Le tavole della presenza, dell'assenza e dei gradi.
a.
La ricerca delle Forme procede così: sopra una natura data si deve fare un ordine di comparizione, di fronte all'intelletto, di tutte le istanze note che si trovano insieme in una stessa natura, anche se in materie oltremodo differenti. E quest'ordine di comparizione dev'essere fatto storicamente, senza far uso di speculazioni affrettate o di eccessive sottigliezze. Per esempio, nell'indagine sulla forma del caldo:
ISTANZE CHE SI TROVANO INSIEME NELLA NATURA DEL CALDO
1. I raggi del sole, soprattutto d'estate e a mezzogiorno.
2. I raggi del sole riflessi e condensati, come fra i monti o fra pareti e soprattutto negli specchi ustori.
3. Le meteore infuocate.
4. I fulmini ardenti.
5. Le eruzioni di fiamme dalle viscere dei monti, ecc.
[...]
13. Tutto ciò che è peloso, come la lana, le pelli degli animali, i piumaggi, ha sempre qualche tepore.
[...]
Denominiamo questa tavola: Tavola dell'Essenza e della Presenza.
b.
In secondo luogo, si devono far comparire, di fronte all'intelletto, quelle istanze che sono prive della natura data, poiché la Forma (come è stato detto) deve essere assente dove è assente la natura ed esser presente dove quella è presente. Tenendo conto di tutti i casi, si andrebbe all'infinito. Le istanze negative devono dunque essere collegate a quelle positive e le privazioni vanno considerate soltanto in quei soggetti che presentano una notevole affinità con quegli altri, nei quali la natura data è presente o appare.
Denominiamo questa tavola: Tavola della Deviazione o dell'Assenza in Prossimità.
[...]
Prima istanza negativa corrispondente alla prima istanza affermativa:
1. I raggi della luna e delle comete non risultano caldi al tatto, anzi è risultato all'osservazione che i freddi più rigidi si hanno durante i pleniluni. Si crede però che le stelle fisse maggiori, quando il sole le incontra o ne è in prossimità, accrescano ed estendano il calore del sole, come accade quando il sole si ferma nel Leone e nei giorni della canicola.
[...]
Alla seconda: 4. Si faccia questo esperimento. Si prenda una lente, fabbricata al contrario di come si fa negli specchi ustori, e la si metta tra la mano e i raggi del sole; e si faccia l'osservazione se questo diminuisce il calore del sole come lo specchio ustorio lo aumenta e intensifica. È infatti evidente, nel caso dei raggi ottici, che a seconda che una lente è fabbricata più sottile più spessa o più nel centro rispetto ai lati, le immagini appaiono più diffuse o più contratte. Lo stesso dunque deve accadere per il calore.
Alla seconda:
5. Si faccia con cura l'esperimento se attraverso specchi ustori fortissimi e ben fabbricati i raggi della luna possano essere accolti e riuniti a produrre un qualche grado di tepore, anche minimo. Ma se quel grado di tepore risulterà tanto sottile e debole da non essere percepito né avvertito al tatto, si dovrà ricorrere a quei vetri che indicano se la temperatura dell'aria è calda o fredda in modo che i raggi della luna, cadendo nello specchio ustorio, siano riflessi sulla superficie del vetro; e allora si noti se si produce l'abbassamento dell'acqua per il tepore.
[...]
c.
In terzo luogo si devono far comparire di fronte all'intelletto quelle istanze nelle quali la natura, intorno alla quale si svolge la ricerca, è presente in grado maggiore o minore; sia che la comparazione dell'aumento e della diminuzione venga fatta in uno stesso soggetto, sia che venga fatta in soggetti diversi. Poiché infatti la forma di una cosa è la cosa in se stessa, e poiché la cosa non differisce dalla forma altrimenti da come differiscono l'apparente e l'esistente, l'esterno e l'interno, ciò che è in ordine all'uomo e ciò che è in ordine all'universo; ne deriva necessariamente che non si deve considerare una natura come vera forma, se non decresce costantemente quando decresce la natura stessa, e non aumenta costantemente quando la natura aumenta. A questa tavola abbiamo dato il nome di Tavola dei gradi o comparativa.
Instauratio Magna, Novum Organum, II, 11- 13, in Opere filosofiche, pp. 650-666.