III.3 L'OSTERIA


The tavern Non ne conosciamo l'esatto anno di edificazione ma sappiamo comunque che, nel 1451, nel medesimo luogo ove successivamente sarebbe sorta l'osteria, erano due casette delle quali una ospitava la beccheria (macelleria). Questa apparteneva a Lorenzo di Tomaso del Palagio ed era gestita da Checco Beccaio. C'era inoltre un orto che si estendeva fino al fosso di Fontalla ed una stalla sul lato torrente Mugnone, al di là della stradella che univa la fornace al mulino del Palancone.
Si menziona per la prima volta una taverna nella Decima Repubblicana del 1498: "a nome di Guido di Lorenzo Del Palagio vi è una casa ad uso di taverna e albergo con casette di rimpetto e stalla prossima al fossato. Tiene la taverna a pigione Lorenzo di Gismondo e paga a l'anno sessantadua F.". Pertanto si può far risalire la costruzione dell'osteria al periodo compreso tra il 1451 ed il 1498.
Dal Camarlingato di Brozzi del 1512 si apprende che, mentre la beccheria era divenuta proprietà dello Spedale degli Innocenti, l'osteria apparteneva ancora a Guido Del Palagio.
Durante il XVI secolo, come tutte le proprietà degli Innocenti nella valle del Mugnone, la beccheria passò, prima a Jacopo Antonielli e poi alla famiglia Pesci di Rovezzano. Per quanto riguarda l'osteria invece non ne abbiamo più notizie fino alla prima metà del '600 quando apprendiamo dai documenti che già in precedenza era stata assegnata a Camillo Marucelli il quale, nel 1622, la cedeva alla famiglia Coverelli che diveniva anche proprietaria della beccheria.
Nella Firenze del XVII secolo le due ultime famiglie proprietarie dell'osteria erano assai in vista: i Marucelli erano famosi librai del quartiere fiorentino di San Giovanni, gonfalone del Lion d'Oro, mentre i Coverelli svolgevano l'attività di notai nel quartiere di Santo Spirito, gonfalone Ferza. Il loro peso politico è sufficientemente dimostrato dal fatto che l'osteria, attività di servizio pubblico sovvenzionata in parte dal granducato, fu assegnata prima agli uni e poi agli altri dal governo stesso della città.
Il passaggio dai Marucelli ai Coverelli avviene "per sentenza e per provvigione ottenuta nel consiglio dei 200 della città di Firenze sotto dì 15 febbraio 1622 e per proposito dei signori uffiziali del Monte del Consiglio di Firenze dì 22 febbraio 1622" e "i Coverelli vengono messi a gravezza alla regola degli altri cittadini fiorentini senza diminuzione alcuna". Come si evince dalla citazione di cui sopra, i Marucelli godevano di qualche esenzione fiscale di cui non poterono più usufruire i successivi proprietari.

Altre notizie sull'osteria di Pian di Mugnone si hanno dal contratto di vendita del 1653 rogato da Girolamo Giuntini. Attraverso tale contratto Lucrezia Coverelli e le sue sorelle vendevano l'osteria ad Andrea Pesci del quartiere di Santa Croce, gonfalone Bue. Il documento descrive con precisione e dovizia di particolari l'interno dell'osteria e le costruzioni ed i terreni che di essa fanno parte, delimitandone altresì chiaramente i confini. Nel contratto si legge infatti che "l'osteria consiste di: 4 camere, 1 desco, 2 stalle sul retro, di lato un sito di beccheria. Una casa rovinata e alcune terre sode dietro la stessa osteria che parte erano già case ed oggi casolari disfatti" (il vecchio spedale di S.Giovanni Decollato) "una casetta con stalla e portico dirimpetto alla stessa osteria". L'orto confinava con la strada, il Fosso di Fontalla ed il Torrente Mugnone e si trovava di fronte alla chiesa di San Giovanni. Sulla sponda opposta del Mugnone, nel territorio del Popolo di Santa Lucia a Trespiano, una vigna e dei terreni da pastura denominati il Prato, oltre ad una porzione di bosco, erano ancora annessi all'osteria che, in questo modo, si rendeva completamente autonoma.
Cent'anni dopo il contratto appena descritto, l'osteria era ancora di proprietà Pesci e presentava la medesima configurazione (Catasto Lorenese del 1776).
Nel 1881 (Catasto Lorense, arroti fino al 1832) certo Merlini acquista l'osteria da Giuseppe Maggioli Pesci per 138 franchi e 65 centesimi. Nel 1827 è invece proprietaria Annunziata Betti vd. Dei, ella è usufruttuaria dei figli David, Anchise, Ulisse, Vespasiano e Andrea.
Si deve giungere agli inizi del XIX secolo per conoscere il nome dei nuovi proprietari: si tratta della famiglia del Conte Mels-Colloredo di Borgo Pinti che mantiene attiva l'osteria sino alla fine dell'800 quando, in seguito alla costruzione della ferrovia Faentina, viene trasferita in un ampliamento del vecchio edificio. L'attività dell'osteria si è mantenuta sino alla prima metà del '900 per poi trasformarsi in un esercizio di rivendita alimentari e tabacchi con annesso bar che, fino agli anni sessanta, ha rappresentato l'unico polo di aggregazione per gli abitanti di Pian del Mugnone (Fig. 9).


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