario, contro l’illusione, contro l’imitazione "naturalistica", alla ricerca di ciò che, tuttavia, Velazquez stesso aveva cercato, pur all’interno del proprio mondo figurativo: l’apparenza fissata della visibilità senza rimando, che si imponga con la gravità dell’Oggetto trascendente, aldilà della "utilizzazione", della "medietà" simbolica degli oggetti rappresentati. Fino al presentarsi della apparizione stessa, oltre la figuratività storica del momento.

Nota 1

Malraux, A. 1974 La Tête d’obsidienne, Paris. Tr. it. di S. d’Alessandro e G. Mariotti, Il cranio di ossidiana. Meditazione sulla morte di Picasso e sulla vita delle forme, Garzanti, Milano 1975. p.45

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1. Le Meninas di Picasso 2. Apparizione 3. La Forma 4. Mimesis 5. La Maschera 6. Nominare

 

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