MATERIALI DEL CORSO  IL PROGETTO DI STRADE
               aggiornamento:  9/1999 
           (a cura di Giuseppe Di Giampietro)
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Osservazioni al piano regolatore generale
in tema di mobilità, strade, trasporti

    01 - approfondimento sui temi di mobilità
    02 - integrazione tra PRG e PUT
    03 - studio di impatto sulla mobilità e l'ambiente
    04 - rete di piste ciclabili
    05 - rete di percorsi pedonali, cavatoni, sezioni tipo
    06 - adeguamento alle normative CNR per le nuove strade
    07 - nuova strada di Prg Cavallotti-ponte nuovo- Vestina nuova
    08 - circonvallazione: svincolo con asse Vestina nuova
    09 - perpendicolari a mare
    10 - riqualificazione delle strade esistenti
    11 - riduzione del numero delle sottozone
    12 - ex ferrovia: alternative progettuali
    00 - accettabilità delle osservazioni

     FIRMA ANCHE TU, sottoscrivi le osservazioni al Prg

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AL SINDACO DEL COMUNE DI MONTESILVANO

Il sottoscritto, Giuseppe Di Giampietro, arch., nato a ...... il....... residente a ...
tel (ab:) 085-4452-350 (st:)  02-4474-978, e tutti i seguenti firmatari

CHIEDONO

(01)
approfondimento
sul tema 
della mobilità
Che vengano approfonditi e meglio definiti nel piano indicazioni, prescrizioni, norme, criteri progettuali e indicazioni strategiche sul sistema della mobilità e delle reti infrastrutturali per i trasporti, con più chiare indicazioni sulle prescrizioni per le aree ad esse adiacenti, le destinazioni d’uso soprattutto per le funzioni fortemente generatrici di traffico (terziario, commercio, uffici, spettacoli e attività ricreative…),  sulle compatibilità e le caratteristiche costruttive delle infrastrutture per la mobilità (circonvallazione Pescara-Silvi, filovia, tracciato ex-Fea, Stazione e rete FS, anche in relazione a ipotesi di riuso per un sistema ferroviario regionale); inoltre vengano date più idonee indicazioni su parcheggi, strade, aree di pertinenza e di rispetto, tipologie edilizie, in relazione ai sistemi di mobilità, con particolare riguardo ai criteri per la riqualificazione delle strade esistenti, i progetti sulle aree studio, i nodi, le perpendicolari a mare, la rete delle piste ciclabili dei percorsi pedonali  delle stazioni del mezzi pubblici in sede propria, dei parcheggi di interscambio e di quelli di urbanizzazione primaria. Tale approfondimento, anche sulla base di adeguati studi conoscitivi,  completerà e renderà organiche le indicazioni del Piano regolatore generale  con la revisione, correzione  e integrazione di prescrizioni, raccomandazioni, soluzioni tecniche e scelte progettuali del piano in materia di mobilità e traffico. Tale approfondimento e verifica dovrà comunque essere condotto in occasione della realizzazione di opere importanti che possono avere delle ricadute dirette sulla mobilità, come specificato nella successiva osservazione sullo “studio sulla mobilità e l’ambiente”.  Tuttavia, nella moratoria degli approfondimenti di piano, le indicazioni sulle aree attraversati dalle infrastrutture per la mobilità e di quelle adiacenti, per una fascia di almeno 30 metri a destra e a sinistra delle infrastrutture individuate nel piano, e fino a coincidere con l’intera area omogenea perimetrata coinvolta in caso di non localizzazione, potranno passare alla fase attuativa solo dietro approfondimento di tali tematiche direttamente con  piano attuativo di iniziativa pubblica o dietro realizzazione dello “studio di impatto sulla mobilità  e l’ambiente” come di seguito precisato, in caso di iniziativa privata.

