Sembra già un lontano ricordo l’incontro-dibattito organizzato dalla rivista “Passato e Presente” il 2 Dicembre
scorso sul "Risorgimento in discussione" ed appare finora un episodio troppo isolato, quasi fine a sè stesso, e non, come dovrebbe essere in
questi casi, un tassello di un quadro generale minuziosamente programmato. Non ci interessa commentare
quella giornata, peraltro molto interessante e salutata con entusiasmo da studenti (si, avete capito bene) e
docenti, accorsi numerosi; quanto fare alcune considerazioni e proposte riguardo all’attività del nostro
Dipartimento.
Il sopracitato dibattito sul Risorgimento poteva sembrare troppo generale (forse lo era),
pericolosamente vasto, ma alla prova dei fatti si è rivelato un tema di grande interesse (l’affluenza forse
inaspettata ne è stata la riprova). L’organizzazione del dibattito poi, molto agile e teso, ha reso ancor più
serrata la discussione permettendo di affrontare numerosi argomenti in uno spazio di tempo limitato,
favorendo così la concentrazione dei presenti. Tra studenti, poi, abbiamo commentato nei giorni seguenti la
discussione, a dimostrazione dell’interesse che anche un tema così vasto può riscontrare, nel torpore
generale in cui sono avvolte le spesso (non sempre, si badi) monotone lezioni quotidiane. Dispiace allora
che il ricordo di quel giorno rimanga isolato e che in un importante dipartimento di storia come il nostro, non
si riesca a trovare le energie per proporre agli studenti dibattiti di questo tipo con una frequenza se non
istituzionalizzata, almeno maggiore di quanto non lo sia oggi.
Spesso, alla discussione di alcuni grandi nodi storiografici il docente di storia (ma non solo) preferisce
resoconti dettagliati e studi della sua ricerca, che inevitabilmente interessano una parte molto più ristretta
di studenti (in genere quella delle loro lezioni); non che questo non sia importante ma ci sono anche delle
esigenze più generali (e forse più importanti) di tutti gli studenti (non quelli dei corsi seminariali, ma anche
le matricole) che studiando la storia spesso e purtroppo conoscono i temi fondamentali dell’800 e del ‘900
solo attraverso la lettura del manuale del Salvadori (quando hanno avuto l’accortezza di includerlo tra le
materie del primo anno, in caso contrario neppure) oppure solo documentandosi individualmente.
La formula dell’incontro- dibattito, destinata a risvegliare le zone d’ombra
degli studenti sui temi fondamentali della Storia contemporanea, per quel poco che abbiamo potuto
sperimentare, si è dimostrata efficace. Non vogliamo affermare che in passato non si siano mai organizzate
conferenze ed incontri, ma ci sembra che si sia abbassata la guardia. Siamo stati in molti che, nel 1992,
dopo aver seguito il corso istituzionale del Ginsborg (il quale non casualmente affrontava i grandi nodi della
storiografia contemporanea), abbiamo cambiato corso di laurea, passando a Storia. Ci sembra ingiusto
dunque che i “meravigliosi ricordi” di seminari a cui venivano invitati i più grandi storici europei (Hobsbawn
per tutti) appartengano solo ai nostri docenti e che non ci sia la voglia nè le motivazioni per offrirci simili
esperienze. Dibattiti e discussioni dovrebbero costituire obiettivi costanti nella nostra Facoltà e non vorremmo
essere noi a doverli richiedere e tanto meno organizzare, ma piuttosto vorremmo che ci fossero proposti,
partecipando alla loro programmazione. E’ forse chiedere troppo?