articolo pubblicato nel numero di febbraio 2004

I miti della dance: BARRY WHITE
di Edoardo Milani

Ci occupiamo stavolta di un grosso personaggio (in tutti i sensi) della discomusic, Barry White. Analizzare la sua vita e il suo percorso artistico ci aiuta molto a capire com'è avvenuto quel processo di mutazione della musica soul e r&b così importante da caratterizzare l'avvento della discomusic.


Il destino comune di tanti artisti neri americani era quello di nascere in realtà povere, di avere un talento innato per la musica e puntualmente finire a cantare (magari con esiti poco soddisfacenti) nel coro parrocchiale. Accadde per tantissimi come Tina Turner e puntualmente anche per Barry White (classe 1944). I primi approcci con la musica perciò furono caratterizzati dalle lezioni di pianoforte della madre ma anche dallo sviluppo di una certa sensibilità nell'ascolto della radio, unico "veicolo" che allora portava musica nuova nelle case. Il caratteristico tono di voce che conosciamo giunse improvvisamente da un giorno all'altro nel periodo della pubertà. La leggenda narra che una mattina Barry si svegliò e impaurì involontariamente la madre (che si mise a gridare) semplicemente rivolgendosi a lei con questa "nuova" voce.
All'età di 15 anni Barry decise di lasciare la scuola per dedicarsi interamente alla musica. Malgrado il suo interesse nell'arrangiamento e nella composizione finì per fare delle esperienze come cantante in band giovanili come quella dei Five-Du tones e degli Atlantics con i quali registrò alcune canzoni. Nello stesso periodo si esibì in alcuni club di Los Angeles con la formazione degli Upfronts. Il definitivo passo verso la musica fu compiuto nel 1963 dopo aver affinato le sue qualità di musicista, tecnico del suono e produttore musicale. Barry ebbe l'occasione di partecipare alla realizzazione del singolo "Harlem shuffle" di Bob e Earl (si , proprio quello reinciso dai Rolling Stones nell'86) dove conobbe l'arrangiatore Gene Page. Arrivano tre anni dopo i primi singoli come solista con lo pseudonimo "Lee Barry" diventati delle rarità per collezionisti come "Man ain't nothin'" e "I don't need it". I tempi sono maturi per i primi grandi successi. Lavorando come A&R il suo talento passò attraverso le voci di Viola Wills, Felice Taylor, Lori Hampton e una cantante della Motown Brenda Holloway che più avanti collaborò nei lavori di White.
Improvvisamente gli sforzi di Barry vennero vanificati dal fallimente dell'etichetta (Mustang/Bronco) dove lavorava. Dovette ripiegare in una produzione musicale più difficile con artisti minori e scrivere qualche colonna sonora per cartoni animati.
Nel frattempo Barry fece l'incontro "fatale" in una sessione con Gene Page alla Motown, conobbe, Diane Taylor, Glodean e Linda James. Pensando subito di lavorare con le loro voci, Barry scrisse canzoni e preparò il trio finché finalmente nel 1972 dopo aver firmato con la UNI esce il primo singolo della Love Unlimited, Walking in the rain with the one I love, un grosso hit in America e Inghilterra. Da questo momento in poi la strada sarà ascendente e vedrà il "fenomeno" Barry White essere sempre più coinvolto in prima persona. Si alterneranno così album della Love Unlimited (nel frattempo diventata Love Unlimited Orchestra) ai suoi fino alla fusione dovuta anche al matrimonio in seconde nozze con Glodean James. E' il periodo dei suoi grandi classici che durerà fino alla fine degli anni '70; menzioniamone alcuni:
Love's theme (purtroppo ora tanto inflazionato televisivamente come del resto "All you need is love" dei Beatles) numero uno nella classifica americana e top ten in 25 paesi inaugurava il filone discomusic con grande organico orchestrale al quale seguiranno Van Mc Coy, Salsoul Orchestra, Vincent Montana Jr. e altri.
