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Nome: Dalmata
Data di origine: Dalmata di nome e non di fatto, poichè in Dalmazia non se n'è mai rinvenuta traccia, questo cane ha origini antichissime e, comunque, semmai mediterranee. Lo si trova su bassorilievi egizi e fregi greci, ma appare classificato soltanto nel 1700, in Inghilterra, col nome di Bracco del Bengala. Si può trovare anche qualche riferimento medievale che lo descrive come un cane da caccia non particolarmente dotato. Il Dalmata si è però fatto notare nei secoli, per la sua caratteristica prima di seguire il padrone con costanza, andasse egli a piedi a cavallo o in bicicletta, tanto che nel 1800 era infatti il "cane da passeggio". Più tardi, come si legge nei libri di Stanley Coren (mi riferisco a "Cani e padroni"), subirà addirittura una selezione mirata ad ottenere cani che accompagnassero le carrozze, marciando dietro ai cavalli in posizione centrale!!   
Progenitori Bracco del Bengala (estinto), Bull Terrier e Pointer.
Carattere: E' un animale robusto, muscoloso, veloce, tenace e un buon guardiano. Docile con la famiglia e piuttosto diffidente verso gli estranei. E' stato utilizzato come cane da pastore, da sentinella e da...circo!!! Come cane da compagnia è divertente e fedele. E' molto pulito e desidera restarci. Inoltre non va educato con troppa severità. Con i maschi è bene cominciare l'educazione presto in modo da sopprimere alcuni istinti mordaci che possono presentarsi in questa razza.
Grado di addestrabilità:  51/100.
Esigenze Il pelo non richiede particolari cure, la sua salute è solida e ha bisogno di fare molto moto. 
Standard: L'altezza va, nel maschio, dai 56 cm ai 61 cm. Nella femmina dai 54 ai 59 cm. Il peso varia tra i 22 ed i 26 Kg. Colori: il colore di fondo è bianco puro, le macchie possono essere nere o marroni fegato, ma nettamente disegnate, ben distribuite e con un diametro che va dai 2 ai 3 cm.
Note e curiosità: Come molti sapranno avendo visto il noto film della Disney ( "La carica dei 101", USA 1960), i piccoli nascono bianchi. Le macchie arrivano con lo sviluppo. 

 











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