A tal proposito si osserva che:

Benché il tema del traffico sia uno dei problemi più gravi per la città, in termini di congestione sulla rete stradale, carico inquinante, monomodalità del funzionamento del sistema della mobilità (quasi esclusivamente poggiante sul traffico privato su gomma) non sono adeguatamente studiati i fenomeni; non si sono verificate, e indirizzate con idonee indicazioni urbanistiche, le previsioni di grandi opere pubbliche infrastrutturali di prevista realizzazione (tangenziale, filovia); non si sono date idonee indicazioni per un sistema di reti interconnesse e passanti in relazioni con le nuove destinazioni d’uso del PRG, né per la riqualificazione ed il riuso di quelle esistenti. Incredibilmente le importanti localizzazioni dell’area del Saline, alberghiere, congressistiche, dello spettacolo e del tempo libero sono “stralciate” dalle previsioni del piano, poste in realizzazione senza alcuna verifica sul sistema della mobilità indotta, non collegate strutturalmente dal sistema del trasporto pubblico metropolitano (il progetto della linea filobus si  arresta prima dell’ingresso  nell’area, né compare nei dettagli dei piani attuativi). Si localizzano con due “pallettoni” grafici dei centri di interscambio senza porli in relazione con le linee del trasporto pubblico di alta capacità (con cosa dovrebbero interscambiare? ) senza definire le funzioni delle aree adiacenti (P.Int. che possono ospitare tutte le funzioni) mentre invece nelle aree del Saline già attrezzate o in via di realizzazione non è previsto alcun interscambio, così come in quelle a ridosso della stazione FS di Montesilvano. Né si possono rinviare i problemi ad un altro piano urbano del traffico (PUT) che si occupa solo della gestione a breve tempo delle circolazione sulle strade esistenti, e non delle scelte infrastrutturali né delle strategie urbanistiche di medio e lungo periodo. 
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(02)
integrazione 
tra Prg e Put

Le previsioni del PRG in tema di mobilità, strade, parcheggi, trasporto pubblico, piste e percorsi ciclopedonali e le destinazioni urbanistiche generatrici di mobilità saranno approfondite, e potranno essere modificate e precisate con ulteriori indicazioni urbanistiche anche mediante le risultanze conoscitive e le indicazioni operative provenienti dal Piano urbano del traffico, ex. Art. 36 D.L. 285/1992. 

A tal proposito osserva che 

Benché il problema del traffico sia uno dei problemi più gravi per la città, e benché la città di Montesilvano sia  obbligata per legge (art. 36 D.L. 285/92) alla redazione di un piano urbano del traffico (PUT), oggi essa né è priva. Si tratta di un prezioso strumento conoscitivo sul funzionamento attuale del sistema della mobilità e sulle ipotesi di strategie alternative e di riequilibrio modale, che potrebbe fornire elementi di riflessione sulle strategie infrastrutturali, localizzative, di interscambio tra funzioni, destinazioni d’uso. La definizione improcrastinabile di una tale strumento deve consentire di dare strumenti conoscitivi e di reindirizzare con ulteriori indicazioni  e coerenze le scelte di piano regolatore in tema di mobilità e trasporti. 
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(03)
studio di impatto sulla mobilità e l'ambiente

Chiede che venga inserita tra le Norme tecniche di attuazione di PRG la seguente norma di salvaguardia:

