L'elaborazione delle tavole

Compito e ufficio di queste tre tavole è di fare un ordine di comparizione delle istanze di fronte all’intelletto (così siamo soliti chiamarlo). Fatto l’ordine di comparizione, bisogna mettere in opera l’induzione stessa. Bisogna infatti scoprire, attraverso l’ordine di comparizione di tutte e di ognuna delle istanze, una natura tale che, quando sia presente la natura data, sempre sia presente, assente quando essa sia assente, e cresca e diminuisca con essa; e sia, come si è detto più sopra, una limitazione di una natura più comune.

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Pertanto si deve compiere una completa soluzione e scomposizione della natura, non certo mediante il fuoco, ma con la mente, che è come un fuoco divino. Il primo compito dell’induzione vera, quanto alla scoperta delle forme, è la reiezione o esclusione delle nature singole, che non si trovano in qualche istanza in cui è presente la natura data, o si trovano in qualche istanza in cui la natura data è assente, oppure crescono in qualche istanza nella quale la natura data decresce, o decrescono ove la natura data cresce. Allora finalmente, una volta fatte nei modi dovuti le reiezioni o esclusioni, andate in fumo le opinioni volatili, rimarrà come sul fondo la forma affermativa, solida, vera e ben determinata.

La grande instaurazione, Novum Organum, II, 15-16, in Scritti filosofici, a cura di P. Rossi, pp. 675-76.

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