La nostra macchina pensante ha dimensioni modeste ma e' incredibilmente complessa; infatti e' grazie al cervello che possiamo pensare, ricordare, avvertire sentimenti, sensazioni, agire. Il cervello e' formato da circa 100 miliardi di cellule, i neuroni, che costituiscono le unita' fondamentali del sistema nervoso. I neuroni comunicano tra loro attraverso messaggi elettrochimici, trasportano cioe' impulsi bioelettrici che permettono al cervello di compiere le funzioni piu' diverse.
Il neurone e' strutturato in modo da rilevare correnti elettriche minime e di trasmetterle alle altre cellule.
Questa comunicazione avviene attraverso il rilascio di particolari sostanze, i neurotrasmettitori, che hanno la capacita' di essere captate dalle proteine poste sulle cellule, i ricettori. La trasmissione tra neuroni avviene quando il neurotrasmettitore raggiunge il ricettore; quando un neurotrasmettitore viene rilasciato dal neurone puo' legarsi al suo ricettore oppure venire recapitato dallo stesso neurone che l'ha rilasciato e venire distrutto.
E' in questi casi che si puo' sviluppare la sindrome depressiva.
Normalmente in una persona sana il neurone rilascia i neurotrasmettitori che vengono catturati da un altro neurone attraverso i suoi ricettori. Nella persona depressa la produzione di neurotrasmettitori e' scarsa e la ricezione e' alquanto ridotta. Con l'ausilio di antidepressivi si aiuta a ripristinare il normale meccanismo di rilascio e ricaptazione dei neurotrasmettitori.
Circa il 15% della popolazione nel corso della vita soffre di depressione; la depressione rappresenta una malattia in costante aumento nel nostro Paese, basti pensare che il consumo dei tranquillanti e antidepressivi negli ultimi quindici anni e' raddoppiato: il che significa che circa 5 milioni di persone sentono il bisogno di ricorrere a farmaci per alleviare il proprio malessere psichico. Contrariamente a quello che si pensava in passato la depressione oggi non colpisce soltanto gli adulti, ma e' un disagio di cui soffrono anche il 10% degli adolescenti e il 3% dei bambini fra i 12 ed i 16 anni.
La depressione si puo' instaurare nella persona spontaneamente, cioe' senza un motivo o una causa apparente, oppure in relazione a un episodio o a un fattore scatenante: comporta un'intenza sofferenza sul piano fisico, emotivo e cognitivo; ha effetti devastanti sulla famiglia, il lavoro e le relazioni sociali, peggiora la prognosi di altre malattie, se non viene curata puo', nei casi piu' gravi, portare al suicidio. Spesso si attribuisce al depresso una mancanza di carattere, di volonta', una debolezza psichica, una colpa o comunque ad una responsabilita' personale: si tratta invece di una malattia vera e propria che porta ad alcune modificazioni biologiche nel cervello a livello del sistema nervoso centrale. Queste modificazioni sono piu' o meno intense a seconda della gravita' della malattia.
Per capire che cos'e' la depressione bisogna innanzitutto saper distinguere fra sintomo e sindrome depressiva:
E' un dolore morale, psichico, una sofferenza diffusa, generale, spesso non totalmente riconducibile a una causa concreta, un dolore diffuso e perenne che puo' essere angoscia, ansia incontrollata, mal di testa e che non permette a che sta male di reagire, di stabilire un qualsiasi rapporto tra la depressione e gli avvenimenti della propria vita. Puo' arrivare all'improvviso per un problema banale e non sempre e' riconoscibile come malattia. Infatti l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanita') stima che il 60% dei casi di depressione non viene diagnosticato come tale. Spesso il medico non sa o non si accorge della malattia depressione, non la riconosce.
Nella depressione alcuni neurotrasmettitori funzionano in modo alterato e arrivano a modificare l'umore delle persone: ci si sente demoralizzati, avviliti, sfiduciati, tristi ed infelici senza motivo apparente; esiste uno squilibrio nel rilascio di queste sostanze che provoca un'alterazione nel comportamento, tale da scatenare disturbi dell'umore. La carenza di neurotrasmettitori sembra essere l'ipotesi piu' accreditata tra le cause della depressione, in particolare della serotonina, la cui carenza o il calo della funzionalita' sembra essere uno dei fattori principali.
La serotonina agisce sul cervello come "sostanza gratificante", ha un effetto "rassenerante", riduce i comportamenti di fame compulsiva, eccessiva, di bisogno ossessivo di affetti e di compensazioni.