Art. n.  (nota 1)  Studio di impatto sulla mobilità e l’ambiente
1.Le opere pubbliche e private nonché gli interventi attuativi del PRG che possono avere un impatto significativo sul sistema della mobilità locale e sull’ambiente devono essere sottoposti, durante la progettazione e ai fini dell’approvazione finale dell’Ente comunale, ad uno studio di impatto sulla mobilità e l’ambiente. 
2.Le condizioni per l’obbligo della preparazione da parte del proponente di un tale studio di impatto sono la presenza nell’intervento proposto di una delle seguenti caratteristiche:
- superficie fondiaria maggiore o uguale ad 1 ettaro; 
- volume maggiore o uguale a 20.000 mc;
- costo complessivo dell’opera maggiore o uguale a 10 miliardi;
- numero di posti auto previsti o connessi all’opera maggiore o uguale a 200.
- numero di utenti giornalieri che accedono all’opera maggiore o uguale a 1000. 
3.I valori limite sono considerati raggiunti nell’intervento anche quando quest’ultimo è lo stralcio di attuazione di un insieme urbanistico la cui dimensione totale raggiunge una delle soglie indicate.
4.Analogo studio di impatto deve essere redatto per tutti i progetti interessanti la viabilità di livello superiore alle strade interzonali (autostrada, str. di scorrimento, str. interquartiere, str. di quartiere) e relativi nodi; i parcheggi con 200 posti o più;
 le infrastrutture di trasporto collettivo in sede propria.
5.Lo studio di impatto deve contenere:
- una rappresentazione dello stato di fatto delle componenti di domanda ed offerta della mobilità nel settore interessato dall'intervento: i volumi di traffico attuali in momenti significativi;
- la descrizione delle alternative di progetto e di sito esaminate;
- la valutazione dell'evoluzione prevista senza intervento e con intervento;
- la valutazione degli effetti qualitativi e quantitativi sull’ambiente e la mobilità;
- La descrizione delle misure di compensazione degli effetti negativi;
- Il progetto del sistema di monitoraggio degli effetti.
- Un rapporto di sintesi non tecnico predisposto per la diffusione.
6.Lo studio di impatto deve analizzare gli effetti previsti dell’opera e le ricadute su:
- qualità dell’aria;
- rumore;
- consumi energetici;
- sicurezza stradale;
- occupazione di suolo, in relazione alle superfici rese impermeabili e al movimento e sosta dei veicoli che si prevede utilizzeranno l’intervento.
-  sistema funzionale flussi/capacità, rispetto ai diversi modi di trasporto (pedoni, 2 ruote, vettura privata, trasporto pubblico) anche in relazione ai  problemi della sosta e all’interscambio modale e con valutazione del funzionamento interno e esterno del sistema della mobilità. 
7.Il settore del sistema esterno da considerare riguarda almeno gli assi viari, e relativi nodi, che delimitano l’isola ambientale comprendente l'intervento (Nota  2).
8.Lo studio di impatto è finalizzato alla produzione di informazioni utili alle decisioni autorizzative e a migliorare l’efficacia e la coerenza di sistema delle soluzioni adottate, anche con il contributo e la partecipazione dei cittadini. 
9.Copia dello studio viene depositata in Comune per ricevere le osservazioni di chiunque interessato per un periodo di 45 giorni. Dell’avvenuto deposito viene data informazione al pubblico con le forme più efficaci stabilite dal regolamento comunale. Su richiesta motivata di singoli, enti o associazioni, il Comune può indire una conferenza pubblica di discussione dell’impatto dell’opera. 
10.Lo studio viene accompagnato dal parere dell’ufficio Mobilità e Traffico, dalle osservazioni pervenute e dalle controdeduzioni del proponente l’opera, e viene approvato con tempi e procedure previsti per l’approvazione del piano attuativo o per il rilascio della concessione edilizia. 

Nota  (1)Articolo da aggiungere alle Norme Tecniche di Attuazione del Piano regolatore generale tra le norme finali di salvaguardia, e da riportare nel regolamento viario del Piano Urbano del Traffico.  torna al testo
Nota (2):  L’isola ambientale è definita come l’elemento della maglia urbana perimetrata dalle strade principali, ossia da autostrade, strade di scorrimento, interquartiere, di quartiere o interzonali. Al sua interno la rete stradale è formata solo da strade locali.   torna al testo

A tal proposito si osserva quanto segue

La norma, proveniente da esperienze condotte nei piani urbani del traffico e relativi regolamenti viari di alcuni comuni italiani di medie e piccole dimensioni,  è orientata a recuperare spazi di progettualità, di partecipazione e di attenzione ai problemi della mobilità e dell’ambiente in occasione della realizzazione di importanti interventi sul territorio, consistenti per dimensione fisica, economica o funzionale tali da avviare degli effetti indotti certi di modifica nei sistemi della mobilità (e quindi anche con delle ricadute ambientali potenziali non irrilevanti). Le soglie tendono ad escludere l’onere dello studio per il piccolo supermercato, ma ne richiedono l’applicazione per il grande centro commerciale; non per un cinema si  invece per un complesso di multisale, non per via Marinelli (anche se forse sarebbe stato utile anche nel caso della recente spesa per la riqualificazione della strada) si invece per Corso Umberto. Essa permetterebbe di prevedere per tali opere anche momenti di progettazione partecipata, e darebbe quindi la possibilità di rivedere e di valutare nel sistema della mobilità diverse alternative di azione, anche nel caso del progetto della circonvallazione,  del progetto per il riuso dell’ex ferrovia o del progetto del parcheggio di interscambio di via Cavallotti (nel qual caso, ad es.,  lo studio dovrebbe spiegare perché l’interscambio si dovrebbe realizzare in via Cavallotti e non in adiacenza al multisala e alla fermata della filovia).  La norma, a fronte di un’impossibilità di affrontare tematiche di sistema e di grande scala con un livello di dettaglio e di prescrizione progettuale elevata, in assenza di certezze sulla realizzazione delle opere, tende a recuperare spazi di razionalità e di controllo partecipato nel momento di finanziamento o attuazione di opere di peso rilevante.  Viste le carenze sui temi  della mobilità del piano essa è a Montesilvano quanto mai opportuna anche come norma di salvaguardia. 
 
