4. Ritratti

Home Su

Isabella di Borbone.jpg (9762 byte)

Isabella

Al contrario di quanto comunemente si pensi avviene qui il ribaltamento delle normali coordinate dell’immagine rappresentata. Il contenuto significativo, il soggetto religioso o mitologico, intorno al quale si orientava precedentemente 1’intento figurativo, nell’atto di farsi servo della"istoria", viene meno all’interesse dell’operatore. Il ritratto stesso, come definizione dei tratti significativi di un volto o di un’immagine pubblica reale o immaginaria, non esiste, se non nella pura forma della sua rappresentazione, della figuratività vuota, nell’atto stesso del rappresentare. Con la scomparsa del racconto mitico o religioso, del linguaggio come sottofondo operante giustificativo dell’immagine, a cui essa costantemente rimanda, viene in primo piano il mutismo della visualità pura e del suo fascino.
Improvvisamente non si e più in grado di assolvere il proprio ruolo di commentatori dell’aldilà della tela, delle storie e dei racconti leggibili che ne costituiscono la trama non tanto segreta: l’intreccio linguistico significativo su cui poggia 1’immagine che racconta. Ciò che rimane, nella sacralità fredda della rappresentazione in sé, è il mutismo dell’immagine che coinvolge, nel venir meno delle storie e dei racconti. Sullo sfondo,l’insignificante calore della chiacchiera, del pettegolezzo aneddotico da atelier, sulla vita dell’autore, su quella dei personaggi.

Maria Teresa di Spagna.jpg (7745 byte)

Maria Teresa

 

 

 

Filippo IV 3.jpg (5400 byte)

Filippo IV

Tuttavia. Tuttavia la messa in scena del sé rappresentante non é senza colpe da espiare. L’imitazione non si rivolge più, si è detto, né alla "cosa", né al contenuto, alla "storia", ma all’attenzione stessa fissata sacralmente in uno dei suoi istanti. Mimesi antitetica che vuole fissare ciò che inevitabilmente è molto problematico: la rappresentazione di Velazquez, legata al puro reticolo della visibilità, conduce ad un inestricabile intreccio di immagine muta e di chiacchiera aneddotica. Il Mito, sconfitto sul piano della significatività interna della raffigurazione e del rimando esterno alla vita del personaggio, esorbita nella vita dell’operatore. Oggi io conosco meglio Velazquez di Filippo IV e dell’infanta Margherita. Anzi, essi stessi non esistono se non attraverso la rappresentazione che se ne è data oltre la loro vita reale. Velazquez non si considerava un pittore, ma un uomo di corte. Nel suo secondo soggiorno romano arrivò a rifiutare un prezioso regalo del papa, perché ai gentiluomini non conviene ricevere qualcosa in cambio di un’attività gratuita. La mitizzazione dell’operatore artistico ormai compiuta nella ieratizzazione dell’artefice e del suo sguardo, sia esso presente, come nel caso di Las Meninas e di ogni autoritratto sia esso pesante nella sua assenza o, per meglio dire, nella esteriorità del guardare dal di fuori alla scena rappresentata.

1. La rappresentazione 2. II gioco degli sguardi 3. Apparenza 4. Ritratti 5. La sintassi

 

© Francesco Scaramuzzi 1999 - La riproduzione dei testi e delle immagini può avvenire solo dopo richiesta all'autore. Nella pagina Iconografia è possibile reperire tutte le immagini presenti nel sito ad alta definizione. Nella pagina Bibliografia è possibile reperire i riferimenti ai testi citati.

1