Piccolo circuito per accordature
da un messaggio packet di IT1MAM
Msg: 6552 Flag: BN
Data: 01-04-1999 21:30
Da : IT1MAM@I5PISA
Per : TUTTI @ITA
BID : UNPROTO_MSG
Titolo:PER I CIRCUITI ACCORDATI...
From: IT1MAM@I5PISA.PI.TSC.ITA.EU
To : TUTTI@ITA
Salve a tutti.
Apprezzando le varie proposte di "acrocchi" casalinghi per effettuare alcune
misure e rilevamenti elettronici presentati da I3ROVI, Luciano, dei quali mi
ripropongo la loro costruzione perche' veramente utili immediati e di pic-
cole dimensioni, vorrei proporre un "aggeggino" per coloro che, come lo scri-
vente, sono sprovvisti di grid-dip meter e si trovano nelle canne quando c'e'
da misurare la risonanza di un circuito accordato: sia esso serie o parallelo.
Eccolo:
R1.......... 1000 Ohm
R2......... 10.000 Ohm
P1.......... 1000 Ohm (potenziometro sens.)
C1-C2 ...... 2 pf (ceramico)
C3.......... 10 nf (ceramico)
D1.......... 1N914
M........... 100 microamperes f.s.
x/y......... boccole o pinzette
Il pidocchio in oggetto non e' farina del mio sacco. L'ho trovato in un vec-
chio Handbook del 1989 (Chapter 33-8) e mi e' piovuto come la manna dal
cielo allorche' decisi di costruire "Transmatch statico tribanda" di IN3ZDC,
il Demetrio nazionale, om, (R.R. 3/94, pag.85). In questo accordatore erano
previste diverse bobine che andavano pretarate prima di mettere il tutto in
opera e, come ho detto prima, non possiedo ne generatore di segnali ne un
misero grid-dip meter.
Con questo arnese mi sono divertito a costruire anche trappole in cavo coas-
siale. Molto interessanti (induttanza e capacita' sono entrambe comprese
nelle spire del cavo.....) ma anche molto critiche dal punto di vista mecca-
nico; basta spostare di mezzo millimetro una spira dall'altra per variare
la risonanza di 200-300 Khz!.... Ottimo "Q". Ma inevitabilmente, strette di
banda!
Accenni costruttivi.
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La costruzione e' molto facile ed i pezzi necessari si possono trovare benis-
simo nel "cassetto dei miracoli" che ognuno di noi ha....
Due parole per la lavorazione dello spezzone di cavo coassiale (va bene sia
l'RG58 o l'RG8). La lunghezza non ha importanza e dipende dalla scatola che
si usa. Ovviamente, gli estremi del cavo saran no connessi a due prese tipo
SO-239 oppure BNC femmine da pannello,a scelta. Con un tagliabalsa asportare
circa un centimetro di guaina nella meta' della lunghezza del cavo. Fare in
modo poi, allargando le maglie della calza, di arrivare al conduttore cen-
trale asportando del isolante. Una volta raggiunto il centrale del coax sal-
dare un capo della resistenza R1. L'altro capo andra' ad uno degli estremi
del potenziometro della sensibilita'.
Cercare di effettuare collegamenti piu' corti possibili per quanto riguarda
la parte di circuito composto da R1, P1, C1, C2, D1 e C3. Dopodiche' vi e'
una tensione continua e la lunghezza dei fili per andare al microamperometro
non ha importanza (io adopero un ros-wattmetro demolito al quale ci ho
lasciato lo strumento, le prese coassiali ed il potenziometro...). Ho fatto
il foro per la boccola "x" (in realta' ho usato un passante ceramico a due
pezzi e con il perno di ottone da 3MA passante, residuato di qualche apparato
militare). Al posto della boccola "y"
ho usato un perno di ottone direttamente avvitato al frontale del contenitore
a circa 4 centimetri, in senso orizzontale, dalla boccola e collegato
internamente a tutta la circuiteria con uno spezzone di treccia di rame
ricavato dalla calza del rg-58... Per grosse bobine ho avuto qualche
problemino per collegarle ai morsetti.... Ho ovviato confezionando due
cavetti, ricavati da un puntale da tester per via del cavo piu' flessibile e
della lunghezza di 4 cm circa, in questo modo: ad un estremo di ogni cavo ho
saldato un piccola pinzetta coccodrillo e all'altro estremo un capocorda con
il foro da 3 millimetri. Quando devo misurare o tarare bobine ingombranti
avvito le "prolunghette" alle prese "x" e "y" e posso operare comodamente.
Certo, se non si adoperano e' meglio, al fine di non falsare l'induttanza
Istruzioni per l'uso:
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- scollegare il RTX dall'antenna e collegarlo, a mezzo cavo, all'ingresso
del misuratore (in RF) e l'uscita di questo (out RF) ad un carico fittizio
adeguato alla potenza che si usera';
- collegare il circuito accordato (LC) del quale si desidera sapere la
frequenza di risonanza alle prese "x" e "y". Nel caso in cui il condensatore
di accordo sia un variabile, collegare la carcassa di quest'ultimo alla
presa "y";
- accendere il RTX: portarsi con la sintonia nei pressi della frequenza che
si presume operi il circuito accordato in esame; posizionare il trasmettitore
in modo CW oppure AM oppure FM (negli ultimi due modi di emissione
assicurarsi che il mike-gain sia a zero) ed infine regolare il livello del
trasmettitore per la minima potenza e......non fate i furbi! Con potenza
zero il sistema non funziona...hi!!! Diciamo che 1, 3, o 5 watt vanno piu'
che bene... (purtroppo il mio IC-735 eroga minimo 10 watt, ma cio' non mi
crea problemi!);
- portare il potenziometro P1 per la massima sensibilita' (cursore verso il
lato opposto alla massa...);
- mandare il RTX in trasmissione: la lancetta dello strumento indicatore M1
dovrebbe gia' segnare qualcosa; azionare la sintonia alla ricerca di un
ulteriore indicazione di M1, se l'indicazione di M1 scende invertire il senso
della ricerca..... Un aumento della deflessione di M1 ci indica che ci stiamo
avvicinando alla frequenza di risonanza della bobina in esame. Se l'ago dello
strumento indicatore M1 tende ad andare verso il fondo scala (destro)
diminuire la sensibilita' dell'accrocco attraverso il potenziometro P1, cio'
si rendera' necessario diverse volte man mano che ci si avvicina alla
frequenza di risonanza. Vi sara' un massimo di segnalazione in M1 per poi,
continuando a ruotare la sintonia del RTX, iniziare a calare. Tornare indietro
lentamente fino a raggiungere di nuovo il massimo. Ripetere queste operazioni
un paio di volte e fermarsi quando si sara' giudicato per il massimo segnale
rivelato. Leggere la frequenza del RTX. Essa e' la frequenza di risonanza del
circuito accordato. Se poi questo prevede organi di regolazione, quali nuclei
nella bobina o trimmer capacitivi, si potra' portare il circuito a risuonare
sulla frequenza voluta. Il comportamento del pidocchio appena esposto e'
riferito a circuiti bobina-capacita' in parallelo. Per i circuiti serie
(capacita' in serie alla bobina) il comportamento dello strumento e'
all'incontrario, ossia: l'accordo e' segnalato non piu' da un deflettere
dell'ago verso destra....ma verso sinistra (cioe' verso lo zero).
E tutto. Se ci sono dei dubbi...siamo qua.
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73s de IT1MAM - Adam
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