il Fedaia mt. 2054
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la Capanna Bill
(ci
scusiamo per il pessimo fotomontaggio)
Questa
rampa segue di poco la Capanna Bill, giusto il tempo di prender fiato su un paio
di tornanti, e dopo aver sputato l'anima sul lungo rettilineo che esce da
Malga Ciapela. |
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da qui mancano ancora pochi tornanti, e l'ultimo rettilineo infame: in cima al passo conta solo la bellezza della Marmolada. |
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Ultim'ora!
hanno
tolto il Fedaia dalla Maratona 2000!!!
protestiamo
sdegnati
f.to |
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la prima, migliore: si entra in Trentino con la discesa fino a Canazei (bella, veloce, con un tunnel non illuminato appena dopo il pianoro ai bordi del lago Fedaia), e attraverso il Pordoi si torna in provincia di Belluno: 12,5 km di salita bellissima, sotto il gruppo del Sella (il bivio a sinistra per il passo lo si lascia dopo circa 6-7 km: proprio sulla curva una stele dedicata a Fausto Coppi) ma purtroppo assai trafficata; spettacolare anche la discesa lungo i 33 tornanti (numerati) che portano ad Arabba in 9,5 km: molto tecnica, con tornanti ravvicinati e in contropendenza specie nella parte centrale,tra il 20° e il 10°. Una volta ad Arabba (Réba in Fodom) si scende lungo la valle: in corrispondenza della Latteria di Livinallongo (da non mancare un assaggio ai prodotti) c'è la svolta a sinistra per Cherz: una rampa di 800 mt. con pendenza media del 10% porta al Cirum.
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il passo Pordoi verso il gruppo del Sella: si giunge da sinistra da Canazei, per scendere verso destra ad Arabba |
la seconda: si ritorna per Malga Ciapela con una discesa da brivido (la bici prende velocità inaudite), e poi si affronta la Digonera, da qualcuno definita "la collina del disonore": in occasione delle Maratone corse sul percorso contrario a quello degli ultimi due anni (cioè col Fedaia da Canazei), molti hanno pagato un conto salato per la sottovalutazione di questa salita. Quasi non calcolata come tale nella'altimetria della gara, è invece una salita di tutto rispetto, sia per le pendenze ripide del primo tratto fino ai due tunnel, sia per la lunghezza di ca. 6-7 km (però con un lungo tratto in piano), ma sopratutto perché si pedala in un catino dove ristagna l'umidità, e dove non passa un filo d'aria a rinfrescare alcunché: la strada è tortuosa e si schiatta di caldo, per tornare spesso a patire freddo e pioggia una volta riemersi in quota. A Salesei (in una casa del sec. XVII abita il Dindo) ormai è fatta. Arrivati sulla SS48 si volta a sinistra in direzione Réba; con leggeri saliscendi si risale la valle attraversando la Pliè di Fodom (Pieve di Livinallongo del Col di Lana), Livinè e Brenta, e lasciando a destra e sinistra i bivi per Palla-Agai, Corte e Contrin, Ornella (per arrivarci c'è un autentico muro da scalare, degno delle Tre Cime) e Ruaz. Si volta infine a destra in direzione Cherz, per smoccolare i santi sulla rampa che porta finalmente al Cirum!