Ricordi
La foresta era una cattedrale verde ed oro.
Le cime degli alberi erano cosi' alte che non riuscivo a vederle.
Un baldacchino di lunghi rami e grandi foglie.
La luce filtrava attraverso i pini e le sequoie,
arrossando i tronchi degli alberi.
I raggi erano cosi' netti che quasi li potevo toccare
e spargevano nell'aria scintille di polvere dorata.
In alto, un vento freddo giocava con le cime
e s'intravedeva il cielo azzurro e luminoso
che occhieggiava qua e la'.
La brezza faceva stormire le foglie e creava chiazze luminose.
Camminavo su un tappeto di aghi di pino verdi e freschi.
La terra era soffice e scura.
Respiravo profondamente,
l'aria aveva un profumo celestiale:
pino e caprifoglio a cascate di una bellissima vegetazione verde.
Non c'era un filo di rosso.
Avrei voluto restare li' per sempre.
Da qualche parte, piu' avanti, si sentiva scorrere dell'acqua.
Seguii quel rumore e...
La foresta si apriva su una radura.
Un tumulto di colori, una luminosita' violenta che abbagliava gli occhi.
Che prato! Non si era mai visto sulla terra niente di simile!
Feci qualche passo esitante.
Edera porpora striata di lavanda e bianco si attorcigliava sul terreno.
Arbusti erratici neri soffusi di scintille argentee.
Sottili arbusti che fluttuavano come zampilli di fontane
ed esplodevano in fronde piumose nere e rosa.
E rampicanti mandala.
Catturavano la vista e sopraffacevano i sensi.
Erano un tappeto e si perdevano a vista d'occhio in onde sinuose.
I fiori mandala sbocciavano a migliaia,
sbucavano dai ceppi degli alberi caduti,
pendevano dai rami in una fantasmagoria di colori,
come addobbi principeschi.
Restai li' a bocca aperta per lo stupore ed il timore.
Argento e cremisi, arancio ed indaco cosi' scuro da sembrare nero,
magenta, giallo e azzurro,
cascate di colori e di sfumature e gradazioni che l'occhio
faceva fatica a distinguere.
E...oh...i profumi!
Ero sommerso da ondate di fragranze:
pane appena sfornato, marmellata di fragole, crema di latte,
crostata di mele, pesche ed altre a cui non sapevo dare un nome.
Fragranze purpuree ricamate di sfumature scarlatte,
filamenti delicati di profumi d'oro e di oppio.
Aromi inebrianti di magia, incantesimi scintillanti...passaggi
verso paradisi di cristallo e meravigliosi viaggi attraverso l'inferno.
Ormai avevo dimenticato la foresta che mi ero lasciato alle spalle.
Ero al centro, dove nasce la vita.
Lei sorrise, "Ale, non fermarti", sussurro'.
Mad Boy '74