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Velazquez non fu pittore di soggetti religiosi né di mitologie (nota 1).
I suoi interessi pittorici e figurativi, fin dai primi bodegones
dellapprendistato sivigliano, si incentrano principalmente sulla visibilità delle cose, sul loro stato di apparenza. II naturalismo di
Velazquez è stato giustamente concepito, quindi (nota 2), come altrettanto
derealizzante, quanto il manierismo e il mitologismo dei suoi contemporanei. La pittura di
Velazquez pone in campo anchessa lo stupore come tutta larte barocca; ma si
tratta qui non di uno stupore rispetto alla"istoria", alla
mitologia rappresentata, ma della meraviglia rispetto al carattere di pura apparenza,
visibilità immateriale, di cui sono costituite le sembianze degli uomini e delle cose. Si
tratta dello stupore della rappresentazione in sé, che dovè cogliere anche altri suoi contemporanei: da Cartesio ai Logici di
Port-Royal. La rappresentazione poggia esclusivamente sullo stato di apparizione
degli oggetti pur nella geometrica sacralità dello spazio
figurativo barocco. Una sacralità rinnovata nella laica venerazione
dellorganizzazione visiva della realtà, attraverso lidea del
"comporre" secondo direttrici geometriche preordinate. Daltra parte la
sacralità dellopera di Velazquez si annuncia paradossalmente nella rinuncia ad ogni
mito; nel farsi istantaneo reportage di vita; nella sacralizzazione, infine, della
forma stessa della rappresentazione, messa in scena forse per la prima volta con
consapevolezza razionale, ponendo 1azione nel mezzo degli sguardi incrociati che
condurranno, nel loro complesso intreccio, a stabilire il rapporto tra gli sguardi
interpretativi dellautore e dei primi fruitori della sua opera, tutti già presenti
nella rappresentazione. La messa in opera del meccanismo della creazione artistica, nella
rappresentazione di Velazquez, diviene una immagine sacra nella storia
dellarte occidentale per questa fissazione artificiosa dellistante preciso
della operazione aldilà del consueto muoversi e operare dellartista.
Loggetto, fissato nel suo stato di apparizione e nello stesso tempo di apparenza è
latto stesso del dipingere, del rappresentare. In questa fissazione
dellistante, come nella istantanea fotografica, consiste il fascino del puro
rappresentare. |
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Nota 1
Ortega y Gasset, J. 1943 Introduction a Velazquez, ora in Papeles
sobre Velazquez y Goya, Madrid, 1980.Tr. it. di C. Vian,
Carte su Velazquez e Goya, Electa, Milano 1984. p. 57
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Nota 2
Ivi, p. 55
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