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Fini del nuovo progetto
Nel nuovo progetto, abbandonata l'ipotesi di un grande invaso
centrale, si sono concentrati nuovi impianti sportivi, un centro
balneare, impianti di ristorazione, due grandi parcheggi, un
centro ippico, un centro velico e di canottaggio, un'area
destinata al bird-watching e, in più, pozzi per
l'approvvigionamento idrico corredati da eventuali interventi
ritenuti necessari dopo una revisione delle infrastrutture di
supporto e dell'idrografia della zona. Nel terreno rimasto
libero tra le varie strutture saranno mantenuti anche gli orti
esistenti i quali, però, dovranno adottare nuove tecniche di
agricoltura biologica. E' previsto anche un nuovo disegno del
paesaggio, conforme alla teoria dei corridoi ecologici. E'
infatti nelle intenzioni dei progettisti ripristinare i filari
degli alberi e le siepi che separano i campi, nella certezza che
fungano da frangivento e da riparo dalle gelate mattutine e
nella speranza che diventino habitat prescelti dagli uccelli e
dagli insetti che si cibano dei parassiti delle coltivazioni. Si
vorrebbe inoltre predisporre una fascia boscata di circa 11 ha
in prevalenza costituita da salice, pioppo, ontano e acero
campestre, tra i coltivi e lo specchio d'acqua per difendere la
falda dalle particelle e dalle polveri provenienti dai campi :
questa fornirebbe indiscutibilmente una zona di ripopolamento
faunistico e di ripristino della flora lacustre, oltre che un
pattern paesaggistico diverso da quelli circostanti.
Per l'area naturalistica si è pensato di ricostituire una fascia
di canneto in prossimità del ponte sul Bisenzio che unisce i
Penai all'abitato di Signa per facilitare l'insediamento di
aironi, svassi, anatoidi, passeriformi.
Data la vastità di intenti presentata nel progetto di recupero e
il gran numero di soggetti coinvolti, è stata programmata nel
febbraio 1997 una prima conferenza di servizi in cui il Comune
di Signa invitava i rappresentanti delle amministrazioni, degli
enti pubblici e privati interessati al piano di recupero, a
riportare le proprie osservazioni in merito, di assenso o di
opposizione, per aiutare la redazione del progetto esecutivo. Le
risposte non sono mancate e vengono schematizzate nel prospetto
seguente.
PIANO Dl RECUPERO RENAI
Problemi sollevati nel corso della Conferenza dei Servizi
tenutasi il 14/2/97
Provveditorato alle OO.PP.:
- Riguardo la figura del Comune di Signa, esso deve essere
garante di una costante attività di Polizia Amministrativa per
il rispetto di tutte le norme leggi che regolano l'uso del suolo
e del sottosuolo; - coadiuvare la Polizia Idraulica.
- Adesso si fa riferimento ad un tempo di ritorno di 10 anni
per l'allagamento dell'area. Va verificata alla luce del Piano
di Bacino su Rischio Idraulico ed eventualmente si abbasserà il
tempo di ritorno.
- Nessun risarcimento sarà dovuto dallo Stato al Comune di
Signa e/o ai soggetti attuatori e/o ai gestori del Piano di
Recupero, per eventuali danni conseguenti all'allagamento della
zona. Tutti i proprietari e gestori di attività e/o strutture
all'interno dell'area, saranno avvertiti della potenziale
allagabilità della stessa.
- La costruzione di arginelli secondari sarà preferita alla
sopraelevazione di quota del terreno, per non togliere volume
alla cassa di espansione.
- La viabilità comunale dovrà essere adeguata al
raggiungimento di tutte le opere di sfioro anche in caso di
emergenza.
- Il Comune di Signa deve provvedere a sue spese alla raccolta
e allo smaltimento dei rifiuti solidi presenti nell'area di
espansione, sulle sponde, sugli argini dell'Arno e del Bisenzio
confinanti con i Renai.
Autorità di Bacino:
Necessità dei seguenti requisiti idraulici da aggiungere al
progetto:
- Diagramma della distribuzione altimetrica delle aree con la
quota statistica (lpsometria).
- Descrizione del piano di gestione del rischio all'interno dell'area (criteri di
previsione, metodi di allertamento, strutture di riferimento,
zone di salvaguardia, segnaletica).
- Descrizione, posizione e caratteristiche delle bocche di connessione.
- Oneri di ripristino (analisi preventiva di tutte le operazioni dei vari
scenari di allagamenti con piene di 20, 50,100 anni inserendo le
tipologie di edifici compatibili e il piano di ripristino delle
strutture, delle sistemazioni a verde e dei servizi, con
eventuale piano di ripulitura da intrusione di inquinanti).
- Osservazioni sul tipo di colture e di vegetazione.
Genio Civile:
- Revisione del progetto di spostamento del Canale Acque Basse
alla luce del nuovo impianto di sollevamento.
