III.1
La fornace di Pian di Mugnone era situata in corrispondenza dell'imbocco settentrionale dell'attuale galleria ferroviaria detta di Spiccarello e sfruttava una cava di argillite aperta poco a monte.
Gli standard qualitativi del XV secolo non erano sicuramente confrontabili con quelli attuali, infatti il tipo di materiale estratto, oggi, sarebbe difficilmente proponibile per l'uso che allora se ne faceva.
Nel 1° Catasto del 1427, a nome di Nicolò del Palagio, la fornace viene descritta "con casa da lavoratore, portico e piazzale per essiccare mattoni, embrici e calcina". Confina con una casa in rovina e con la vigna denominata "il giardino di Andrea".
Nella Decima Repubblicana del 1498 è assegnata al Capitolo di San Romolo di Fiesole: ci lavora Gismondo Fornaciaio.
Durante il '500 diviene proprietà dello Spedale degli Innocenti. Da un resoconto del fattore Nenciolini del 1553 risulta una produzione nel mese novembre di "290 embrici, 50 tegolini e 400 quadrucci". Nel 1608 viene ceduta a Jacopo di Guglielmo Antonelli del quartiere fiorentino di San Giovanni, gonfalone Lion d'Oro.
Dal Catasto Lorenese del 1776 si apprende che dal 1653 è diventata proprietà della famiglia Pesci di Rovezzano, detti anche Del Lasca, iscritti al quartiere di S.Croce, gonfalone Bue.
Nei primi anni del 1700 Bartolomeo Pesci la fa restaurare a nuovo.