( dal 1946. Scritto da Goffredo MAMELI l'8 settembre 1847, in occasione dell'insurrezione della popolazione genovese, che invocava riforme istituzionali in senso liberale e la costituzione della guardia civica. Musicato da Michele NOVARO)
Fratelli d'Italia!
L'Italia s'è desta;
dell'elmo di Scipio
s'è cinta la testa.
Dov'è la vittoria?
Le porga la chioma;
ché schiava di Roma
Iddio la creò.Stringiamoci a coorte!
Siam pronti alla morte!
Italia chiamò!
Noi siamo da secoli
calpesti, derisi,
perché non siam popolo,
perché siam divisi.
Raccolgaci un'unica
bandiera, una speme;
di fonderci insieme
già l'ora suonò.
Stringiamoci a coorte!
Siam pronti alla morte!
Italia chiamò!
Uniamoci, amiamoci:
l'unione e l'amore
rivelano ai popoli
le vie del Signore.
Giuriamo far libero
il suolo natio:
uniti, per Dio,
chi vincer ci può?
Stringiamoci a coorte!
Siam pronti alla morte!
Italia chiamò!
Dall'Alpi a Sicilia,
ovunque è Legnano;
ogn'uom di Ferruccio
ha il core e la mano
i bimbi d'Italia
si chiaman Balilla,
il suon d'ogni squilla
i Vespri suonò.
Stringiamoci a coorte!
Siam pronti alla morte!
Italia chiamò!
Son giunchi che piegano
le spade vendute;
già l'Aquila d'Austria
le penne ha perdute.
Il sangue d'Italia
e il sangue polacco
bevè col Cosacco,
ma il cor le bruciò.
Stringiamoci a coorte!
Siam pronti alla morte!
Italia chiamò!
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