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Un occhio in facoltà


Così non basta!
di Costanza Preti

Sembra già un lontano ricordo l’incontro-dibattito organizzato dalla rivista “Passato e Presente” il 2 Dicembre scorso sul "Risorgimento in discussione" ed appare finora un episodio troppo isolato, quasi fine a sè stesso, e non, come dovrebbe essere in questi casi, un tassello di un quadro generale minuziosamente programmato. Non ci interessa commentare quella giornata, peraltro molto interessante e salutata con entusiasmo da studenti (si, avete capito bene) e docenti, accorsi numerosi; quanto fare alcune considerazioni e proposte riguardo all’attività del nostro Dipartimento.
Il sopracitato dibattito sul Risorgimento poteva sembrare troppo generale (forse lo era), pericolosamente vasto, ma alla prova dei fatti si è rivelato un tema di grande interesse (l’affluenza forse inaspettata ne è stata la riprova). L’organizzazione del dibattito poi, molto agile e teso, ha reso ancor più serrata la discussione permettendo di affrontare numerosi argomenti in uno spazio di tempo limitato, favorendo così la concentrazione dei presenti. Tra studenti, poi, abbiamo commentato nei giorni seguenti la discussione, a dimostrazione dell’interesse che anche un tema così vasto può riscontrare, nel torpore generale in cui sono avvolte le spesso (non sempre, si badi) monotone lezioni quotidiane. Dispiace allora che il ricordo di quel giorno rimanga isolato e che in un importante dipartimento di storia come il nostro, non si riesca a trovare le energie per proporre agli studenti dibattiti di questo tipo con una frequenza se non istituzionalizzata, almeno maggiore di quanto non lo sia oggi.
Spesso, alla discussione di alcuni grandi nodi storiografici il docente di storia (ma non solo) preferisce resoconti dettagliati e studi della sua ricerca, che inevitabilmente interessano una parte molto più ristretta di studenti (in genere quella delle loro lezioni); non che questo non sia importante ma ci sono anche delle esigenze più generali (e forse più importanti) di tutti gli studenti (non quelli dei corsi seminariali, ma anche le matricole) che studiando la storia spesso e purtroppo conoscono i temi fondamentali dell’800 e del ‘900 solo attraverso la lettura del manuale del Salvadori (quando hanno avuto l’accortezza di includerlo tra le materie del primo anno, in caso contrario neppure) oppure solo documentandosi individualmente.
La formula dell’incontro- dibattito, destinata a risvegliare le zone d’ombra degli studenti sui temi fondamentali della Storia contemporanea, per quel poco che abbiamo potuto sperimentare, si è dimostrata efficace. Non vogliamo affermare che in passato non si siano mai organizzate conferenze ed incontri, ma ci sembra che si sia abbassata la guardia. Siamo stati in molti che, nel 1992, dopo aver seguito il corso istituzionale del Ginsborg (il quale non casualmente affrontava i grandi nodi della storiografia contemporanea), abbiamo cambiato corso di laurea, passando a Storia. Ci sembra ingiusto dunque che i “meravigliosi ricordi” di seminari a cui venivano invitati i più grandi storici europei (Hobsbawn per tutti) appartengano solo ai nostri docenti e che non ci sia la voglia nè le motivazioni per offrirci simili esperienze. Dibattiti e discussioni dovrebbero costituire obiettivi costanti nella nostra Facoltà e non vorremmo essere noi a doverli richiedere e tanto meno organizzare, ma piuttosto vorremmo che ci fossero proposti, partecipando alla loro programmazione. E’ forse chiedere troppo?


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