Qualche chilometro dopo Santulussurgiu, Tiu Brotu disse di svoltare
a destra in una stradina che si inerpicava su per la montagna. A dire la verità
non era neanche una stradina: era poco più di una mulattiera e, con la piccola
vettura, ebbero non poche difficoltà ad arrivare fino in cima a un cucuzzolo;
da qui proseguirono a piedi.
Lucia aveva la busta di plastica con dentro la piantina e una paletta e insieme a
Maria si era incamminata dietro a Tiu Brotu che, nonostante l'età - diceva di
avere 83 anni -, si era avviato con passo rapido e deciso lungo uno stretto sentiero.
Maria dopo pochi minuti si sentiva già molto stanca. In lontananza si vedeva
il mare e l'azzurro delle sue acque dava un senso di serenità che ripagava di
tutte le fatiche fatte per arrivare fin lì. Dopo una decina di minuti di marcia,
Tiu Brotu si fermò e rivolto a Maria le indicò col bastone la costa in
lontananza.
"Vedi quel paese laggiù, vicino al mare?"
"Sì."
"Quella è Santa Caterina di Pitinnuri e il paese vicino è S'Archittu.
In mezzo c'è una collinetta, la vedi?"
"Sì, sì."
"Tia Nanna mi ha incaricato di dirti che in quella collinetta c'era la città
di Cornus e lì i Sardi Pelliti hanno combattuto contro i Romani."
Senza aggiungere altro il vecchio riprese a camminare. Le due donne rimasero ancora
un momento a osservare il magnifico panorama e poi gli andarono dietro.
Maria e Lucia non videro subito la sorgente. Alcune piante di leccio ai lati del
sentiero avevano formato una specie di grotta verde, dalla cui volta pendevano brandelli
di muschio. Seminascosta dalla vegetazione, l'acqua sgorgava silenziosamente dalla
parete di tufo.
Maria ebbe l'impressione che la natura trasudasse il liquido prezioso, che gocciolava
a terra formando una piccola pozza, da dove defluiva, attraversando il sentiero,
per dare vita a un ruscelletto che iniziava così il suo cammino verso il mare.
Tiu Brotu fece notare che il bosco intorno a loro era composto soprattutto da lecci:
la sorgente si chiamava infatti Élighes Uttiòsos, che in sardo significa
Lecci Gocciolanti. Il vecchio pastore le invitò a dissetarsi bevendo lui stesso
con le mani a coppa. Si era tolto il cappello e beveva a piccoli sorsi, gustando
la bontà e la freschezza dell'acqua. Erano quasi le undici del mattino e faceva
già molto caldo.
Tiu Brotu si allontanò, dicendo che le avrebbe attese vicino alla macchina.
Lucia consigliò alla sua giovane amica di cercare un posto adatto per trapiantare
la piantina di leccio. Maria aveva notato una piccola radura attraversata dal ruscelletto
proveniente dalla fonte e scavò una buca vicino al bordo, in modo che le radici
potessero avere accesso all'acqua facilmente. Tolse la piantina dal vaso, la mise
nella buca e coprì le radici con la terra. Con le mani spruzzò un po' d'acqua
intorno alla piantina e poi chiese a Lucia che cos'altro doveva fare.
"Sta' un po' con lei," le consigliò la donna, "poi cercati un
posto all'ombra e pensa a ciò che ti ha detto di fare Tia Nanna." Quindi
si allontanò e andò a sdraiarsi all'ombra di una quercia.
Maria si guardò intorno e decise di sedersi accanto la fonte, da dove poteva
vedere anche il mare. Chiuse gli occhi e incominciò a visualizzare la sua personale
battaglia contro la malattia.
Quando li riaprì, il sole era alto. Aveva le palme delle mani così calde
che la sensazione era quasi spiacevole, ma accanto alla fonte l'aria era fresca.
Si avvicinò alla sorgente, appoggiò le mani sul muschio bagnato e la fonte
le trasmise, insieme a una deliziosa sensazione di freschezza, una gioia inspiegabile,
una voglia di cantare, ridere, correre, che non provava ormai da tanto tempo. Le
fu grata di quel dono, perché questo fu il suo pensiero: che la fonte le avesse
regalato qualcosa, forse il suo amore. Espresse la sua gratitudine ad alta voce,
consapevole di parlare a un essere di cui per la prima volta intuiva l'esistenza.
Non si vergognava di parlare a voce alta, non pensava di essere ridicola: amava quell'acqua.
Decise di andare da Lucia per condividere con lei ciò che stava provando. Prima
però bevve ancora e ancora, gustando ogni sorso fino a che non fu sazia e, prima
di andare via, si bagnò il viso.
Era felice.
Quando arrivò alla quercia dove era seduta Lucia, gli occhi le brillavano dalla
gioia.
"Che bello!" esclamò commossa. "Sono...sono."
"Non parlare," le sussurrò Lucia, facendole cenno di venire accanto
a lei e, indicandole l'orizzonte, aggiunse:
"Siediti accanto a me. Guarda il mare."
Le due donne stettero a lungo così, immobili. Quando i raggi del sole avanzarono
fino a far scomparire l'ombra che le riparava si alzarono e si diressero verso la
macchina dove le attendeva Tiu Brotu.
Maria era raggiante. Durante il viaggio di ritorno Lucia le parlò a lungo dell'acqua
e di come questo elemento essenziale per gli esseri viventi fosse poco apprezzato
da quasi tutte le persone, che tuttavia ne facevano uso e abuso durante il corso
della loro vita. Maria ribatté che lei apprezzava l'acqua e che, anzi, ora stava
veramente imparando a conoscerla e ad amarla. Lucia dichiarò però che per
apprezzarla veramente, avrebbe dovuto ricordarsi dell'acqua e ringraziarla tutte
le volte che si lavava i denti, o si lavava le mani, o faceva la doccia.
Arrivarono a casa verso le due del pomeriggio e Tia Nanna aveva preparato loro un
piatto di maccheroni.
Durante il pranzo, Tia Nanna chiese a Maria se a Élighes Uttiòsos avesse
imparato qualcosa. La ragazza le raccontò allora delle sensazioni che aveva
avuto mentre sedeva accanto alla sorgente e di come, per la prima volta nella sua
vita, avesse incontrato un essere che definì "divino."
Tia Nanna asserì che, fin dal primo giorno che si erano viste, aveva cercato
di farle capire che l'acqua era una Dea che in tutta l'isola veniva adorata da migliaia
di anni, ma aggiunse anche che lei stava solo fingendo di non conoscerla.
"E cosa, fino ad oggi non avevi mai bevuto acqua? Prova a rimanere sette giorni
senza e dopo vedrai! O prova a restare sette minuti senza aria. Hai bisogno che qualcuno
ti stringa il collo e ti faccia mancare l'aria per accorgerti che l'aria esiste?
E allora, non venire a dirmi che non conoscevi l'acqua."
Maria non osò rispondere e appena finito di mangiare si ritirò nella sua
stanza.
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