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INFERMIERE E' BELLO ?
E' di questi giorni la notizia che la Federazione Nazionale Collegi Professionali degli infermieri intende chiedere al Ministero della Sanità di promuovere una campagna pubblicitaria " per orientare i giovani verso la professione infermieristica" Analoga richiesta sarà inoltrata dai Coordinamenti Regionali Collegi IPASVI ai locali Assessorati della Sanità. Chi legge i documenti o conosce la filosofia di questi organismi non avrà difficoltà ad immaginare lo slogan che sarà scelto:
INFERMIERE E' BELLO ! Ma è proprio vero? Ma è lo slogan più efficace?
Il fenomeno della carenza di infermieri è già stato vissuto alla fine degli anni ottanta, ed allora i rimedi sperimentati furono la campagna pubblicitaria che esaltava quanto era bello essere infermiere, si ricordi l'esperienza della fiera di Milano con l'iniziativa del Sindacato, del Collegio Infermieri e della CNAIOSS o quella dell'Ospedale Sacco con le magliette pubblicitarie fatte circolare per la città, ma l'iniziativa furono del tutto inutili. La soluzione del problema si trovò, invece, alla fine degli anni 80 con un accordo fra il Sindacato e l'Assessorato alla Sanità Lombardia. Esso prevedeva:
Assegno di studio agli studenti Possibilità di convitto a costo agevolato per gli studenti Possibilità di usufruire di servizi interni alla struttura quali mensa, lavanderia etc. Garanzia del posto di lavoro secondo una programmazione del fabbisogno di infermieri a breve e medio termine .
In Lombardia i risultati sono stati eccellenti e tutti gli infermieri diplomati hanno trovato lavoro; sono quelli che attualmente garantiscono l'assistenza infermieristica in Lombardia. Ciò che non ha funzionato ed ha arrecato danni enormi è stata la mancata programmazione del fabbisogno di infermieri da parte di altre regioni. Alcune regioni hanno introdotto vari incentivi che hanno fatto da richiamo per migliaia di giovani che sono poi stati diplomati, senza che il mercato del lavoro fosse in grado di assorbirli . Ancora oggi nelle regioni del Sud ci sono migliaia di giovani in cerca di primo impiego, e fra i concorsi banditi dalle Aziende Sanitarie Lombarde, un migliaio di concorrenti sono rappresentati da loro. E' facile prevedere che per molti di loro si profila una triste realtà, dopo anni di inattività assistenziale e senza nessuna esperienza, se vincono i concorsi, al momento dell'inserimento nell'assistenza emergeranno le inevitabili carenze di conoscenza scientifica e tecnica. Di fatto vi sarà bisogno di successivi corsi per aiutarli nell'inserimento. A questo nessuno pensa. In questi anni lo scenario formativo in Italia, ma principalmente in Lombardia è profondamente cambiato rispetto agli anni 80.
Nel 1994 i corsi professionali sono stati inseriti nella formazione universitaria Sono stati aboliti gli assegni di studio e gli studenti infermieri sono tenuti a pagare le spese universitarie. Sono stati aboliti i convitti. Delle 58 sedi Lombarde di formazione infermieristica, solo una ventina sono ancora in attività, e sono principalmente concentrate nelle aziende ospedaliere milanesi, il personale didattico delle sedi soppresse è stato disperso in mille rivoli e non è più recuperabile per tale attività Il Ministero della Sanità si è appropriato del potere legislativo in materia di formazione e di programmazione del fabbisogno di personale sanitario
E' anche contestualmente mutato lo scenario sanitario lombardo con:
Aziendalizzazione delle strutture sanitarie Aumento della richiesta di prestazioni infermieristiche nel sociale attraverso le cooperative e le case di riposo.
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