Dopo la Fondazione Ragionieri, che abbiamo visitato nel numero scorso, continuiamo il nostro viaggio nel mondo degli istituti che si occupano a vario titolo di storia e ricerca storica, occupandoci della Fondazione
Spadolini - Nuova Antologia, che, seppure sconosciuta ai più (l’elitarismo culturale è la caratteristica che
accomuna la maggior parte di questi istituti), ci ha incuriosito per la vastità della biblioteca che possiede,
frutto dei lasciti di Giovanni Spadolini (ottantamila volumi), Renzo De Felice (ventimila volumi) e altri personaggi forse meno noti, ma altrettanto generosi. A tale scopo abbiamo incontrato il professor Cosimo
Ceccuti, segretario generale della Fondazione, che ringraziamo per la disponibilità.
La Fondazione Spadolini - Nuova Antologia è stata costituita da Giovanni Spadolini quattordici anni prima
della sua scomparsa, col decreto di riconoscimento del Presidente Pertini del 23 luglio 1980. L’obiettivo
principale di Spadolini era quello di “garantire attraverso la continuità della testata senza fine di lucro la
pubblicazione della rivista Nuova Antologia, che nel suo arco di vita più che secolare riassume la nascita,
l’evoluzione, le conquiste, il travaglio, le sconfitte e le riprese della nazione italiana, nel suo inscindibile
nesso coi liberi ordinamenti (così recita l’art. 2 dello Statuto).
La Fondazione, alla quale Spadolini, che ne è stato presidente a vita, promotore e finanziatore, ha voluto
lasciare la villa “Tondo dei cipressi” a Pian dei Giullari, i libri, i beni e i cimeli, “intende proseguirne l’opera
con spirito di assoluta continuità, alimentando nei giovani, attraverso studi e ricerche, l’amore per quella
certa idea d’Italia cui lo stesso Spadolini ha dedicato intera la sua vita e la sua opera” (dalla nota di
presentazione dataci dal professor Ceccuti).
Altri compiti previsti dallo Statuto sono quelli di promuovere e coordinare ricerche e pubblicazioni;
organizzare dibattiti e convegni; collaborare con istituzioni culturali pubbliche e private con comuni
interessi scientifici e culturali. Di particolare interesse è la Convenzione
stipulata con la Fondation Nationale des Sciences Politiques, che prevede fra l’altro lo svolgimento annuale di una giornata di studio su temi di reciproco interesse, da tenersi di volta in volta a Firenze e a Parigi. L’anno scorso l’appuntamento è stato per il 25 ottobre a Firenze, in Palazzo Vecchio, e ha trattato “L’idea di Repubblica in Francia e in Italia”, mentre quest’anno si svolgerà a Parigi sulla tutela del patrimonio, con un programma
ancora in definizione.
Molto interessante ci è sembrato anche il Centro di studi sulla civiltà toscana fra ‘800 e ‘900, promosso da
Spadolini alla fine del 1992, con lo scopo di pubblicare le fonti (carteggi, diari, opere inedite o rare e studi
di erudizione documentaria e saggistica) relative appunto alla civiltà toscana di quel periodo. In tre anni di
attività il Centro, attraverso borse di studio erogate a giovani e qualificati ricercatori, ha pubblicato il
Carteggio Capponi-Viesseux (in tre tomi), il Carteggio Ridolfi-Viesseux (sempre in tre tomi), il Carteggio
Capponi - Lambruschini (in un unico tomo), ed ha favorito e promosso altre iniziative nell’ambito dei propri
obiettivi scientifici e culturali.
Dal primo luglio la Fondazione aprirà ufficialmente al pubblico (l’inaugurazione è prevista per il 21 giugno,
anniversario della nascita di Spadolini) la nuova sede della biblioteca in via Pian dei Giullari 32; sarà
riservata a laureandi, studiosi e a “tutti coloro in possesso di una lettera di presentazione” (almeno così ci è
stato detto) e sarà aperta il martedi, mercoledi e giovedi dalle 9:00 alle 17:00. Ospiterà le carte dell’archivio
e biblioteca Ridolfi, la biblioteca di Renzo De Felice, di recente acquisizione e che sarà consegnata alla
morte della moglie, che comprende circa ventimila volumi, opuscoli, copie di giornali specifici e rari, specie
sugli anni del fascismo, che ne fanno in materia una raccolta unica al mondo, i fondi Gasparotto e
Vita-Finzi e altri fondi che potranno essere via via acquisiti. Questi andranno ad aggiungersi alla rilevante
biblioteca donata da Giovanni Spadolini, che comprende nelle varie sezioni oltre settantamila volumi, in
continuo aggiornamento, oltre alla ricca emeroteca e all’archivio documentario.
Tutte queste donazioni faranno della biblioteca della Fondazione Spadolini una delle raccolte specializzate di opere e fonti di storia moderna e contemporanea (dalla fine del Settecento ad oggi) più importanti d’Italia. Ci saranno sale
dedicate alla Storia dei rapporti tra Stato e Chiesa, al Risorgimento, alla storia diplomatica, alla storia del
‘900 (con settori dedicati in particolare alle due guerre mondiali, al fascismo, alla resistenza, alla storia dei
partiti politici), a quella del giornalismo e dell’editoria, oltre ad una vastissima emeroteca, una sala dedicata
alle opere generali (enciclopedie, etc.) e naturalmente la raccolta completa delle opere di Spadolini.
La biblioteca sarà organizzata con una struttura del tipo a scaffali aperti, a cui gli studiosi potranno attingere
direttamente per i propri lavori: ci sembra una prospettiva allettante, se si pensa per esempio
all’organizzazione della Biblioteca Nazionale di Firenze, dove è più facile trovar moglie che il libro che stai
cercando.