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(04)
rete di piste ciclabili

Venga integrata la planimetria C3 di piano (Rete viaria) con una adeguata indicazioni per rete di piste ciclabili, continua, interconnessa e passante attraverso le aree e destinazioni d’uso con maggiore potenziale domanda di traffico locale, (scuole, edifici pubblici, grandi spazi commerciali, amministrativi, del lavoro, dello sport turismo e spettacolo …) con opportune indicazioni progettuali e normative. In tale rete venga anche inserito il percorso di fondovalle Vestina dell’ex-FEA con chiare indicazioni in normativa, nelle tavole di piano e con sezioni tipo, tale da renderne certo il recupero alla mobilità di sistema per le modalità alternative all’automobile .
A tal proposito osserva che
Nelle proposte attuali del piano si tratta sempre di piste ciclabili inserite in singole strade, non sempre con adeguata indicazione delle sezioni tipo, non in relazione con le specifiche destinazioni d’uso (scuole, edifici e attrezzature pubbliche, per lo sport e il tempo libero, luoghi di lavoro e attrezzature commerciali, etc.), senza adeguata normativa per la effettiva messa in opera di una politica delle due ruote in grado di creare un’alternativa reale alla mobilità nell’area e di qualificare i sistema urbano.
 
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(05)
rete di persorsi pedonali, cavatoni, sezioni tipo

Venga integrata la planimetria C3 di piano (Rete viaria) con una adeguata indicazioni per una rete di percorsi pedonali, continua, interconnessa e passante attraverso le aree e destinazioni d’uso di a maggiore potenziale domanda di traffico locale, (scuole, edifici pubblici, grandi spazi commerciali, amministrativi, del lavoro, dello sport turismo e spettacolo …) con opportune indicazioni progettuali e normative, in particolare per il recupero del tracciato e del sedime degli antichi cavatoni a mare, con indicazioni di piano sulle sezioni tipo lungo porticati, gallerie, fasce alberate ciclopedonali e aree pedonali locali e interquartiere, anche in relazione con le stazioni del mezzo pubblico in sede propria.

A tal proposito osserva che

Tra i pochi segni di memoria del passato, ricordo della bonifica dei terreni a mare e primitiva opera idraulica, i “cavatoni” e talvolta le “piantate” con filari di pini che collegavano le ville all’arenile, sono sia segni urbani da recuperare, sia,  con un idoneo trattamento come percorso ciclopedonali attrezzati, una rete continua, riconoscibile  e strutturata che attraversa i quartieri, passa sull’ex ferrovia e collega agli arenili. Tale patrimonio va recuperato all’uso pubblico e ciclopedonale, perché possa costituire l’ossatura di quelle “strade per i pedoni” che, collegate al mezzo pubblico, forniscono una reale alternativa all’uso dell’automobile privata. Il piano attuale intuisce le potenzialità ma non conduce un rilievo sistematico e una prescrizione chiara sul recupero e la trasformazione di tali percorsi. Occorre che tali indicazioni siano esplicitate e  permetta di collegare a rete un sistema orientato al pedone, continuo e passante, fornendo dei chiari criteri guida anche per la trasformazione di edilizia esistente, in particolare degli “assi a mare” e il completamento delle aree adiacenti all’ex tracciato ferroviario (ad es. con indicazioni per allineamenti, porticati, gallerie, piazze e piastre pedonali), occorre porre in relazione tali percorsi con gli attraversamenti dell’ex ferrovia e la localizzazione delle stazioni (non è un problema indifferente da risolvere con una semplice pensilina, poiché si tratta pur sempre di una linea di trasporto collettivo in sede propria di alta capacità con “effetto barriera”).
 
