Questa
meraviglia è il Pelmo in una sera d'estate, e la offre il Cirum; sulla destra
una cresta orientale del Civetta.
l'azienda agrituristica
el
cirum
Grone
di Masarei 25 - Arabba (BL) - 043679422
è la base operativa del veloclub 39x26 in
occasione della Maratona dles Dolomites: vi si accede lasciando la SS48 delle
Dolomiti verso Cherz,
a meno di 4 km da Arabba (Réba in Fodom) per chi proviene
dall'Agordino o dal Falzarego, con una rampa di 800 mt. al 10% in mezzo al
bosco (dopo i giri più impegnativi torna utile per sciogliere le gambe prima di
rientrare) .
A 4 km si sceglie tra
Pordoi (mt. 2239) e Campolongo (Ciaulonc, mt. 1897), a 10 c'è il Falzarego (mt. 2117), a 15 il
Fedaia (mt. 2054), a 20 il Giau (mt. 2236) da Selva di Cadore, a 30 il
San Pellegrino (mt. 1890) da Falcade, le Tre Cime (mt. 2320) a poco meno
di 50: c'è solo l'imbarazzo della scelta.
Al Cirum si mangia col cazzuol, il cortel e la pirona, seduti sulla cariéga.
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la Ester "Eti" del Genio del Bepo del Tita de Masarei |
Egidio
"Gede" |
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Alexa e Bibi |
Erwin sotto il cappello |
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Alexa e Bibi a colloquio |
S. Maria Majou |
la raccolta del fieno in Fodom |
capodanno 2000 al Cirum |
15 agosto 1999: così i turisti hanno lasciato il bosco di La Viza, sopra Cherz |
torna
al 9 luglio 2000 |
dal Cirum
al Fedaia |
(NB: tra breve saranno disponibili altre foto.)
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Cristiano all'uscita del tornante |
Si intravede in alto la rampa secca che dal Falzarego porta al Valparola: un km e mezzo ancora e si è ai 2117 mt. del...
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...passo Falzarego: si proviene da sinistra, per scendere a destra verso Cortina. |
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Il versante che si fa in discesa verso
Cortina è lungo 15 km. Attenzione a programmare il ritorno: chi scrive ha
conosciuto
su
quei tornanti la brutta esperienza della fringale (così, insegna
De Zan, i francesi chiamano la crisi di fame), e per ben due anni
consecutivi
(tanto peché l'esperienza vale qualcosa). Apprezzate le Tofane e lo splendido
panorama della conca del Cristallo, lasciato
a dx il
bivio per il Giau (senza rammarico, perché la meta è ben altra cosa) in
località Pocol, si comincia a patire il traffico che a Cortina
diventa un
vero incubo. L'impressione è di stare su un altro pianeta rispetto a quello
che 20 km fa era il Falzarego. Superato il caos
cortinese,
le prime rampe del Tre Croci si presentano ostiche, ma non si fa in tempo a
sentire la distanza della salita che ci si trova al passo.
Breve
discesa, bivio a sinistra con una rampa d'assaggio, e si apre sotto le ruote il
pianoro del lago di Misurina. Alzando gli occhi t'accorgi
di loro: ci
sei venuto apposta, ed ogni reazione che provi (sia d'emozione o piuttosto di
timor reverenziale) è dunque fuori luogo.
Il resto non
si racconta: si arrampica.
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le Tre Cime di Lavaredo: in bici si sale dal versante opposto |