 Luis Miguel Dominguin e Antonio
Ordoñez con il padre di Luis Miguel
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Appassionato di corride, dopo la fine della guerra civile, Hemingway
non tornerà in Spagna che negli anni 50. Loccasione è un reportage sulle
corride commissionatogli da «Life». Il risultato sarà un insieme di
cronache raccolte in seguito nel libro Unestate pericolosa che segna
il ritorno ai temi di Morte nel pomeriggio. Ma la passione esorbita rispetto agli
impegni lavorativi e Hemingway torna in Spagna fino al 1959, anno in cui, al seguito di
Antonio Ordoñez, segue lintera stagione di corride, esaltando limpegno di
Ordoñez e Dominguin nel mano a mano che vanno conducendo nelle arene.
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La sua partigianeria è fin troppo esplicita, ma consente, tra le righe,
di leggere una passione di testimone che travalica la cronaca. Antonio e Luis Miguel si
trasformano, con il trascorrere delle pagine, in personaggi, in maschere tipiche.
Luno, appunto, restauratore dello stile classico, "pulito" e
"naturale ", laltro, pur nella eccellenza delle proprie capacita, teatrale
alla maniera di Manolete: in qualche modo, nella visione del testimone privilegiato,
baro. |
 Un pase de pecho di Antonio
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 Antonio in un derechazo
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Tuttavia, al di là dei personaggi di una cronaca che di pagina in pagina
diviene mitica e letteraria, si tratta, come sempre nelle storie di Hemingway,
delluomo a confronto con la morte. Lintera parabola letteraria dello scrittore
può inscriversi nella descrizione dello sforzo per leccellenza, che si esprime
nella contiguità con la morte. La "sovrana indifferenza davanti al pericolo di
lasciarci la pelle" (Hemingway, Unestate pericolosa, p. 69) appare agli
occhi del testimone la caratteristica abbagliante del comportamento del matador. Le
sue azioni, nella descrizione letteraria, pendente verso il mito, si situano
nellorizzonte di unapparizione sovrana che accoppia il furore combattente al
limite della perdita della coscienza: |
«Mosse incontro al toro buttando sangue come una fontana.
Lavevo già visto così furioso nellarena, dove spesso combatteva in un misto
di beatitudine e di collera, intelligente ma implacabile» (ivi, p. 123). e la
perfezione tecnica della purezza geometrica dei movimenti:
«Poi Antonio continuò sullonda della musica, e il suo lavoro era
puro come la matematica e caldo, eccitante e passionale come lamore. Sapevo che
amava i tori e sapevo che li capiva come uno scienziato» (ivi, p. 167). |
 Un Paso por bajo
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