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(06)
adeguamento normativa CNR per le nuove strade

Si riporti in maniera corretta la classificazione di strade, e il dimensionamento delle aree di pertinenza nelle sezioni tipo per marciapiedi, aree di sosta su strada, distanze e rapporto con gli accessi e le intersezioni.

A tal proposito osserva che

Le prescrizioni della normativa sulle strade, se possono essere considerati degli obiettivi da raggiungere per le strade esistenti, sono obbligatorie per le strade di nuova costruzione e non possono essere disattese senza motivazione. 
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(07)
nuove strade di Prg Cavallotti-ponte nuovo- Vestina nuova) 

Si studi con maggior dettaglio il tratto di strada di progetto via Cavallotti- ponte nuovo (Sez. 1-Tav C3),  e la sua prosecuzione nella strada di progetto parallela alla Vestina (sez. 3) con la verifica dell’ipotesi di progetto di una strada di scorrimento con l’adozione di controviali per il traffico locale.
A tal proposito osserva che
I tratti di strada in progetto, se pensati con adeguate caratteristiche possono costituire l’ossatura di attraversamento della zona Vestina (artigianale, dello spettacolo, del lavoro) in alternativa alla via Vestina, che potrebbe quindi essere riqualificata con privilegio per il trasporto pubblico e trasformato in viale urbano (valutando anche il tracciato parallelo ex-FEA). E’ quindi necessario che la nuova strada di PRG abbia caratteristiche idonee a sostenere il traffico di attraversamento e a anche a distribuire il traffico locale diretto della “città del lavoro”. Controviali e strade di servizio dovrebbero essere studiati con maggiore attenzione prima della chiusura del corridoio con brani di edificato mediante PUE e Pint. . Questo progetto è strategico per il futuro della città e merita un idoneo approfondimento e chiare indicazioni di piano.
 
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(08)
circonvallazione: svincolo con asse Vestina nuova

Vengano verificate il tracciato e le caratteristiche di progetto della nuova circonvallazione Pescara-Silvi  ), con chiare indicazioni di piano sulla relazione tra l’opera e il sistema della viabilità urbana, soprattutto per un eventuale svincolo a quota adeguata tra tangenziale e nuova strada di Prg Vestina nuova.
A tal proposito si osserva che
Il progetto attuale della circonvallazione compare sul PRG solo come un tratto grafico, con l’indicazione di un solo ulteriore svincolo a Montesilvano localizzato sopra il vecchio cimitero.  Da un punto di vista urbanistico e di sistema c’è il dubbio che esso sia sufficiente, anche per la sua posizione in quota su un tratto infelice per i mezzi pesanti, a drenare una idonea quantità di traffico della zona Vestina e costiera. E’ non motivata la mancanza di indicazioni per uno svincolo e raccordo tra nuova circonvallazione e nuova strada di Prg “Vestina nuova” che, essendo in zona artigianale di espansione, dovrebbe assumere il ruolo di asse portante alternativo di tutto il fondovalle fluviale. Siccome si tratta di due nuove strade con caratteristiche di strade primarie, e di rilevanza urbanistica, il problema non può essere affrontato a “lotti”  in corso di realizzazione, né pregiudicare tale possibilità costruendo lungo il corridoio e nell’area di intersezione.
 
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(09)
perpendicolari a mare

(Art. 42 NTA, Assi a mare) Occorre rivedere e precisare le indicazioni di piano in relazione alle strade esistenti indicate come assi perpendicolari a mare, per manifesta inadeguatezza e insufficienza dei parametri proposti. 

