14/07/2004

Ancora record per Michael Moore. Al suo esordio nelle sale cinematografiche britanniche Fahrenheit 9/11 ha sbancato i botteghini e incassato in cinque giorni circa 2 milioni di euro. Mai un documentario aveva guadagnato tanto in Inghilterra al primo weekend di programmazione. Negli Usa ed in Canada il film, che ha vinto la Palma d'Oro a Cannes, ha incassato poco meno di 70 milioni di dollari. Nel frattempo il regista torna ad attaccare Bush e il governo statunitense. Per Moore gli Stati Uniti con la loro "guerra contro il terrore", seminano violenza piuttosto che contenerla. "Dovrebbero essere gli israeliani a stanare e uccidere Osama sono più bravi di noi in una cosa del genere" ha detto il regista che ha anche chiarito che è giusto catturare i responsabili degli attentati dell'11 settembre. Con il suo nuovo film Fahrenheit 9/11, Moore ha ribadito l'intenzione di esercitare un'influenza politica in vista delle elezioni presidenziali: "Spero che alla fine del film, quando scorrono i titoli di coda, il pubblico salti in piedi e accenda le fiaccole, voglio una massa furibonda. L'idea che Bush possa vincere le elezioni in autunno mi fa ammalare".

 
 

 

 

 

 

 

15/06/2004

Boicottaggio web contro Michael Moore. L'organizzazione Usa Move America Forward, che sostiene la lotta al terrorismo negli Stati Uniti, ha lanciato una campagna via e-mail e Internet per spingere gli esercenti americani a non programmare nei loro cinema il documentario anti-Bush vincitore della Palma d'Oro, Fahrenheit 9/11, la cui uscita è fissata per il 25 giugno in 1000 copie. Sul proprio sito, la Move America Forward invita il pubblico stesso a scrivere ai responsabili di 23, tra grosse e piccole, catene cinematografiche per esprimere il proprio disappunto sulla proiezione del documentario. A commentare l'iniziativa è stato Tom Ortenberg, presidente della Lions Gate, che distribuisce con la IFC, Fahrenheit 9/11: "L'unico messaggio che si dovrebbe recepire dalla visione del documentario, che si sia a favore della guerra in Iraq, che la si opponga o che si sia indecisi, è che in questo Paese non c'è bisogno di ulteriore censura". Prosegue nel frattempo la "battaglia" di Moore contro la decisione di vietare il film ai minori di 17 anni non accompagnati. I distributori hanno chiesto all'MPAA di abbassare il divieto ai 13 anni, ma la commissione d'appello si riunirà soltanto il 22 giugno, tre giorni prima dell'arrivo in sala di Fahrenheit 9/11.
 
 

 

 

 

 

 

14/06/2004

Fahrenheit 9/11 uscirà negli Usa vietato ai minori di 17 anni. Il documentario anti-Bush di Michael Moore, vincitore della Palma d'Oro al festival di Cannes, è stato classificato con la lettera "R" ("Restricted") dalla Motion Picture Association of America (MPAA) il che significa che non sarà consentito l'ingresso in sala ai ragazzi di età inferiore ai 17 anni non accompagnati dai genitori o da un tutore. Per l'associazione delle grandi indutrie americane il film - la cui uscita è fissata per il 25 giugno in 1000 copie - "contiene immagini violente e un linguaggio non appropriato". "E' probabile che molti 15-16enni siano reclutati per andare a combattere in Iraq, allora se sono abbastanza grandi per andare a rischiare le loro vite in guerra, è giusto che possano vedere cosa accade in quel Paese" ha commentato Moore. A causa del suo contenuto fortemente politico Fahrenheit 9/11 aveva già avuto molte difficoltà a trovare un distributore, soprattutto dopo il divieto a farlo uscire imposto dalla Disney alla controllata Miramax. Il documentario è un vero e proprio atto d'accusa contro il Presidente Usa George W. Bush, reo, secondo Moore, di avere strumentalizzato la tragedia dell'11 settembre e di aver dato inizio alla guerra in Iraq per scopi meramente economici. Il regista premio Oscar per Bowling a Columbine, ipotizza inoltre un legame tra la famiglia Bush e quella di Osama Bin Laden. Fahrenheit 9/11 arriverà in sala, a pochi mesi dalle elezioni presidenziali, con l'etichetta della "Fellowship Adventure Group", un'associazione creata ad hoc dall'IFC e dall'indipendente Lions Gate. La notizia del divieto ha mandato su tutte le furie i presidenti delle due società, Tom Ortenberg (Lion) e Jonathan Sehring (IFC), che definiscono la misura "totalmente ingiusta" e fanno sapere che passeranno presto per vie legali. Decade invece l'ipotesi di un film sul Premier inglese Tony Blair e sul ruolo avuto nella guerra in Iraq. "Mi spiace averti spaventato, Tony. Stavo solo scherzando" ha detto Moore, smentendo sul suo sito Internet quanto aveva egli stesso dichiarato all'agenzia Reuter durante un'intervista.   
 
 

 

 

 

 

 

07/05/2004

La Disney "boicotta" Michael Moore. La Casa di Topolino ha "proibito" alla Miramax (sua consociata) di distribuire nelle sale Fahrenheit 9/11 il nuovo ed esplosivo documentario firmato dal regista di Bowling a Columbine. Lo rivela il sito di Variety, secondo il quale dietro il "dictat" imposto dalla major alla società di Harvey Weinstein ci sarebbero motivi politici. Il film - che sarà presentato in concorso al festival di Cannes - secondo quanto rivelato dallo stesso regista, conterrebbe rivelazioni scottanti sugli avvenimenti dell'11 settembre, sul presunto legame tra la famiglia di George W. Bush e Osama Bin Laden, nonché sul modo in cui il presidente Usa avrebbe strumentalizzato la tragedia a livello internazionale. La Miramax è già da tempo al lavoro per un lancio in grande stile del documentario, ma Fahrenheit 9/11 non figura nel listino delle uscite estive della società, benché l'arrivo in sala fosse previsto a luglio. Il portavoce della Miramax, Matthew Hiltzik, ha fatto sapere che è attualmente allo studio una soluzione per risolvere la controversia, come affidare la distribuzione del film ad una piccola casa indipendente e lasciare alla società di Weinstein la gestione del marketing. Ma secondo Variety, la decisione avrebbe seriamente compromesso i rapporti tra Weinstein e il capo della Disney, Michael Eisner. Il precedente documentario di Moore, Bowling a Columbine è stato un successo di proporzioni straordinarie: costato soltanto 3 milioni di dollari, ne ha incassati 120 e vinto un Oscar.
 
 

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