III.2
Nel 1° Catasto del 1427 una cappella dedicata a San Giovanni è inserita nel vecchio spedale ovvero in quell'edificio destinato ad accogliere i viandanti e nel quale, oltre ai servizi di ristoro e alloggio, si poteva contare anche sull'assistenza spirituale di un sacerdote (rettore). Nell'antica accezione del termine, spedale è quindi molto più vicino al concetto di albergo che a quello di ospedale vero e proprio.
Lo spedale di Pian di Mugnone si trovava poco a nord della fornace, sul lato opposto della Faentina, ovvero in tutt'altro luogo rispetto alle asserzioni del Carocci che lo collocò in località del Calderaio.
L'antica struttura ,costituita da un numero minimo di stanze e la cui fondazione è attribuita da un vecchio manoscritto (Domenico Manni: Zibaldone, Biblioteca Riccardiana di Firenze) a Uguccione Bondoni nel giorno 1 aprile 1303, dopo un secolo di onorato servizio, si trovava ormai in condizioni di completa fatiscenza. Il suo stato di abbandono ed inutilizzazione era tale da far sì che essa non fosse più soggetta ad alcuna tassazione; ciò nonostante Nicolò Del Palagio, alla cui famiglia era stato assegnato da tempo il diritto di patronato, continuava a sborsare 30 fiorini annui per il mantenimento del cappellano.
La decadenza dello spedale era ovviamente parallela a quella della cappella in esso ospitata tanto che la vedova di Benedetto Del Palagio, donna Ludovica, si assunse l'onere, assieme ai propri figli, della costruzione di una nuova chiesa.
L'edificio, al quale fu imposto il nome attribuito alla precedente cappella, trovò luogo "sopra strada poco sopra la fornace, divisa da questa dalla vigna chiamata il giardino di Andrea. Dalla parte nord un'altra vigna proprietà della chiesa stessa lo divide dall'albergo di Mugnone".
L'impegno economico di donna Ludovica risultò notevole. Nel Catasto del 1451 sono riportati i beni immobili che essa cedette all'arcivescovo di Firenze attraverso una serie di atti rogati dal notaio Jacopo da Romena: "Si tratta della 7a parte del Palagio di Firenze e delle altre appartenenze della famiglia nel popolo di San Michele Visdomini. La 4a parte dell'abituro della Torre, canonica di Fiesole luogo detto a Pian di Mugnone. 1 casa ad uso d'albergo, Canonica di Fiesole, Pian di Mugnone la tiene a pigione e la gestisce Andrea di Matteo. 1 Podere luogo detto a San Polo. Canonica di Fiesole. La metà di un podere in Mugello luogo detto Magognano popolo di San Martino a Cornacchiaia".
Ludovica Del Palagio dichiara che "tutti i sopradetti beni sono posseduti dal rettore della sopraddetta chiesa o cappella si che a me non sospetta nessuna rendita e no ne debbo averti suso nessuna gravezza". Ed inoltre, in data 1447: "A cagione che detti miei figlioli avevano rifiutata l'eredità di Benedetto loro padre e per chiarigione dei magnifici ufiziali e loro collegi chiariranno Guido e fratelli mi figlioli e di Benedetto non essere insugati in detta gravezza che si riversa ai figlioli eredi come detto sopra".
La donazione di donna Ludovica, certamente in parte dettata da sinceri sentimenti religiosi, va interpretata anche come la ricerca di un recupero di credibilità rispetto ad un recente passato che aveva visto la sua famiglia ostile alla potenza dei Medici e della Chiesa. Stupito il popolo e compiaciuto il potere, sperava di riacquistare agli occhi di tutti quel peso politico che stava progressivamente perdendo.
Alla prodigalità dei Del Palagio facevano eco, pochi chilometri a monte in località Querciola, sempre sulla via Faentina, anche i potenti Cresci che, nel 1460, sulle rovine di uno spedaletto, edificavano il convento della Maddalena per poi donarlo ai frati domenicani di San Marco a Firenze.
Ulteriori notizie sull'oratorio di Pian di Mugnone sono reperibili presso gli archivi della chiesa di Fontelucente e vescovile di Fiesole:
La chiesa di S.Giovanni Battista Decollato,alla quale era annesso un piccolo cimitero, possedeva due altari ed un campanile a una campana. Ospitava un trittico di Mariotto di Nardo di fine '300 donato dalla famiglia Palmieri. La festa capitolare si svolgeva ogni anno il 19 agosto.
La decadenza dell'istituzione è sottolineata nel 1624 dal vescovo Tommaso Ximenez in visita pastorale; nella sua relazione egli si sofferma sul cattivo stato e sulla necessità di intervenire con notevoli opere di restauro.
Nel 1696 il rettore Luigi Perier, appellandosi all'inagibilità del luogo, si rivolge al vescovo affinchè lo autorizzi a celebrare la messa in un posto più confacente.
All'inizio del 1700 l'oratorio fu definitivamente interdetto a favore della chiesa di Fontelucente dove nel 1723, fu anche trasferita la tavola dipinta da Mariotto di Nardo. Così, dopo oltre quattro secoli di attiva presenza, scompare dalla valle del Mugnone questa istituzione religiosa.
Benchè la vecchia cappella venisse successivamente demolita, per consentirne l'esistenza almeno da un punto di vista giuridico e quindi rientrare nei benefici fiscali, continuarono regolarmente le nomine dei suoi rettori.
La legge dell'11.V.1775 mutò le antiche favorevoli condizioni ed "i beni della chiesa di S.Giovanni Decollato vengono messi a gravezza fiscale trasportando le rendite della vigna di opere 5 e della casa nel Borgo di Mugnone dal conto dei Religiosi esenti al conto pagante. Conto della vigna lire ... scudi 3 soldi 6, conto della casa lire ... scudi 4 soldi 3".
La tassazione dei beni annessi alla ex-cappella indusse i religiosi ad abbandonare i loro interessi in quel luogo per passare la mano ai privati. Nel Catasto Lorenese, Campioni del 1789, si definisce la proprietà della vigna: "in data 11 marzo 1789 in esecuzione del veneratissimo prefetto di S.A.R. per il quale viene ordinato che la decima che esisteva in conto per padrone diretto sopra i beni concessi a livello tornino ad essere regolarizzati e che la suddetta vigna di dominio diretto alla chiesa di San Giovanni Decollato concessa da gran tempo a livello essendovi di Giovanni-Andrea Pesci annuo canone di lire 18 e come in consenso al quale in filza sotto N°18 .... e si leva dalla chiesa di San Giovanni in Pian di Mugnone. Rettore il Rev.M. ... a.83 con stima di lire ... scudi 3 soldi 6".