A tal proposito si osserva che

Non è possibile dare indicazioni di controllo per la trasformazione di strade esistenti, come le vie Arno, Adige, Marinelli, Abruzzo, Europa basandosi su altezza e densità (un’altezza massima 19,50 m su strade che sono meno larghe di 10 m è improponibile senza ulteriori indicazioni), Occorre dare indicare su sezioni, tipologie su fronte strada, accessi ai lotti, parcheggio e sosta, destinazioni d’uso ai piani, etc., tali di costituire un chiaro riferimento anche per gli interventi parziali. La strada è un’area di competenza pubblica, soprattutto in zone con proprietà frazionata, quasi completamente edificata e in buone condizioni. Anche a pensare con ampiezza di vedute occorre riflettere che su rue de Rivoli, a Parigi, gli architetti Percier e Fontaine disegnarono solo sezione e prospetto delle cortine edilizie su strada. E si tratta della più bella strada di Parigi, ricostruita dopo gli sventramenti.
 
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(10)
riqualificazione delle strade esistenti

Si diano più chiare indicazioni normative per la riqualificazione delle strade esistenti, la creazione di parcheggi, e aree di sosta, anche con riferimento alla normativa sull’abbattimento delle barriere architettoniche.

A tal proposito osserva che 

Non sono adeguatamente precisati nel piano le indicazioni per il recupero delle strade esistenti, su cui si continua a spendere con interventi di “riqualificazione” che non rispettano le norme sulle barriere architettoniche (vedi l’intervento recente su corso Umberto e via Marinelli) , in relazione alle dimensioni dei marciapiedi, agli accessi, agli arredi. Inoltre sono discutibili e da precisare le indicazioni che in più punti vengono date per le zone di completamento con meccanismi di cessione di 2 m sul fronte principale (art. 37 NTA,  zone B3) o di allineamenti  indicati dall’UTC (art. 36 NTA, Zone B2) o senza indicazioni, altrove (art. 35 NTA, zone B1)  . Il problema si affronta con piano di recupero della zona o con un catalogo di idee e di soluzioni tipo, dopo attento esame delle situazioni esistenti. Non sempre la soluzione di allargare la strada, o arretrare il recinto è la soluzione più utile e possibile. Il problema più grave nelle zone di completamento è quello dei parcheggi e quello della creazione di zone 30 e strade residenziali.
 
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(11)
Riduzione delle sottozone a Villa Verrocchio e nel piano

si chiede che venga ridotto il numero delle sottozone nel piano, ed il trattamento normativo diversificato,  in particolare nel quartiere di Villa Verrocchio, perché inspiegabile la diversità di normative tra zone così piccole e simili per caratteristiche tra di loro, e contrario ai principi dichiarati di equità.

A tale proposito osserva che

Non è dato comprende in un quartiere abbastanza omogeneo come Villa Verrocchio la diversità di trattamento tra le aree (3 sottozone, più l’asse a mare di via Marinelli) sia per quanto riguarda le densità e le possibilità operative che le prescrizioni su standard, strade e riqualificazione dello spazio pubblico. Una conoscenza diretta dello strato di fatto dei luoghi non rileva questa oggettiva e necessaria diversità che imponga una diversità di trattamento tra aree adiacenti ed è contraria al principio dichiarato dal piano di “uguale trattamento a parità di condizione delle aree”.
 
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(12)
ex ferrovia
 
 

Una alternativa tra strada e boulevard
(proposta, 1999)

Vai al progetto alternativo per l'ex ferrovia, 1999

Vai alla scheda di progetto


Si chiede che vengano date indicazioni dal piano e dal Consiglio comunale per la modifica della sezione tipo del progetto di riuso dell’ex ferrovia, appaltato nel tratto fino a via Marinelli, in modo da garantire caratteristiche significative per una passeggiata ciclopedonale a scala urbana (boulevard o rambla), in modo che il trasporto pubblico in sede propria non costituisca barriera urbanistica, in modo che i punti di connessione con la rete dei percorsi ciclopedonali trasversali coincidano con stazioni attrezzate, in modo da ricucire le aree PUE lungo il tracciato e le importanti destinazioni della foce del Saline con un sistema di mobilità alternativa all’automobile adeguato, efficiente e di alta qualità urbana 

A tale proposito si osserva che

Si allega testo della lettera spedita dallo scrivente in data 25 agosto 1999 ai sindaci dei comuni di Pescara e Montesilvano ed ai responsabili del progetto attuale di cui si chiede la modifica.
(Allegato di n. 5 pagine, compresi disegni esplicativi)
 
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(00)
accettabilità delle osservazioni

Si auspica che il Comune prima, e la Provincia poi, vorranno accogliere le osservazioni ulteriori presentate anche successivamente alla scadenza dei tempi di esposizione del piano (dopo il 3 Settembre 1999) e le adesioni da parte di singoli, associazioni, enti a quelle già presentate da altri.

