Final revision 31 Dec. 1999
Latest update 14 Sept. 2001
after Lorenz's monograph of Zoila
PAG. 3

Per cercare di far capire agli scettici e ai più frettolosi l'importanza di un chiaro ed univoco schema di classificazione tassonomica delle specie, soprattutto delle più variabili, ritengo utile sottoporre questa breve esemplificazione.
Nei listini di gran parte dei dealer compare saltuariamente una cosiddetta marginata intermedians, normalmente offerta a prezzi molto alti, talora superiori ai 500$. Essendo costantemente alla ricerca di esemplari dalle sub popolazioni di confine, ho più volte inviato la richiesta di una descrizione e di altre informazioni piu precise. Inutile dire che ho sempre ricevuto risposte piuttosto vaghe, che nella migliore delle ipotesi includevano un confronto con gli esemplari raffigurati nella preziosa monografia di Lorenz, ma che in materia è certamente deficitaria. Come risultato, sono stato più volte costretto ad ordinare nella speranza di ottenere qualche raro esemplare della Popolazione C o D3 ma ricevendo inesorabilmente esemplari ben più comuni della sub popolazione D2. Alla frustazione di interminabili ed inutili negoziazioni per cercare di far comprendere la minor rarità, e quindi il minor valore, degli esemplari ricevuti, si sono quindi aggiunti i rischi inevitabilmente connessi con l'uso del mezzo postale per far attraversare alle cipree i quattro mari. Quante marginata etichettate come intermedians giacciono nelle collezioni, magari pagate profumatamente, ma che con la popolazione delle Abrolhos non hanno nulla a che fare?
E' vero che i sistemi di classificazione e la Tassonomia sono solo delle convenzioni e che come tali non descrivono necessariamente una verità assoluta. Come è vero che talora la rigidità di certe regole mal si adatta alla infinita variabilità e imprevedibilità dei fenomeni della Natura. Ma è altrettanto vero che quelle regole, e la relativa uniformità e stabilità che ne derivano, sono la sola difesa di chi, non avendo accesso diretto alle fonti di raccolta e/o non potendosi permettere l'acquisto di centinai di esemplari di una stessa specie, ha la necessità di riuscire a specializzare la propria collezione con acquisti mirati (e purtroppo più raramente con scambi) di esemplari dalle caratteristiche sicuramente rispondenti alle proprie esigenze ed aspettative. Sono anche convinto che dal maggiore ordine ne deriverebbe un vantaggio per tutti: quanti amici hanno deciso di limitarsi alla collezione delle sole specie, rinunciando al piacere di possedere varietà e forme, proprio perchè disturbati dalla confusione (spesso alimentata ad arte) che per lungo tempo ha regnato sovrana nei listini?

Nella tabella successiva propongo il mio schema di classificazione tassonomica per il complesso di Zoila marginata. L'ordine di presentazione delle sottospecie è meramente geografico (più correttamente dovrebbe essere secondo la data di istituzione).
A seguire, le forse complesse motivazioni che la giustificano. Per una migliore comprensione della simbologia utilizzata, si sottolinea che si è fatto ricorso al metodo di classificazione tassonomica proposto da Schilder per la Famiglia Cypraeidae su The Veliger 3/66 e tradotto su The Connoisseur 9/86. Ai più apparirà un metodo piuttosto complesso ma a mio modesto giudizio, proprio per la sua articolazione, è l'unico in grado di fornire una corretta ed esaustiva rappresentazione degli altrettanto complessi legami filogenetici tra le popolazioni di una stessa specie e/o di specie affini.

E' atteso il contributo di tutti per affinare e/o modificare tale classificazione sulla base delle informazioni e soprattutto degli esemplari eventualmente disponibili.


