articolo pubblicato nel numero di marzo 1999

Giradischi, che passione!!
di Edoardo Milani

Ancora una volta, il protagonista indiscusso della pista da ballo è il piatto giradischi che, nonostante la sua veneranda età (120 anni se partiamo dal primo fonografo di Edison), ha ancora molte cose da dire o meglio da farci sentire. Il piatto è diventato oggetto di fascino e culto per i dj che raramente rinunciano a questo supporto nelle loro serate. Nella cultura urbana, il piatto viene considerato a guisa di strumento musicale ed introdotto a pieno titolo come tale ad esempio nelle band di musica hip hop per creare scratches ed effetti sonori vari che da anni forgiano il suono di questo genere musicale. Il giradischi quindi, che, per le sue peculiarità, viene considerato elemento insostituibile
non solo per i dj professionisti ma anche per quella frangia di collezionisti (vi assicuro non esigua) che non vuole rinunciare alla qualità per il proprio vinile.

LA STORIA

Verso la fine degli anni '60, contemporaneamente all'avvento dei sistemi hifi, si sviluppava anche il modello club con musica riprodotta, il juke-box aveva dato l'impulso ad un'evoluzione sociale che culminò con la grande popolarità delle discoteche, dei dj e della discomusic. Un'unica marca in quel tempo teneva banco, era la Thorens, sino ad allora all'avanguardia nella produzione di giradischi di qualità dal più semplice al più sofisticato. Ma una grande rivoluzione era in atto e come tutte le rivoluzioni portò una ventata di novità, in questo caso rappresentata dalla marca svizzera Lenco ed i suoi storici modelli L75 ed L78S che, con la loro particolare trazione a puleggia conica, si aggiudicarono il titolo di "mulo da discoteca" ed hanno imperato incontrastati durante l'intera seconda metà degli anni '70, l'epoca d'oro della discomusic. Nel frattempo la Technics sperimentava la trazione diretta con il suo SL 2000. Discreta diffusione in quel periodo ebbe anche il giradischi inglese Transcriptor, dovuta più alla sua comparsa nel film "Arancia meccanica" e ad un fattore di design piuttosto che ad una reale peculiarità tecnica. Seguirono altre marche minori: Garrard, BSR, Rotel... All'inizio degli anni '80 la Technics presentò il nuovo SL 1200 MK II, una nuova versione aggiornata rispetto al 1200 degli anni '70 che presentava una differenza che lo rese inconfondibile: lo slider per la regolazione del pitch control. La Technics produsse molti altri modelli, ma questo fu destinato a diventare lo standard mondiale. Nei primi anni '90, la parola piatto giradischi era molto impopolare, infatti, nell'impianto domestico, il piatto aveva ceduto il posto al lettore cd. Oggi si registra una leggera ripresa dovuta in primo luogo all'immissione sul mercato di nuovi prodotti, secondariamente al ritorno dei nostalgici e dei collezionisti che per varie ragioni hanno voluto dotare il loro impianto hifi anche del giradischi.
Per quanto riguarda la discoteca, diamo uno sguardo alla situazione odierna, tracciando dei profili esemplificativi di alcuni prodotti sul mercato.


IL PANORAMA ATTUALE

TECHNICS SL 1200 MK II

Rappresenta nello stesso tempo il top e lo standard, il giradischi con la "G" maiuscola che ha fatto il giro del mondo e, per le sue caratteristiche, è stato scelto da migliaia di dj.
Costruito con materiali di qualità, il milledue non teme rumble, scratch e sollecitazioni di ogni genere al piatto. I suoi dodici chili e mezzo sono la croce e delizia del dj. Se da un lato infatti, tale peso gli conferisce eccezionale robustezza, dall'altro rende il trasporto non molto agevole (ecco spiegata la sviluppata muscolatura dei dj che lavorano con il loro impianto).


GEMINI PT 1000

Dopo una vasta sperimentazione produttiva, questa casa ha deciso di produrre uno strumento che, per caratteristiche e performances, si avvicina molto allo standard attuale.
Rappresenta l'ideale compromesso per chi vuole risparmiare qualche preziosa carta da centomila senza rinunciare a determinati requisiti che ogni piatto da discoteca dovrebbe possedere.
Molto comoda ed intelligente anche l'idea del porta testina e della predisposizione alla lampada che in situazioni di scarsa illuminazione risulta sempre comoda.


KAM BDX 180

E' un giradischi semiautomatico con trazione a cinghia. In questo caso si è voluto offrire un prodotto dal prezzo molto contenuto con prestazioni comunque accettabili. Certo, si è dovuto ovviamente economizzare sui materiali impiegati, ma ciò non ha pregiudicato di molto l'efficienza dell'apparecchio. Il BDX 180 è un giradischi per tutte le tasche che permetterà al neofita un approccio intelligente evitando investimenti spropositati e consentirà a tutti quei gestori di piccoli locali, music bar etc., di dotarsi di una consolle sempre utile che risponderà alle loro esigenze.


SONY PS-LX 300 H

Con grande sorpresa la Sony ha pensato di iniziare la produzione di questo nuovo modello dal look molto accattivante. Le sue caratteristiche rappresentano una via di mezzo tra il consumer ed il professionale. Dotato anch'esso di slider per il pitch control, il PS-LX 300 H offre il massimo rapporto qualità/prezzo con particolare riguardo nella cura del braccio che di solito, nelle fasce basse di prezzo, viene trascurata. E, se è vero che anche l'occhio vuole la sua parte, questo piatto non potrà che fare bella figura.



 

 

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