A tal proposito si osserva che

(leggibilità del piano) a causa del periodo di esposizione del piano, tra luglio e agosto periodo di ferie per molti; 
a causa della difficoltosa leggibilità del piano stesso formato da numerose planimetrie, schede progettuali, quaderni degli interventi, norme che rimandano l’una all’altra e della difficile reperibilità per la consultazione incrociata; 
a causa dello stralcio dal piano regolatore generale di altri strumenti di piano e progetti di opere (piani particolareggiati n. 1, 2 e 3 del vecchio PRG, progetti integrati su aree dismesse, progetti della circonvallazione e di riuso dell’ex tracciato ferroviario) che non è stato possibile verificare e leggere nella loro interezza, anche perché le loro previsioni non sono riportate sui documenti del piano stesso; 
a causa  dalla indisponibilità per la consultazione e studio degli studi analitici  preliminari; 
a causa della impossibilità di ottenere copia di tutti i documenti di piano presso una copisteria, e degli alti costi della riproduzione di elaborati a colori. illeggibili nel formato in bianco e nero (sarebbe bene che il Comune mettesse a disposizione dei cittadini un CD ROM con tutti gli atti del piano, un sito Internet, e delle versioni per la copia in bianco e nero);
per numerosi motivi, dunque, non è stato possibile approfondire la conoscenza di tutti gli atti, predisporre opportune osservazioni su tutti gli aspetti di un piano che avrà valore per molti anni e condizionerà il futuro della città; né avviare il confronto ed ottenere l’adesione di  terzi, singoli, privati ed associazioni, con la sottoscrizione di altri firmatari alle presenti osservazioni.
Per questo si propone di estendere le possibilità di partecipazione dei cittadini al processo di piano per il miglioramento del piano stesso e di prevedere momenti di verifica, approfondimento e proposta ulteriore. 
Montesilvano,  1 Settembre 1999.

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ISTRUZIONI PER LA PARTECIPAZIONE.

Con la sottoscrizione delle Osservazioni al Prg,  anche in carta semplice e al di fuori dei tempi fissati dalla norma per le osservazioni al piano (dopo il 3 settembre 1999), singoli cittadini, enti o associazioni che condividono le osservazioni proposte in questo documento ne  propongono al Sindaco l’accoglimento, nello spirito di partecipazione di tutti i cittadini alla discussione sul futuro della città.
Questa  pagina 9, delle firme,  stampata e  sottoscritta, anche senza le rimanenti 8 pagine deve essere (a scelta, nell’ordine): 
1.consegnata a mano all’ufficio Protocollo del Comune, 2. spedita per raccomandata al Sindaco,  3. Trasmessa  via fax al Comune di Montesilvano (fax  085-834-408) . L’efficacia dell’azione è nell’ordine decrescente a seconda della opzione. 
Indirizzo:  Comune di Montesilvano (Ufficio Protocollo, p.t. ore 9,00 – 13,00) piazza Diaz, 65016 Montesilvano  (centralino Municipio tel 085-60720  - fax  085-834-408).



TENIAMOCI IN CONTATTO

Si prega di dare informazione delle adesioni alle Osservazioni, o di segnalare eventuali suggerimenti, all’estensore:
arch. G. Di Giampietro, DST Politecnico di Milano, via Bonardi, 3 – 20133 Milano 
tel: 02-4474-978 (a Montesilvano 085-4452-350)  fax: 02-2399-5435 
e-mail: digiampietro@iol.it
url:  www.geocities.com/Athens/Agora/5311/Montesilvano

(gdg-MI-9/99)

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A cura di G. Di Giampietro – DST, Politecnico di Milano
Ultimo aggiornamento  9-1999









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