Can't get enough of your love, babe si imponeva con il suono che alla fine caratterizzò l'artista nel corso del decennio, cioè una sostanziosa base orchestrale, un parlato e un successivo "sfogo" dove le vocalità venivano sfruttate appieno.
You're the first, the last, my everything nato come follow up di Can't get enough si è rivelato alla fine la vera colonna sonora degli anni '70 diventando un grande classico ancora oggi ballato con entusiasmo nelle discoteche.
You see the trouble with me e It's extasy when you lay down next to me grosse hit dell'epoca recentemente riciclate rispettivamente in un bootleg di Black legend e da Robbie Williams (Rock DJ).
Just the way you are lo stupendo brano di Billy Joel viene reinterpretato in maniera talmente elegante da venir quasi preferito all'originale.
Potremmo continuare ancora per molto perché la discografia di Barry White tra il 1973 e il 1979 conta ben 20 album. Volendo analizzare gli elementi della sua musica che hanno contribuito al cambiamento e all'avvento della discomusic potremmo soffermare la nostra attenzione sugli arrangiamenti che pur come già sottolineato vantavano di organici molto numerosi, prediligendo la ritmica sempre in primo piano con una particolare attenzione a cassa e rullante. Una marcatura del ritmo che con la strumentazione dell'epoca veniva enfatizzata con l'uso del rullante assieme alla cassa. La bravura nell'orchestrazione segnò il punto di forza negli anni '70, il tallone d'Achille nel decennio successivo con l'avvento dell'elettronica.
Alla fine degli anni '70 il panorama musicale cambiò fortemente. Barry White decise di fare fronte a questi cambiamenti fondando una sua etichetta la "Unlimited Gold". E' proprio al suono di questa etichetta che molti dj's si sono legati, ricorderemo tre mix tra tutte le uscite: Bayou, High steppin' hip dressin' fella (you got it together) e Welcome abroad. Singoli questi di notevole eleganza, molto graditi dai dj's ma un po' meno dal pubblico che soprattutto in Europa era ormai sotto l'influenza della New Wave al punto che l'etichetta chiuse i battenti nel 1984. Gli anni '80 si presentavano difficili non solo per gli insuccessi musicali. ma anche per la morte di una delle Love Unlimited, Diane Taylor e l'assassinio del fratello Darryl. Fu anche un periodo di riconversione in cui Barry White prese familiarità con le apparecchiature elettroniche che erano nel frattempo entrate di diritto negli studi di registrazione (sintetizzatori, drum machines etc.). Dal break beat si affacciava prepotentemente un'altra rivoluzione nella black music, l'hip-hop e vecchi brani del periodo Mustang-Bronco vennero ripescati dai rappers. Così verso la fine degli anni '80 si assiste a una rivalutazione del repertorio. Esce un nuovo album e una collezione di successi che rappresenta il miglior risultato di vendite di White per il mercato inglese. Con questo incoraggiamento la sua carriera riparte e lo vede protagonista nell'arco degli anni '90 con tre album di grande livello ma anche con cameo televisivi e cinematografici, collaborazioni con altre popolarità del panorama musicale come Isac Hayes, Chaka Khan, Puff Daddy e Quincy Jones. Di grande effetto anche i duetti con Lisa Stansfield come All around the world e The longer we make love.
L'ultimo album, Staying Power, del 1999 vince due Grammy per miglior interpretazione maschile e per migliore cantante "traditional" R& B.
Nonostante i suoi mille progetti, Barry si spegne ai primi di luglio del 2003 (a soli 58 anni) per insufficienza renale. Con lui se ne va un pezzo di storia della discomusic e della black music. Noi continuiamo a ricordarlo per il suo suono così caldo, per il suo modo di essere romantico ma al tempo stesso sviluppare energia sulla pista da ballo; il suo mito rivive ogni volta che vediamo la gente muoversi al suono della sua voce. Inevitabilmente vengono in mente le parole di una sua canzone: "Let the music play..."


