• Si sono poste in atto procedure per determinare il fabbisogno  infermieristico nelle ASL ed A.O. sulla base di piani strategici annuali e triennali approvati dalla Giunta Regionale
  • E' in corso la revisione delle modalità di accreditamento delle strutture privato e privato sociale.
E' contestualmente mutato anche lo scenario delle rappresentanze professionali.
  • I sindacati sono oggi concentrati su temi più generali ed hanno perso parte dell'incisività degli anni 80.
  • I collegi professionali sono concentrati sull'ottenimento della laurea infermieristica e forti del potere di rappresentanza italiana ( iscrizione obbligatoria per legge) , mirano ad acquisire anche un ruolo di contrattazione.
Che fare allora? Quali potrebbero essere le iniziative in grado di
sostanzialmente invertire la tendenza in atto?
La prima è quella suggerita dai Collegi Infermieri:
  • Una massiccia campagna pubblicitaria.
La promozione della sola campagna pubblicitaria porterebbe da subito ad un aumento delle iscrizioni di giovani ai Corsi per Infermieri, salvo poi assistere ad un notevole abbandono di studenti stante l'impatto con la dura realtà del tirocinio e la mancanza di incentivi.
     Basti pensare  che rispetto agli iscritti del primo anno  il 40% si perde per strada.
La seconda via è quella già sperimentata nel 1989.
Occorre però ripristinare il ruolo legislativo in materia di formazione e programmazione da parte della Regione.
La terza via è quella consona al sistema sanitario iniziato in Lombardia e funzionante in alcuni paesi europei.
Non dimentichiamo che il problema della carenza infermieristica è da sempre latente nei paesi evoluti.
In particolare oltre alla campagna pubblicitaria occorre:
  • far si che i direttori generali prevedano nel bilancio delle proprie aziende un'indicativa voce di spesa per la formazione e l'aggiornamento di personale, con l'assorbimento delle tasse universitarie, l'erogazione di incentivi ad ogni esame superato, l'utilizzo gratuito di servizi, convitti senza trascurare la possibilità di utilizzare sponsor in grado di concorrere a tali obiettivi.
   ( in ambito sanitario i fornitori di certo non mancano)
Per gli studenti che scelgono di iscriversi presso le aziende occorre garantire il tirocinio nelle migliori unità operative ( ripristino reparti scuola ?) fornendo loro Tutor e monitori preparati ed incentivati in grado di seguirli nell'apprendimento del nursing e nell'elaborazione di piani assistenziali.
In alcuni paesi europei  vi sono banche, fondazioni, associazioni, sponsor che concorrono alle spese di formazione del personale.
Per contro occorrono anche nuovi istituti contrattuali più consoni al nuovo modello aziendale:
  • Va creata una gerarchia, una carriera per gli infermieri ( specializzazioni)
      riconoscendo la professionalità "personale" acquisita
  • Occorre prevedere una maggior flessibilità di rapporti di lavoro prevedendo  possibilità di assunzioni o sostituzioni temporanee rapide anche tramite il coinvolgimento  di  liberi professionisti  o studi associati .
  • Occorre prevedere  prestiti aziendali e di borse di studio per coloro che intendono specializzarsi utilizzando tra l'altro anche  i fondi per l'incentivazione attualmente distribuiti a  tutti indistintamente  e che disincentivano l'impegno personale.
Le proposte su accennate possono rappresentare anche solo un'indicazione non da tutti condivisibili, ma una cosa appare certa: "sentiremo parlare presto di carenza infermieristica", perché fare l'infermiere non  attira ed i danni sulla sanità saranno considerevoli se lo sforzo di modernizzazione in atto non sarà sopportato da professionisti in grado, numericamente e professionalmente di giocare appieno il ruolo che il  cambiamento  le assegna.
Non è tempo di fare filosofia, ma necessitano decisioni pragmatiche e di immediato avvio.

          INFERMIERI EUROPA 2000

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