Picasso pone linizio nella forma, coglie con immediatezza la
secondarietà, in Velazquez, del colore. Il n. 1 è uno studio monocromatico, nel
quale le somiglianze sono ancora troppo evidenti, |
 Meninas st. n. 1
|


|
anche se limmagine del re che si scorge nello specchio più che
giocare la somiglianza sullaspetto confuso del sovrano dello specchio di Velazquez,
si assimila maggiormente alla "caricatura" di un ritratto del re più tardo,
sempre per mano di Velazquez, quello del 1656. |
In questo studio la figura del pittore è tuttavia
gigantesca, quasi a sottolineare limbarazzo di una presenza troppo indiscreta
dellautore nella forma della rappresentazione. |

|

Studio n. 28
|
Lirrompere del colore, un colore eccessivamente diverso da quello di
Velazquez, segna il distacco dalla mimesi dellillusione e lapproccio
alla sacralità imponentesi di una mimesi incantatoria. La figura del pittore, infatti, tende a scomparire nelle tappe successive: a
confondersi con lo sfondo policromo (Studio n. 28) |
che prelude alla sua sparizione (Studi n. 30 e n. 33) 
Studio n. 30
|

Studio n. 33
|

Studio n. 34
|
e a una tardiva ricomparsa (Studio n. 34). |
Le altre figure periferiche, che tuttavia costituivano lorizzonte di
comprensibilità del quadro di Velazquez, lo specchio e la figura dello spettatore
esterno, subiscono una sorte simile. Lo specchio, anchesso presente ironicamente nel
n. 1, diviene un puro accenno nel n. 28, per poi trasformarsi in una spirale nel n. 30,
che ancora potrebbe avere una intenzione significativa, ed in un riquadro vuoto nel n. 33.
Anchesso scompare definitivamente nel n. 34 (fig. 7). |

Velazquez |
 N.1 |
 N.28 |
|
 N.
30 |
 n.
33 |
|
 Velazquez |
 N. 1 |

N. 28 |

N. 30 |
 N. 33 |
 N.
34 |
|
La figura di don José perde fin dallinizio quelle poche caratteristiche
personalizzanti che aveva in Velazquez. Di esso rimane costante in tutte le tappe una
silhouette in controluce che, pur allontanandosi tendenzialmente sempre più nello
spazio figurativo, non si trova più oltre la soglia della porta, ma allinterno,
muto e anonimo spettatore, richiamato in controluce come ombra, fantasma della
fruizione e dellattesa. |

|