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Final proposal for the classification of marginata complex
after Lorenz's monograph of Zoila, sept. 2001
according to the symbology proposed by Schilder, 1966
Related
Populations
1. Zoila marginata ketyana Raybaudi 1978
  • Zoila marginata ketyana (i) ketyana Raybaudi 1978
  • Zoila marginata ketyana (i) intermedians, Lobetti 1986 in Zavattaro 1999 [new description]
2. Zoila marginata bataviensis Lorenz & Morrison 2001
  • Zoila marginata bataviensis (v) suprema Lorenz 2001
  • Zoila marginata bataviensis (v) hypermarginata Raybaudi 1993
  • Zoila marginata bataviensis (v) lutea Raybaudi 1993
  • Zoila marginata bataviensis (v) bataviensis Lorenz & Morrison 2001
2. Zoila marginata marginata (Gaskoin 1849)
  • Zoila marginata marginata (i) marginata (Gaskoin 1849)
  • Zoila marginata marginata (i) consueta Biraghi 1993
3. Zoila marginata albanyensis Raybaudi 1994
  • Zoila marginata albanyensis Raybaudi 1994
  • Zoila marginata albanyensis (f) nimbosa Raybaudi 1994
  • Zoila marginata albanyensis (v) arcana Zavattaro 1999  [new] (see Lorenz, Plate 27:1-2)
4. Zoila marginata raybaudii Lorenz 1992
  • Zoila marginata raybaudii (v) tenuis Zavattaro 1999 [new]
  • Zoila marginata raybaudii Lorenz 1992
  • Zoila marginata raybaudii (v) extrema Raybaudi 1994
A
  • A
  • C
B
  • B1
  • B2
  • B3
  • B4
D
  • D1
  • D2
E
  • E1
  • E2
  • E3
F
  • F1
  • F2
  • F3

 

Riprendiamo ancora una volta il nostro cammino all'interno del gruppo marginata partendo dall'estremo nord del suo areale. Dalle descrizioni fornite appare abbastanza chiaramente come le prime tre Popolazioni (A, B e C) presentino alcuni caratteri comuni molto forti che evidenziano un stretto legame filogenetico e una altrettanto netta separazione dalla popolazione confinante:
- la dentatura sul lato labiale è sempre molto estesa e prosegue, congiumgendosi idealmente con le maculazione basali, fino a raggiungere i margini, almeno in prossimità delle estremità;
- il callo marginale e basale sono sempre molto sviluppati conferendo alla base stessa e, ancor più rilevante, al lato labiale una inconfondibile conformazione convessa talora molto pronunciata;
- la base, almeno parzialmente, assume una colorazione diffusa giallo/arancio/bruno.
A testimonianza del fatto che si tratta di caratteri genetici forti, distintivi e non determinati da meri fattori ecologici, si osservino le successive immagini di un esemplare sub adulto proveniente dalla Popolazione B3. Dentatura, colorazione e convessità basale sono già chiaramente caratterizzate. Anzi, il confronto con gli esemplari adulti evidenzia come proprio la callosità aggiunta durante la crescita tenda a nascondere i caratteri originali, rendendoli meno marcati e meno visibili (salvo la colorazione che si accentua invece notevolmente).

(NdA: Sarebbe per me molto interessante poter acquisire o almeno studiare e raffigurare esemplari sub adulti delle popolazioni A e C.)


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Sub adult specimen dived off Carnarvon (Population B3). Offered for sale on the net. Images by F. Zavattaro.


Siamo in presenza di quella che a mio avviso è la prima sottospecie (prima ovviamente solo in senso geografico) e che Raybaudi non ha esitato ad ipotizzare addirittura come bona species autonoma sin dall'istituzione del taxon marginata ketyana nel 1978.
Proprio con la pubblicazione su La Cochiglia n° 106-107 del 1978 del taxon Cypraea (Zoila) marginata ketyana Raybaudi 1978 questa sottospecie diventa nota anche alla scienza. Purtroppo non è illustarato alcun olotipo mentre si segnala che un paratipo (anch'esso non illustrato) è stato depositato presso il Museo Civico di Zoologia di Roma. E' una piccola pecca che spero possa essere presto sanata, magari proprio in queste pagine. Ad ogni modo le descrizioni e le illustrazioni fornite consentono di attribuire senza alcun dubbio il nuovo taxon alla popolazione A e, per quanto detto, di generalizzarlo anche alle popolazioni B e C. Poichè credo che l'esistenza di Generi distinti nella Famiglia Cypraeidae sia oggi un dato ampiamente acquisito e che pochi dubbi possano ancora esistere sulla bontà del Genere Zoila (isolamento geografico, meccanismo riproduttivo diretto), la trascrizione corretta del taxon dovrà essere:
Zoila marginata ketyana (Raybaudi 1978).