Il nostro organismo non puo' sintetizzare da solo la serotonina ma ha bisogno di un precursore, il triptofano, un amminoacido (gli amminoacidi sono i "mattoni" che formano le proteine) presente in molti alimenti e usato da sempre come antidepressivo naturale; anche la dopamina e la noradrenalina, giocano un ruolo importante nella lotta contro la depressione; infatti questi neurotrasmettitori hanno sul nostro cervello un effetto "stimolante", provocano una maggiore disinibizione e invogliano all'esplorazione e alla voglia di vivere le esperienze di ogni giorno con maggior entusiasmo e spirito di avventura. La mancanza di questi amminoacidi crea squilibri che portano a stati depressivi. Dal momento che nel nostro cervello esistono moltissimi neurotrasmettitori e' spesso difficile attribuire quale azione possa avere selettivamente ognuno di essi sulla sindrome depressiva, ma sicuramente la carenza dei precursori dei neurotrasmettitori, gli amminoacidi, induce ad una scarsa produzione di neurotrasmettitori. Molti studi hanno infatti dimostrato che le persone depresse hanno spesso, ad esempio, carenza di triptofano.
Per avere la certezza che la vostra tristezza o il vostro malumore siano in realta' segno di depressione esistono degli strumenti di valutazione. Normalmente se sono presenti 5 dei sintomi descritti in seguito, incluso uno dei primi due, e gli stessi persistono per buona parte della giornata per almeno due settimane, si e' di fronte ad una sindrome depressiva.
La depressione puo' colpire tutti indistintamente. Sono maggiormente predisposte geneticamente a soffrire di depressione le persone che hanno parenti che soffrono o che hanno sofferto disturbi dell'umore. L'eta' piu' a rischio e' dopo i 20 anni, ma esistono episodi depressivi anche durante l'adolescenza e l'eta' infantile; purtroppo si registra in queste fasce d'eta' una continua crescita. L'Organizzazione Mondiale della Sanita' denuncia che 6 depressi su 10 non vengono diagnosticati come tali, e quindi non vengono curati. Gli ultimi dati confermano che gli italiani colpiti da depressione sono almeno 3 milioni, una persona su venti. Colpisce piu' le donne che gli uomini, con un rapporto di tre a uno: nel corso della vita, una donna su 4 ed un uomo su 8-10 incorrono in almeno in un episodio di depressione. La ragione puo' in parte essere legata alle variazioni dei livelli ormonali che si manifestano in particolari periodi della vita femminile. Esistono infatti alcuni momenti critici durante i quali una donna aumenta considerevolmente il rischio di incorrere nella depressione: post-partum, menopausa, periodo precedente la mestruazione. Una particolare attenzione merita la depressione tipica della terza eta' legata ai disturbi di invecchiamento cerebrale.
Quando compare
La depressione e' una malattia che il piu' delle volte compare improvvisamente. Si puo' presentare in due modi diversi:
Una volta instauratasi, la depressione tende, se non curata, ad avere un andamento cronico caratterizzata da episodi di remissione ed altri di riacutizzazione.
La depressione come malattia scaturisce da fattori psicologici, biologi, tossici (abuso di alcool, droga, farmaci) e anche da una componente genetica.
Si e' quindi geneticamente predisposti a essere ammalati di depressione.
Quando in uno stesso individuo si alterano forme di depressione conclamata con fasi di eccitamento cosiddetto "maniacale", si e' di fronte alla depressione bipolare. In questi casi prevalgono questi sintomi:
Tutte queste forme maniacali che si alterano a stati depressivi devono essere assolutamente curate con farmaci opportuni e spesos necessitano il ricovero ospedaliero, utile anche per impedire alle persone colpite di farsi del male.
La depressione e' una malattia ciclica e in molti casi stagionale: l'influsso delle stagioni e' notevole. Nei mesi estivi, per esempio, gli episodi depressivi sono piu' distanti l'uno dall'altro e meno acuti per quanto riguarda la gravita'.
Nei mesi autunnali e invernali, invece, si hanno picchi di depressione e i ricoveri ospedalieri si moltiplicano. La primavera puo' avere sul depresso l'effeto inverso, euforia morbosa, eccitazione, iperattivita'. La stretta relazione fra questa patologia e le condizioni climatiche e' confermata dall'osservazione che se un paziente in fase depressiva si trasferisce all'Equatore non solo l'episodio si risolve, ma puo' rapidamente manifestarsi un'eccitabilita' eccessiva o maniacale. Infine da sottolineare come durante le festivita', soprattutto quelle natalizie, ci sia la comparsa o la riacutizzazione della malattia depressiva, soprattutto per le persone anziane che vivono purtroppo da sole. Questa forma depressiva "natalizia" puo' pero' anche colpire persone con una vita apparentemente serena e gratificante.
La terapia della depressione spesso non puo' essere ne' solo farmacologica, ne' solo psicologica, ma un insieme delle due. I molti farmaci di sintesi utilizzati nelle sindromi depressive provocano spesso fastidiosi effetti collaterali.
Esistono invece rimedi naturali (fitoterapici) efficaci e senza effetti collaterali che abbinati a vitamine e amminoacidi possono contribuire ad alleviare i disagi depressivi.