IINDIETRO
In risposta alla seconda domanda, mi son posto come obiettivo il modo per far interagire, le leggi urbanistiche e quelle di Protezione Civile, con metodologie di studio(analisi della vulnerabilità).
Il tutto, deve comunque tener conto di quattro elementi importanti scaturiti dall'ultimo terremoto Umbro - Marchigiano a riguardo dello scottante tema della ricostruzione.

Il primo elemento è l'adeguamento dei sistemi antisismici per l'edilizia, ma anche per le infrastrutture. L'esperienza dell'Umbria ha messo in luce la necessità di un profondo rinnovamento di tutta la materia :non tanto per le nuove costruzioni, quanto per l'adeguamento antisismico delle costruzioni esistenti, che in alcuni casi non ha dato buoni risultati e per quello delle infrastrutture, che molte volte non si è neppure tentato.

Il secondo elemento rappresenta un aspetto particolare di quello relativo ai sistemi antisismici, cioè la loro applicazione ai beni culturali, a tutta la gamma di architetture di valore storico, così densamente presenti in Italia.

Il terzo elemento riguarda la microzonazione sismica, o per dirla più esplicitamente, la redazione di una carta del rischio geosismico-ambientale. Tutte le istituzioni interessate, dalle Regioni al CNR, dall'istituto nazionale di Geofisica allo stesso sottosegretariato alla Protezione Civile, dovranno decidere di dotare le zone sismiche italiane del sistema organico di conoscenze che viene oggi considerato indispensabile dalla comunità scientifica esperta in materia.

Il quarto elemento riguarda il coordinamento di politica antisismica e quella di protezione Civile con la pianificazione territoriale, in particolare a livello Provinciale e Comunale.

Cercherò di conseguire questi obiettivi rispettando una metodologia logica e mirata al problema, per consentire nel modo più rapido la sua applicabilità nei Comuni oggetto di studio e non solo, cercando di assicurare un'alta attendibilità per quello che riguarda il risultato finale.
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