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Un occhio in facoltà


Allarghiamo gli orizzonti
di Adamo Azzarello

Il nostro corso di laurea offre decisamente un campo ristretto di temi storiografici. A parte il permanente e fastidioso caos organizzativo, quello che si avverte è la ristrettezza di orizzonti che si aprono sfogliando la guida del nostro Corso di Laurea. Da una semplice lettura (non richiede uno sguardo più attento perché estremamente lacunosa, vaga e a nostro avviso, per come è fatta, anche inutile, non foss’altro per la sua uscita, spesso successiva all’inizio stesso dei corsi) si evince subito che pochi insegnamenti sfuggono alla visione non dico eurocentrica, ma addirittura italocentrica.
Non vogliamo dire che studiare bene la Storia del nostro paese è un male (anzi!), ma pur senza essere pignoli non ci vuole molto a dimostrare la limitatezza di tale prospettiva nel settore contemporaneistico, come negli altri indirizzi. Nel ‘900, se già prima non era abbastanza evidente, sono accaduti tanti eventi a livello mondiale, che non cercare di analizzarli da punti di vista differenti ci sembra perlomeno inopportuno; basti pensare a cosa ha significato la decolonizzazione in Africa, in Medio Oriente e nell’Est Asiatico per convenire che un semplice sguardo manualistico non può essere sufficiente a colmare tale lacuna.
Ci pensate? un corso di laurea in storia dove oltre agli insegnamenti già attivati ci fossero dei corsi che si occupano di altri paesi, che ci avvicinano ad altre culture attraverso lo studio delle loro vicende storiche, che ci potrebbero permettere di comprendere meglio anche certi processi storici in atto!
Si dice che a molte lacune dobbiamo e possiamo far fronte con le nostre forze e il nostro impegno documentandoci il più possibile, ma pensiamo che la guida di un professore in un corso monografico e magari in un buon seminario sia insostituibile; anzi riteniamo tale formula l’unica che ha senso e quella che da noi studenti deve essere perseguita con costanza in un Corso di Laurea come il nostro.
Certo siamo coscienti della difficoltà a trovare personale docente in grado di svolgere tale mansione (ma sarà poi proprio così?), così come dei problemi burocratico-economici(chiamiamoli così!) ad attivare nuovi insegnamenti, ma la questione è a nostro parere tanto importante da meritare una riflessione più accurata e magari dei tentativi più incisivi (se mai ci sono stati).
Se questa necessità è forte soprattutto per i paesi sopra menzionati, vogliamo rilevare anche un’altra importante mancanza e articolare meglio la nostra idea.
Il problema aumenta di proporzioni se pensiamo che anche per quanto riguarda l’Europa non esistono insegnamenti specifici in numero sufficiente; sono attivati soltanto Storia d’Europa, Storia dell’Europa Orientale e Storia della Russia. Se poi prendiamo il caso di quest’anno, dei tre soltanto il secondo è fruibile, dato il congedo (peraltro legittimo) della dott.ssa Di Biagio e l’occupazione del prof. Ginsborg nel corso istituzionale, che molto probabilmente si protrarrà negli anni venturi.
Si può obbiettare che a Scienze Politiche è possibile trovare insegnamenti che vengono incontro a queste esigenze, ma a parte l’esiguo numero di corsi che anche là, ahimè, sono attivati e il diverso approccio che li caratterizza, è chiaro che la funzione di eventuali esami fuori sede è quella di integrare un percorso di studi già definito e non di sopperire le mancanze della nostra Facoltà.
Non si può nemmeno rispondere che ci sono Facoltà in altre città che si occupano di tali questioni, perché essendo iscritti ad un Ateneo è vietato sostenere esami in altri Atenei; anche se non ci fosse questo sbarramento giuridico, di cui peraltro non capiamo la ragione, questa strada non sarebbe una soluzione perché non tutti possiamo o vogliamo spostarci in altre sedi con tutte le difficoltà che questo comporta sia a livello economico che personale.
Siamo coscienti che la soluzione di questi problemi richiederà tempo, ma pensiamo anche che se si vuole cominciare a fare qualcosa contro queste deficienze, oltre alla pressione nelle sedi appropriate, sia necessario l’impegno dei docenti che potrebbero cominciare con l’organizzare in Facoltà degli incontri (ad esempio Convegni, Dibattiti, Seminari, Lezioni straordinarie di specialisti) su temi specifici individuati in modo che in un quadriennio ciò che non si studia nei corsi sia discusso e approfondito.
Siamo convinti che questa strada troverebbe il favore di molti studenti, perché la voglia di conoscere è un vizio che ci accomuna tutti e uno dei motivi che ci spinge a proseguire negli studi.


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