Indubbiamente le differenze morfologiche rilevabili in questa sottospecie sono notevoli e quindi ulteriori distinzioni appaiono utili non solo a fini collezionistici ma anche, come si è detto, per dare una più completa rappresentazione dei fenomeni evolutivi in atto. A mio avviso l'insieme delle forme e delle varietà presenti nelle Popolazioni B e C sarebbero meritevoli di una distinzione a livello di sottospecie, soprattutto se si devesse riesumare l'ipotesi di innalzare ketyana al rango di bona species (sarebbe a tal fine molto utile poter disporre di immagini dell'animale in estensione, cosa non difficile oggi dato che tutti i principali diver usano già inviare immagini via e-mail o posta per tentare di collocare i propri esemplari). In via prudenziale, ritengo che l'isolamento geografico e batimetrico che sembra contraddistinguerle e l'immediata riconoscibilità dei loro caratteri morfologici depongano a favore di una distinzione almeno a livello di infraspecies.
Si è comunque fuori dalle regole previste dal I.C.Z.N., che non riconosce distinzioni inferiori al livello di sottospecie. Qualsiasi nome, comunque proposto, sarebbe quindi assolutamente accettabile. Tuttavia, per le ragioni esposte, ritengo essenziale dare stabilità e chiarezza alla Nomenclatura e rispettare il principio di priorità sancito dal Codice Internazionale.

Propongo pertanto di adottare un Codice di auto regolamentazione che estenda almeno le due regole già richiamate (principio di stabilità e principio di priorità) più altre due  (principio di inammissibilità di uno stesso nome all'interno dello stesso genere o almeno della stessa specie e principio di significatività delle descrizioni) anche ai livelli inferiori di classificazione, comunque siano essi denominati (varietà, forme ecc.). Come per tutti i codici di autoregolamentazione, la sua corretta applicazione è affidata al buon senso.

I primi dati disponibili per la Popolazione B sono stati pubblicati e riccamente documentati da Raybaudi su World Shells 7/93 dove sono stati proposti anche due nomi varietali e precisamente:
- Zoila (Zoila) marginata ketyana f. hypermarginata
- Zoila (Zoila) marginata ketyana f. lutea
Il primo ha la sola fortuna di essere stato pubblicato alcune pagine in anticipo (anche se il secondo ha forse avuto maggior seguito tra gli addetti ai lavori) e propongo pertanto che venga esteso ad identificare tutta la popolazione B quale infraspecies di media profondità di ketyana. A sorta di olotipo potrebbe essere eletto l'esemplare in Fig: 54 e sorta di paratipi i due esemplari in Fig: 61 e quello qui raffigurato in Pag.1 come rappresentante della sub popolazione B1. La trascrizione corretta diventa pertanto:
Zoila marginata ketyana (i) hypermarginata Raybaudi 1993

Se sarà possibile ulteriormente confermare la chiara localizzazione delle sub popolazioni indicate come B1, B2 e B3, in ragione della ristrettezza dei relativi areali, queste potrebbero essere classificate come 3 variatio locali dell'infraspecies. Ai taxa già indicati si aggiunge in proposito il più recente:
- Zoila marginata ketyana f. orlata, Raybaudi ?
Non ho ancora informazioni adeguate su questo taxon per cui eleggo provvisoriamnete a sorta di paratipo di orlata l'esemplare raffigurato in Pag. 1 come Fig. B3 - densely speckled form.
Sorta di paratipi di lutea sono gli esemplari alle Figg. 67 e 68 pubblicate su Wordl Shells 7/93 e quello qui raffigurato in Pag. 1, Fig. B2.
Si hanno quindi le seguenti ulteriori unità tassonomiche:
- Zoila marginata ketyana (i) hypermarginata (v) hypermarginata Raybaudi 1993;
- Zoila marginata ketyana (i) hypermarginata (v) lutea, Raybaudi 1993;
- Zoila marginata ketyana (i) hypermarginata (v) orlata, Raybaudi ?.
Anche in questo caso, sarebbe interessante poter raccogliere e sistematizzare dati, i più precisi ed affidabili possibili, sulla esatta provenienza delle diverse varietà della Popolazione B. Spero che in molti contribuiscano, con le proprie collezioni, a questo studio.

