A caccia di RADON!

L'aria che respiriamo puo' celare un'insidia mortale: il RADON, un gas invisibile e radioattivo che assimilato in quantita' elevate puo' causare gravi danni alla salute.
Quando si parla di inquinamento, si tende ad associare l'idea a ciminiere che eruttano fumi densi e neri o a tubature che scaricano liquidi maleodoranti nelle acque di un fiume. In realta' non sempre e' l'uomo a contaminare l'ambiente con sostanze tossiche: esistono infatti anche "inquinanti" di origine naturale!
Il piu' pericoloso di questi inquinanti naturali e' il Radon.
Chimicamente parlando e' un elemento, con tanto di collocazione nella tavola periodica: fa parte dei cosiddetti gas inerti, come l'Azoto e il Neon, la cui caratteristica principale e' appunto una forte tendenza a non reagire con le sostanze con cui vengono a contatto per formare composti, come invece fa, per esempio, l'Ossigeno nei fenomeni di ossidazione dei metalli o di combustione.
Il Radon, molto piu' pesante dell'aria, e' inodore, incolore e insapore e quindi non rilevabile dai nostri sensi. Purtroppo per noi... e' radioattivo. In natura, il Radon viene prodotto in modo lento ma costante, dal decadimento delle piccole quantita' di Uranio e di Torio contenute in quasi tutti i tipi di rocce e di terreni, soprattutto in quelli di natura eruttiva, cioe' di origine vulcanica.
In testa alla classifica delle rocce "a rischio" ci sono i tufi e le lave laziali e campane, con concentrazioni che vanno dalle 15 alle 60 parti per milione; seguono le rocce di origine alpina (5 p.p.m. circa), e quindi sabbie argille e altri depositi di origine alluvionale (da 2 a 4 p.p.m.).
Il problema e' che quasi tutti questi materiali vengono utilizzati nell'edilizia, e percio' in ogni casa si sviluppa nel tempo una certa quantita' di Radon, alla quale si somma quella prodotta dal terreno su cui sorge. Nei locali abitati, il pericolo di contaminazione radioattiva e' reso minore dal continuo ricambio d'aria.
Dove questa puo' stagnare si possono invece raggiungere concentrazioni pericolose: in primo luogo nelle cantine, dove spesso si conservano generi alimentari e la situazione e' resa peggiore dalla contiguita' col terreno, ma anche negli ambienti chiusi come uffici e locali pubblici. L'eventuale presenza di umidita', inoltre, favorisce ulteriormente la penetrazione del gas.
La concentrazione del Radon varia anche in funzione dell'altitudine: bassa nelle zone costiere, aumenta in quelle continentali e tocca il massimo in quelle montane; e' piu' alta in inverno e durante la notte.
Se inspirato, il Radon raggiunge bronchi e polmoni: secondo stime elaborate in Inghilterra, la radioattivita' che genera e' responsabile del 5% dei tumori che colpiscono questi organi.
Come difendersi
In Italia, l'Istituto superiore della Sanita' ha recentemente svolto un'indagine nazionale sull'esposizione alla radioattivita' naturale nelle abitazioni: sono stati installati 5mila dosimetri nelle case di altrettante famiglie, dislocate in 200 comuni. Pare che circa l'1% delle abitazioni oltrepassi la soglia di sicurezza.
Le zone piu' esposte sembra siano quella di Roma, il viterbese e una parte della provincia di Napoli, oltre ad aree piu' limitate sparse un po' ovunque.
A questo punto, potrebbe sorgere spontanea la domanda: "Come posso installare un dispositivo in grado di rilevare la presenza di Radon anche in casa mia?".
Vi sono in commercio vari dispositivi in grado di rilevare la concentrazione di Radon. I prezzi variano a seconda della complessita' e della sensibilita' del rilevatore. E' possibile informarsi presso le Unita' Sanitarie Locali sulla disponibilita' di questi dispositivi.
Vi sono comunque dei suggerimenti per evitare letture erronee e prevenire falsi allarmi nell'utilizzo di questi dispositivi: non lo si dovra' avvicinare, soprattutto durante la misura, a fonti di calore, ne lo si porra' sotto una lampada o una forte luce solare.
Innanzitutto, non ci si dovra' far cogliere dal panico se, nel corso di una rilevazione, si superasse il livello di soglia (fissata in 200 Bequerel/metro cubo. Un Bequerel/metro cubo e' pari a 0,027 picoCurie/Litro): non e' necessario abbattere la casa ne' fuggirne a gambe levate. Se i responsi positivi risulteranno soltanto occasionali, bastera' prendere l'abitudine di areare il locale spesso e a lungo, o magari applicare un piccolo ventilatore elettrico alla finestra.
Qualora con piu' misure si superasse regolarmente la soglia d'allarme, sara' consigliabile studiare un efficace sistema di ventilazione e/o deumidificazione del locale interessato, facendosi magari consigliare da una ditta specializzata in questo genere di installazioni.

Fonte: Elettronica 2000, nr. 155 Gennaio 1993. "A caccia di RADON!"
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