ATTO TERZO (La Sezione Prima del Tribunale Rivoluzionario. Vasto stanzone a piano terreno ridotto per una metà a tribunale, l'altra riservata al pubblico. Sulla tavola della presidenza sta collocata una colossale urna di legno dipinto. Dietro la tavola un gran drappo tricolore, steso su due picche, portante scritto: CITTADINI! LA PATRIA È IN PERICOLO! Mathieu e Orazio Coclite stanno presso all'urna. L'altra metà dello stanzone è stipata da gente diversa. Si raccolgono pubbliche offerte. Mathieu apostrofa i presenti, tiene la sua pipa nella mano e vi aspira, fra parola e parola, ingorde boccate.) MATHIEU Dumouriez traditore e giacobino è passato ai nemici (Tra sè) il furfantaccio! (A voce alta) Coburgo, Brunswich, Pitt (Tra sè) crepi di peste! (A voce alta) e il vecchio lupanare dell'Europa tutta, contro ci stanno! Oro e soldati! Onde quest'urna ed io che parlo a voi rappresentiam l'immagine della patria! (Un gran silenzio accoglie il discorso de Mathieu, però, nessuno va ad offrire) Nessun si move? Che la ghigliottina ripassi ad ognun la testa e la coscienza! (Alcuni vanno e gittano nella grande urna oggetti e danaro.) È la patria in periglio! Or, come già Barère, io levo il grido di Louverture "Libertà e patate!" (vedendo sopraggiungere Gérard, s'interrompe con gloria) Ma, to', laggiù è Gérard! Ei vi trarrà di tasca gli ex Luigi con paroline ch'io non so!... (Gérard appare.) M'infischio dei bei motti! Ed anche me ne vanto! CITTADINI Cittadino Gérard, salute! Evviva! MATHIEU La tua ferita? GÉRARD Grazie, cittadini! (a Mathieu) La forte fibra mia m'ha conservato alla mia patria ancora! MATHIEU (indicando l'urna) Ecco il tuo posto! (riprende il discorso di prima) Dumouriez, traditore e girondino, è passato ai nemici (Tra sè) muoian tutti! (A voce alta) È la patria in pe... (accorgendosi che la pipa è spenta) Cedo la parola. GÉRARD Lacrime e sangue dà la Francia! Udite! Laudun ha inalberato vessillo bianco! È in fiamme la Vandea! E la Bretagna ne minaccia! Ed Austriaci, e Prussiani, e Inglesi, e tutti nel petto della Francia gli artigli armati affondano! Occorre e l'oro e il sangue! L'Inutil oro ai vostri vezzi, donne francesi, date! Donate i vostri figli alla gran madre, o voi, madri francesi! (Le donne, commosse, accorrono dapprima poche poscia alla rinfusa e con grande entusiasmo, e, giunte all'urna, vi gettano dentro tutto quanto hanno in dosso di danaro e d'ornamento.) CITTADINE (in piccoli gruppi) Prendi, è un ricordo! ... A te! ... Un anello! ... E un braccialetto! ... Prendi! ... Otto giorni di lavoro! ... Una fibbia d'argento! ... A te! (Appare Madelon una cieca guidata per un fanciullo di quindici anni; Tutti, innanzi alla vecchia, lasciano il passo) MADELON Largo! ... Largo! ... CITTADINE Son due bottoni d'oro! ... Quanto posseggo! ... Una crocchetta! ... Prendi! ... a te! ( appoggiata alle spalle di un fanciullo, si avvicina lentamente alla tavola mutata in altare della patria.) MADELON Son la vecchia Madelon. Mio figlio è morto; avea nome Roger; morì alla presa della Bastiglia; il primo suo figlio ebbe a Valmy galloni e sepoltura. Ancora pochi giorni, e io pur morrò. (spinge dolcemente innanzi a sè il fanciullo, presentandolo) È il figlio di Roger. L'ultimo figlio, l'ultima goccia del mio vecchio sangue. Prendetelo! Non dite che è un fanciullo. È forte... Può combattere e morire! GÉRARD Noi l'accettiamo! Dinne il nome suo. MADELON Roger Alberto. (Uno scrive il nome sul registro.) GÉRARD A sera partirà MADELON (al fanciullo, esplodendo in singhiozzi) Gioia, addio! (abbraccia forte il fanciullo che la bacia) Portatemelo via! (conducono via il fanciullo) Chi mi dà il braccio? (Molti accorrono a lei, e Madelon si allontana lentamente. I Rappresentanti fanno ritirare l'urna, poi si allontanano. Gérard siede al tavolo e stende rapporto pel Comitato. La folla a poco a poco dirada. Mathieu con una scopa si mette a spazzare il locale che in breve diverrà Tribunale. La Carmagnola è l'anima della strada.) FOLLA (Interno) Amici ancor cantiam, beviam, amici, ancor, danziam