Regione Toscana:
- Le zone già tombate non incluse nel piano di recupero non vanno
neanche incluse nel calcolo del 30% per la commercializzazione
degli inerti prorogata dal P.R.A.E. in vista di un finanziamento
per il piano stesso.
Azienda Sanitaria 10 Firenze:
- Specificare la destinazione finale degli inerti ricavati
dalle future escavazione per l'invaso principale dei Renai e le
modalità del processo scavo/riempimento dei laghi (meglio se
contemporanei per ridurre il tempo di esposizione della falda)
- Specificare la tipologia di terreno da utilizzare per il
riempimento, verificando la qualità del terreno scavato in
quanto parte della zona è stata interessata da smaltimento
improprio di rifiuti.
- Localizzazione dei pozzi da usare per approvvigionamento
idrico, per pericolo di inquinamento e contaminazione.
WWF e Lipu:
- Il parcheggio previsto su lato ovest si trova nella zona di
maggior pregio naturalistico per la presenza di aironi. Dovrebbe essere
spostato e ridimensionato riducendo i previsti 800 posti auto
- L'impatto della viabilità non è ben valutabile per la poca
chiarezza del progetto su questo aspetto.
- Rivedere la vegetazione da collocare nell'area: Robinia da
eliminare e Cupressus arizonica da ridurre.
- Spostamento delle due linee aeree dell'ENEL che rappresentano un
disturbo costante per tutte le specie esistenti e per quelle che
vi si potrebbero insediare.
- Mancano totalmente accenni alle modalità tecniche e
gestionali che verranno attuate a recupero dell'area completato.
- Rivedere il disegno delle sponde per creare un grado di
diversità ambientale molto più alto (inserimento di zone d'acqua bassa con
canneti per ottenere micro-habitat e sfruttare le capacità depurative
del canneto)
- Non sembra effettuato un effettivo ridisegno del paesaggio.
Provincia di Firenze
- E' necessaria una valutazione sulla vulnerabilità degli
acquiferi
- Gli indirizzi del P.T.C. sono finalizzati al mantenimento
delle condizioni fisiche ed ambientali esistenti e all'intensificazione delle
funzioni idrauliche svolte
- Risulta opportuna la verifica della rete di bonifica
esistente, delle casse di espansione, dell'interferenza con la linea ferroviaria.
- La scelta del P.T.C. è di promuovere la tutela e la
ricostituzione di tratti caratterizzanti la struttura profonda del territorio, piuttosto
che inseguire nuovi modelli territoriali
- Da effettuarsi una verifica con le disposizioni per il
ripristino ambientale delle attività estrattive emanate dal Ministero dell'Ambiente.
- Sarebbe utile allegare alla variante di recupero ambientale il
progetto di massima dell'invaso da sottoporre al VIA.
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Le Ferrovie dello Stato sono interessate in più punti della Piana dal piano di
quadruplicamento della linea Firenze-Empoli e dal
contemporaneo cantiere delle Officine Ferroviarie in località
Osmannoro: quest'ultimo piano prevede la realizzazione di uno
scalo merci e di un impianto dinamico polifunzionale.
Per mancanza di fondi si prevede che il lotto che andrà
sicuramente in esecuzione è quello che cura il raddoppiamento
della linea per Empoli a partire dalla stazione di Signa. La
costruzione della linea veloce Firenze-Empoli necessita invece
dello spostamento del canale Goricina e del Collettore delle
Acque Basse nel tratto parallelo al corso dell'Arno: deviando i
corsi dei due canali verso l'interno dei Renai si ottiene spazio
sufficiente alla costruzione di una curva che permette poi il
proseguimento della linea veloce su di un viadotto che supera
l'Arno tagliandone l'ansa immediatamente prima dell'abitato di
Signa, mentre la linea lenta mantiene il percorso attuale. Tale
progetto è partito prima del 1988 anno in cui la Commissione
Tecnica della Regione Toscana lo dichiarò ammissibile in
rispetto ad alcuni provvedimenti elencati nella stessa delibera.
Un ulteriore aggiornamento risale al 1993: in esso si elencano gli
accorgimenti tecnici da rispettare in seguito alla denominazione
di cassa di espansione dell'area dei Renai, che, come già detto,
viene interessata dal nuovo rilevato. La lentezza nelle
procedure di fattibilità e di approvazione del progetto ha
provocato notevoli fonti di lamentele nei progettisti.
Dal piano di realizzazione delle Officine FF.SS. si pensava
di ricavare anche un cambiamento nell'assetto
infrastrutturale della parte centrale della piana: era
stata, infatti, ipotizzata l'utilizzazione del terzo binario
come linea ferroviaria leggera che unisse Osmannoro a Campi
Bisenzio, dotando anche quest'ultimo centro di un
collegamento ferroviario estendibile, in futuro, anche verso
Prato. Tale piano è per il momento appetibile ma lasciato da
parte in favore degli altri piani infrastrutturali stradali
per mancanza di fondi.
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