"In ottant'anni si storia gloriosa, Il Toro ha vissuto tutto ciò che una squadra di calcio può vivere: le gioie dei trionfi più grandi, i dolori delle più grandi tragedie. Ha
conquistato sette scudetti (più uno revocato) e cinque Coppe Italia, che ne fanno la quarta società italiana. Ha avuto la più grande squadra che abbia mai
solcato i terreni di gioco del mondo, l'ha persa a Superga, un pomeriggio di quasi cinquant'anni fa. Ha lottato contro tutti, il Torino. Contro lo strapotere dei padroni
del calcio, contro gli avversari, perfino contro il destino. Di qui la sua statura che si impone anche a chi fa il tifo x gli altri. Il Toro è una fede! Anche se non
sempre una fede può vincere, il suo valore resta incontaminato. Anche se negli albi d'oro il nome del Torino inquadra titoli inferiori a quelli di altri club calcistici,
la società granata è quella che ha fatto coniare i termini migliori. Ecco il "tremendismo granata", paragonabile a un destino insolito, unico, difficilmente imitabile. Il
Toro è un emblema che puoi toccare e palpare, ma è anche un qualcosa di sacrale, che non tocchi però respiri. Sportivi e tifosi si diventa, granata si nasce! Al
Toro non è mai sufficiente vincere per dimostrarsi Toro, certe sconfitte brucianti vengono assimilate come una sorta di destino da affronatare in ogni caso: ma
resta inalterata la sostanza, perchè è costruita su una fede e non sulla semplice passione domenicale. Chi "nasce Toro" ha un suo credo antico, risorgimentale. Questa
virile diversità ha nutrito il Toro da sempre, lo ha sorretto nei momenti più crudi, non è mancata mai nei periodi più negativi. La sanguigna bandiera del Toro
ha un posto molto singolare nel panorama di un calcio diventato ormai un circense dai contorni confusi. E' questa la verità storica del Toro: il suo essere una
fortezza compatta dà valore persino agli assedianto di turno. Il resto sia pure calcio giocato, ma visto solo come una conseguenza."
"...non ce ne frega niente del calcio-industria, della recita per fingere di volere lo spettacolo quando invece si vuole semplicemente e ad ogni costo la vittoria della propria squadra. Noi siamo lì per il Toro, non per la partita del Toro, per il nuovo giocatore del Toro, per la classifica del Toro. Noi siamo lì a far sapere che siamo unici, che non esiste un amore come il nostro, che non esite una fede come la nostra. Il resto, tutto il resto, è chiacchiera ben che vada è coro (con voce fioca poi)." di Gian Paolo Ormezzano |
Dizionario dei giocatori granata
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