Il Parco dei Renai
estratto dalla tesi di laurea "Riqualificazione ambientale: percorsi e corridoi ecologici"
dell'Ing. Francesca GOSTINELLI
 


Fini del nuovo progetto

Nel nuovo progetto, abbandonata l'ipotesi di un grande invaso centrale, si sono concentrati nuovi impianti sportivi, un centro balneare, impianti di ristorazione, due grandi parcheggi, un centro ippico, un centro velico e di canottaggio, un'area destinata al bird-watching e, in più, pozzi per l'approvvigionamento idrico corredati da eventuali interventi ritenuti necessari dopo una revisione delle infrastrutture di supporto e dell'idrografia della zona. Nel terreno rimasto libero tra le varie strutture saranno mantenuti anche gli orti esistenti i quali, però, dovranno adottare nuove tecniche di agricoltura biologica. E' previsto anche un nuovo disegno del paesaggio, conforme alla teoria dei corridoi ecologici. E' infatti nelle intenzioni dei progettisti ripristinare i filari degli alberi e le siepi che separano i campi, nella certezza che fungano da frangivento e da riparo dalle gelate mattutine e nella speranza che diventino habitat prescelti dagli uccelli e dagli insetti che si cibano dei parassiti delle coltivazioni. Si vorrebbe inoltre predisporre una fascia boscata di circa 11 ha in prevalenza costituita da salice, pioppo, ontano e acero campestre, tra i coltivi e lo specchio d'acqua per difendere la falda dalle particelle e dalle polveri provenienti dai campi : questa fornirebbe indiscutibilmente una zona di ripopolamento faunistico e di ripristino della flora lacustre, oltre che un pattern paesaggistico diverso da quelli circostanti.

Per l'area naturalistica si è pensato di ricostituire una fascia di canneto in prossimità del ponte sul Bisenzio che unisce i Penai all'abitato di Signa per facilitare l'insediamento di aironi, svassi, anatoidi, passeriformi.

Data la vastità di intenti presentata nel progetto di recupero e il gran numero di soggetti coinvolti, è stata programmata nel febbraio 1997 una prima conferenza di servizi in cui il Comune di Signa invitava i rappresentanti delle amministrazioni, degli enti pubblici e privati interessati al piano di recupero, a riportare le proprie osservazioni in merito, di assenso o di opposizione, per aiutare la redazione del progetto esecutivo. Le risposte non sono mancate e vengono schematizzate nel prospetto seguente.

PIANO Dl RECUPERO RENAI

Problemi sollevati nel corso della Conferenza dei Servizi tenutasi il 14/2/97

Provveditorato alle OO.PP.:
  • Riguardo la figura del Comune di Signa, esso deve essere garante di una costante attività di Polizia Amministrativa per il rispetto di tutte le norme leggi che regolano l'uso del suolo e del sottosuolo; - coadiuvare la Polizia Idraulica.
  • Adesso si fa riferimento ad un tempo di ritorno di 10 anni per l'allagamento dell'area. Va verificata alla luce del Piano di Bacino su Rischio Idraulico ed eventualmente si abbasserà il tempo di ritorno.
  • Nessun risarcimento sarà dovuto dallo Stato al Comune di Signa e/o ai soggetti attuatori e/o ai gestori del Piano di Recupero, per eventuali danni conseguenti all'allagamento della zona. Tutti i proprietari e gestori di attività e/o strutture all'interno dell'area, saranno avvertiti della potenziale allagabilità della stessa.
  • La costruzione di arginelli secondari sarà preferita alla sopraelevazione di quota del terreno, per non togliere volume alla cassa di espansione.
  • La viabilità comunale dovrà essere adeguata al raggiungimento di tutte le opere di sfioro anche in caso di emergenza.
  • Il Comune di Signa deve provvedere a sue spese alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti solidi presenti nell'area di espansione, sulle sponde, sugli argini dell'Arno e del Bisenzio confinanti con i Renai.

Autorità di Bacino:

Necessità dei seguenti requisiti idraulici da aggiungere al progetto:

  • Diagramma della distribuzione altimetrica delle aree con la quota statistica (lpsometria).
  • Descrizione del piano di gestione del rischio all'interno dell'area (criteri di previsione, metodi di allertamento, strutture di riferimento, zone di salvaguardia, segnaletica).
  • Descrizione, posizione e caratteristiche delle bocche di connessione.
  • Oneri di ripristino (analisi preventiva di tutte le operazioni dei vari scenari di allagamenti con piene di 20, 50,100 anni inserendo le tipologie di edifici compatibili e il piano di ripristino delle strutture, delle sistemazioni a verde e dei servizi, con eventuale piano di ripulitura da intrusione di inquinanti).
  • Osservazioni sul tipo di colture e di vegetazione.

Genio Civile:
  • Revisione del progetto di spostamento del Canale Acque Basse alla luce del nuovo impianto di sollevamento.

