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Capitolo due
Vulvoatomi e stati isoentropici della materia
Cominciamo questo semplice capitolo teorico rinfrescando quelli che sono i postulati fondamentali necessari per comprendere al meglio la nuova teoria VULVOMOLECOLARE.
Essa si basa sulle stesse ipotesi enunciate da S. Bohr, che opportunamente corrette secondo i canoni della meccanica quantistica, porteranno senza alcun indugio a dover cambiare il modello usualmente utilizzato per lo studio della materia.
Le origini di questa nuova teoria, nascono da esperimenti eseguiti sulla "Materia" come linondamento con onda elettromagnetica pulsante, ad es., se un sottile strato di materia viene perforato da fasci di fottoni ad alta energia, si riesce a rilevare quella che é la sua reale struttura interna.
Or dunque, i postulati che condussero S. Bohr a dedurre il modello dell'atomo di idrogeno furono:
-Postulato della frequenza (quanti orbitali)
-Postulato dello stato stazionario (ad irraggiamento avvenuto).
Il primo postulato é giustificato dal fatto che, se una inondazione elettromagnetica incide contro una superficie, da questa viene emesso un ovulone, e quindi l'elettrone più esterno si posiziona su un'orbita a più alta energia.
Inizialmente, l'ovulone che si è spostato, non sarà subitamente nella sua posizione stabile ma oscillerà sinusoidalmente attorno ad essa.
Già da queste semplici deduzioni si può trarre il nuovo modello dell'atomo, infatti esso è stato sempre concepito come analogia del sistema planetario, ma come ben sappiamo i pianeti non hanno orbite circolari, ma ellittiche, essi muovendosi raffigurano una superficie tridimensionale detta "vulvoide di rotazione".
Se poi si fa mente locale sul primo postulato introdotto da S. Bohr, un'oscillazione sinusoidale accoppiata ad una rotazione su un'ellisse, genera dei lobi a "vulva acutangola", come si vede anche in figura:
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tutto ciò contribuisce ad affermare che la materia, non è più formata da atomi o tensori, ma con buona probabilità da VULVOATOMI.
E' senz'altro noto che Entropia è sinonimo di caoticità (infatti essa è proporzionale al numero di stati instabili della materia), allora se le orbite del nuovo modello sono vulvoidi, è senz'altro vero che lo stato ad Entropia nulla porta a disposizioni atomiche di tipo vulvolari.
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Un esempio di ciò, è costituito dai materiali ferromagnetici, i quali per le loro caratteristiche intrinseche, posseggono a riposo un certo potenziale magnetizzante unitamente ad un ciclo di isteresi di tipo vulvolare, come si vede palesemente in figura.
Se dunque l'infinitamente piccolo è governato da movimenti vulvoidali, e così pure l'infinitamente grande, perchè noi non dovremmo sottostare alle medesime leggi ?
Considerando le due funzioni sessuali estremanti U e D (Uomo e Donna), esse comprendono ogni essere vivente esistente in natura. Se tali funzioni allinfinito tendono ad un punto, definito punto di accoppiamento (punto ad entropia nulla, governato da leggi vulvolari), allora ogni altra funzione possibile, essendo racchiusa tra le due funzioni U e D, tenderà al medesimo punto.
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