E veniamo al primo vero rompicapo tassonomico rappresentato dalla Popolazione C. La sua prima segnalazione formale risale alla pubblicazione su The Connoisseur 12/86 da parte di Federico Lobetti Bodoni del nuovo taxon Zoila marginata intermedians.
La descrizione originale chiaramente riferisce il nuovo taxon anche alla popolazione C quando afferma "...i pochi esemplari noti di marginata intermedians ci portano ad individuare un'area di distribuzione della conchiglia che sta quasi in bilico fra quella della sottospecie ketyana e quelle della sottospecie tipica. Dal tratto di mare a Sud della Long Island nelle Abrolhos meridionali fino a Lancelin Island ed a Nord a Wallaby e Stradbroke Island. L'abitat specifico è sempre di notevole profondità (fra i 100 ed i 350 piedi)...". Ma, sempre dalle indicazioni originali, emerge chiaramente che vi ricomprende anche quella che qui è stata indicata come Popolazione D1. Anche l'intenzione di attribuirle il rango di sottospecie è molto evidente sia nella trascrizione del taxon sia quando si afferma "...dovendo dimostrare la propria individualità ed originalità, la marginata intermedians ha più argomenti in se stessa (e quindi nella sua riproduzione fotografica) che nelle stesse parole dirette a descriverla...". Segue l'indicazione della provenienza dei tre esemplari disponibili per la descrizione e precisamente Pelsart Island, Houtman Abrolhos (Popolazione C) e Cervantes (Popolazione D1). A testimonianza tuttavia di evidenti dubbi sull'opportunità di attribuire il rango di sottospecie a intermedians, in altre parti del testo si parla di forma intermedians, non è indicato un olotipo e neppure dei paratipi. L'Autore si è limitato ad affermare" ....ne è testimonianza il confronto fotografico che riproduce nelle figure 1 e 2 la forma intermedians qui trattata...". Ma è proprio da questa ultima affermazione che scaturiscono i problemi preannunciati. Non so se per un errore di stampa o per quale altro motivo, ma è mio preciso convincimento che nessuno degli esemplari raffigurati provenga dalla Popolazione C, come invece affermato. E sono piuttosto diversi anche dagli esemplari in mio possesso provenienti dalla Popolazione D1.
Spero di riuscire ad ottenere presto lumi sull'errore, francamente inspiegabile. Certo è che nessuna rettifica è successivamente intervenuta da parte dell'Autore. Unica puntualizzazione quella fatta da Raybaudi sullo stesso numero della rivista in cui vengono raffigurati altri 3 esemplari di presunte intermedians, a mio avviso attribuibili alla Popolazione D1 (sono infatti riproposti su World Shells 8/94:18 in Figg: 81-83 con provenienza Sud delle Abrolhos).
Anche la descrizione formale della nuova forma o sottospecie, effettuata attraverso un confronto con marginata marginata e con marginata ketyana, sembra più riferirsi alla Popolazione D1 che alla Popolazione C:
- dentatura più corta e non più collegata con la maculazione basale;
- base bianchissima.

Ed ecco le mie conclusioni, di fronte alle contraddizioni palesi evidenziate nell'articolo:
- a mio avviso il nuovo taxon, sia per la mancanza di un olotipo, sia per l'ambiguità della descrizione, è da considerarsi non correttamente istituito (nomen dubium?). Anche a voler accettare l'esistenza di una sottospecie di profondità nell'area delle Abrolhos, questa difficilmente potrebbe chiamarsi (alla luce delle regole poste dall'ICZN) Zoila marginata intermedians Lobetti 1986. Quanto meno, occorrerebbe re-istituire il taxon, sanando le carenze evidenziate.
- Ma anche superati gli ostacoli formali posti dalla Tassonomia, tutti gli elementi forniti farebbero comunque propendere per un'attribuzione del taxon intermedians alla Popolazione D1 e con ciò diventando sinonimo, per quanto anticipato sull'olotipo, di Z. marginata marginata. Gli stessi Lorenz & Hubert nella loro monografia collocano intermedians come varietà di profondità di marginata marginata (e non di marginata ketyana).
- Tuttavia, richiamando il principio di stabilità del codice di autoregolamentazione, il successo e la diffusione ottenuti dal taxon intermedians in questi 25 anni, la necessità comunque di trovare un nome per la Poplazione C quale infraspecies di ketyana a motivo delle sue innegabili peculiarità, propongo di attribuire a quest'ultima il taxon intemedians integrato dalle descrizioni qui fornite con riferimento alla Popolazione C. A sorta di olotipo, propongo altresì di istituire l'esemplare, nella mia collezione, raffigurato a Pag. 1, Fig. C. Sorta di paratipi, le Figg: 72-78 pubblicate su World Shells 8/94:16-17. Questa la nuova trascrizione:
Zoila marginata ketyana (i) intermedians, Lobetti 1986 in Zavattaro 1999 [nuova descrizione].

NdA: Spero sia chiaro a tutti che lo scopo non è stato quello di speculare "accademicamente" su di una denominazione, peraltro di grande successo, ma di dare un contributo di chiarezza al suo significato, al fine di ridurre i rischi (collezionistici ed economici), questi molto concreti, connessi con una attribuzione ambigua di questo nome a popolazioni diverse di marginata e caratterizzate da un interesse, una rarità, e quindi in ultima analisi da un valore, molto diversi.


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