Regione Toscana:
  • Le zone già tombate non incluse nel piano di recupero non vanno neanche incluse nel calcolo del 30% per la commercializzazione degli inerti prorogata dal P.R.A.E. in vista di un finanziamento per il piano stesso.

Azienda Sanitaria 10 Firenze:
  • Specificare la destinazione finale degli inerti ricavati dalle future escavazione per l'invaso principale dei Renai e le modalità del processo scavo/riempimento dei laghi (meglio se contemporanei per ridurre il tempo di esposizione della falda)
  • Specificare la tipologia di terreno da utilizzare per il riempimento, verificando la qualità del terreno scavato in quanto parte della zona è stata interessata da smaltimento improprio di rifiuti.
  • Localizzazione dei pozzi da usare per approvvigionamento idrico, per pericolo di inquinamento e contaminazione.

WWF e Lipu:

  • Il parcheggio previsto su lato ovest si trova nella zona di maggior pregio naturalistico per la presenza di aironi. Dovrebbe essere spostato e ridimensionato riducendo i previsti 800 posti auto
  • L'impatto della viabilità non è ben valutabile per la poca chiarezza del progetto su questo aspetto.
  • Rivedere la vegetazione da collocare nell'area: Robinia da eliminare e Cupressus arizonica da ridurre.
  • Spostamento delle due linee aeree dell'ENEL che rappresentano un disturbo costante per tutte le specie esistenti e per quelle che vi si potrebbero insediare.
  • Mancano totalmente accenni alle modalità tecniche e gestionali che verranno attuate a recupero dell'area completato.
  • Rivedere il disegno delle sponde per creare un grado di diversità ambientale molto più alto (inserimento di zone d'acqua bassa con canneti per ottenere micro-habitat e sfruttare le capacità depurative del canneto)
  • Non sembra effettuato un effettivo ridisegno del paesaggio.

Provincia di Firenze

  • E' necessaria una valutazione sulla vulnerabilità degli acquiferi
  • Gli indirizzi del P.T.C. sono finalizzati al mantenimento delle condizioni fisiche ed ambientali esistenti e all'intensificazione delle funzioni idrauliche svolte
  • Risulta opportuna la verifica della rete di bonifica esistente, delle casse di espansione, dell'interferenza con la linea ferroviaria.
  • La scelta del P.T.C. è di promuovere la tutela e la ricostituzione di tratti caratterizzanti la struttura profonda del territorio, piuttosto che inseguire nuovi modelli territoriali
  • Da effettuarsi una verifica con le disposizioni per il ripristino ambientale delle attività estrattive emanate dal Ministero dell'Ambiente.
  • Sarebbe utile allegare alla variante di recupero ambientale il progetto di massima dell'invaso da sottoporre al VIA.

Le Ferrovie dello Stato sono interessate in più punti della Piana dal piano di quadruplicamento della linea Firenze-Empoli e dal contemporaneo cantiere delle Officine Ferroviarie in località Osmannoro: quest'ultimo piano prevede la realizzazione di uno scalo merci e di un impianto dinamico polifunzionale. Per mancanza di fondi si prevede che il lotto che andrà sicuramente in esecuzione è quello che cura il raddoppiamento della linea per Empoli a partire dalla stazione di Signa. La costruzione della linea veloce Firenze-Empoli necessita invece dello spostamento del canale Goricina e del Collettore delle Acque Basse nel tratto parallelo al corso dell'Arno: deviando i corsi dei due canali verso l'interno dei Renai si ottiene spazio sufficiente alla costruzione di una curva che permette poi il proseguimento della linea veloce su di un viadotto che supera l'Arno tagliandone l'ansa immediatamente prima dell'abitato di Signa, mentre la linea lenta mantiene il percorso attuale. Tale progetto è partito prima del 1988 anno in cui la Commissione Tecnica della Regione Toscana lo dichiarò ammissibile in rispetto ad alcuni provvedimenti elencati nella stessa delibera.

Un ulteriore aggiornamento risale al 1993: in esso si elencano gli accorgimenti tecnici da rispettare in seguito alla denominazione di cassa di espansione dell'area dei Renai, che, come già detto, viene interessata dal nuovo rilevato. La lentezza nelle procedure di fattibilità e di approvazione del progetto ha provocato notevoli fonti di lamentele nei progettisti.

Dal piano di realizzazione delle Officine FF.SS. si pensava di ricavare anche un cambiamento nell'assetto infrastrutturale della parte centrale della piana: era stata, infatti, ipotizzata l'utilizzazione del terzo binario come linea ferroviaria leggera che unisse Osmannoro a Campi Bisenzio, dotando anche quest'ultimo centro di un collegamento ferroviario estendibile, in futuro, anche verso Prato. Tale piano è per il momento appetibile ma lasciato da parte in favore degli altri piani infrastrutturali stradali per mancanza di fondi.

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