 

BARRY WHITE ALBUMS:
I'VE GOT SO MUCH TO GIVE (20th Century T 407) 1973
STONE GON' (20th Century T 423) 1973
NO LIMIT ON LOVE (Supremacy SUP 8002) 1974
CAN'T GET ENOUGH (20th Century T 444) 1974
JUST ANOTHER WAY TO SAY I LOVE YOU (20th Century T 466) 1975
GREATEST HITS (20th Century T 493) 1975
LET THE MUSIC PLAY (20th Century T 502) 1976
IS THIS WHATCHA WONT? (20th Century T 516) 1976
BARRY WHITE SINGS FOR SOMEONE YOU LOVE (20th Century T 543) 1977
BARRY WHITE THE MAN (20th Century T 571) 1978
THE MESSAGE IS LOVE (Unlimited Gold JZ 35763) 1979
I LOVE TO SING THE SONGS I SING (20th Century T 590) 1979
BARRY WHITE'S SHEET MUSIC (Unlimited Gold JZ 36208) 1980
THE BEST OF OUR LOVE ... (OUR BEST TO YOU) (Unlimited Gold Z2X 36957) 1980
BARRY AND GLODEAN (Unlimited Gold FZ 37054) 1981 [By Barry White and Glodean White]
GREATEST HITS VOLUME 2 (20th Century T 599) 1981
BEWARE (Unlimited Gold FZ 37176) 1981
CHANGE (Unlimited Gold FZ 38048) 1982
DEDICATED (Unlimited Gold FZ 38711) 1983
THE RIGHT NIGHT AND BARRY WHITE (A. & M. SF 5154) 1987
BARRY WHITE THE MAN IS BACK (A. & M. 75021 5256) 1989
PUT ME IN YOUR MIX (A. & M. 75021 5377) 1991
THE ICON IS LOVE (A. & M. 31454 0115) 1994
BOSS SOUL: THE GENIUS OF BARRY WHITE (Bronco/Del-Fi DFCD 71255) 1997
STAYING POWER (Private Music 01005 82185 2) 1999
BARRY WHITE THE ULTIMATE COLLECTION (Universal Music 560 471-2) 2000

LOVE UNLIMITED ALBUMS:
FROM A GIRL'S POINT OF VIEW... WE GIVE TO YOU LOVE UNLIMITED (UNI 73131) 1972
UNDER THE INFLUENCE OF.. LOVE UNLIMITED (20th Century T 414) 1973
IN HEAT (20th Century T 443) 1974
HE'S ALL I'VE GOT (Unlimited Gold U 101) 1977
LOVE IS BACK (Unlimited Gold JZ 36130) 1979
THE BEST OF LOVE UNLIMITED (Mercury 314 532 408-2)

LOVE UNLIMITED ORCHESTRA ALBUMS:
RHAPSODY IN WHITE (20th Century T 433) 1974
TOGETHER BROTHERS SOUNDTRACK (20th Century ST 101) 1974
WHITE GOLD (20th Century T 458) 1974
MUSIC MAESTRO PLEASE (20th Century T 480) 1975
MY SWEET SUMMER SUITE (20th Century T 517) 1976
MY MUSICAL BOUQUET (20th Century T 554) 1978
SUPER MOVIE THEMES-JUST A LITTLE BIT DIFFERENT (20th Century T 582) 1979
LET 'EM DANCE (Unlimited Gold JZ 36131) 1981
WELCOME ABOARD (The Love Unlimited Orchestra Presents Mr Webster Lewis) (Unlimited Gold FZ 37425) 1981
RISE (Unlimited Gold FZ 38366) 1983
THE BEST OF BARRY WHITE'S LOVE UNLIMITED ORCHESTRA (Mercury 314 526 945-2)









 

 

 

 

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