ognor! Colmo il bicchier, allieta il cor, colmo il bicchier, cantare e ber! Viva la libertà! Viva la libertà! Danziam la Carmagnola! Evviva il suon del cannon! L'INCREDIBILE (si avvicina a Gérard) L'uccello è nella rete! GÉRARD Lei? L'INCREDIBILE No; il maschio. È al Lussemburgo! GÉRARD Quando? L'INCREDIBILE Stamattina. GÉRARD E come? L'INCREDIBILE Il caso! GÉRARD Dove? L'INCREDIBILE A Passy, presso un amico. GÉRARD E lei? L'INCREDIBILE Ancor nessuna traccia. Ma tal richiamo è il maschio per la femmina che volontariamente (penso e credo) essa a noi verrà! GÉRARD No; non verrà. (lontano un grido confuso) L'INCREDIBILE Ascolta! GÉRARD Grida son... Monelli aizzati. (Uno strillone passa sotto la finestra.) L'INCREDIBILE No; i soliti strilloni. STRILLONE (Interno) L'arresto importantissimo di Andrea Chénier! L'INCREDIBILE Queste grida arriveranno a lei! GÉRARD Ebbene? (con un debole atto di ribellione, scostando da sè con un gesto l'Incredibile) L'INCREDIBILE (con cenno ironico) Ebbene?... Donnina innamorata che d'aspettar s'annoia, se passata è già l'ora del desiato ritrovo al nido, ch'io muoia se la bella presaga all'ansia vinta, non ti discende per la via così, com'è, discinta! Esce correndo, e indaga, e vola, e scruta, e spia! To'! passa uno strillone? E vocia un nome? Oh, come tutta impallida! Ma non vacilla o china! Possanza dell'amor! In quel dolor cessa la donna ed eccola eroina! Tutto oserà! Laonde, tu la vedrai! Pazienza! A te verrà! E questo il mio pensier. Incredibile, ma vero! (Gérard si è alzato e passeggia febbrilmente.) GÉRARD Più fortemente m'odierà! L'INCREDIBILE Che importa? Nella femmina vi sono il corpo e il cuore! tu scegli il corpo: è la parte migliore! Stendi l'atto d'accusa! (quasi imperiosamente gli accenna di scrivere) Andrea Chénier sia tosto deferito al tribunale! Fouquier-Tinville aspetta. Scrivi! (s'allontana e va ad osservare sulla piazza il movimento della gente) GÉRARD (siede per scrivere) Esito dunque? Andrea Chénier segnato ha già Fouquier-Tinville. Il fato suo è fisso. Oggi o doman... (Deponendo la penna) No! è vile! È vile! (L'Incredibile, vedendolo esitante, ritorna presso di lui:) L'INCREDIBILE Come vola il tempo! Affollan già le vie! (si allontana di nuovo. Gérard riprende la penna; riflette.) GÉRARD Nemico della Patria?! È vecchia fiaba che beatamente ancor la beve il popolo. (scrive ancora) Nato a Costantinopoli? Straniero! Studiò a Saint Cyr? Soldato! (riflette ancora, poi trionfante d'una idea subito balenatagli scrive rapidamente) Traditore! Di Dumouriez un complice! E poeta? Sovvertitor di cuori e di costumi! (a quest'ultima accusa diventa pensoso e gli si riempiono gli occhi di lacrime; deponendo la penna ancora; si alza e passeggia lentamente) Un dì m'era di gioia passar fra gli odi e le vendette, puro, innocente e forte. Gigante mi credea ... Son sempre un servo! Ho mutato padrone. Un servo obbediente di violenta passione! Ah, peggio! Uccido e tremo, e mentre uccido io piango! Io della Redentrice figlio, pel primo ho udito il grido suo pel mondo ed ho al suo il mio grido unito... Or smarrita ho la fede nel sognato destino? Com'era irradiato di gloria il mio cammino!... La coscienza nei cuor ridestar delle genti! Raccogliere le lagrime dei vinti e sofferenti! fare del mondo un Pantheon! gli uomini in dei mutare e in un sol bacio e abbraccio tutte le genti amar! Or io rinnego il santo grido! Io d'odio ho colmo il core, e chi così m'ha reso, fiera ironia è l'amor! (con disperazione) Sono un voluttuoso! Ecco il novo padrone: il Senso! Bugia tutto! Sol vero la passione! (vedendo ritornare presso a lui l'Incredibile, firma la condenna e la dà all'Incredibile) L'INCREDIBILE Sta bene! Ove trovarti se ... GÉRARD Qui resto. (L'Incredibile si allontana nel tempo stesso che entra il Cancelliere del Tribunale Rivoluzionario. Gérard consegna a questi delle carte e con esse la nota degli accusati tra cui Andrea Chénier. Il Cancelliere si allontana.) MADDALENA (alla porta) Carlo Gérard? MATHIEU Là! entrate! MADDALENA (entrando ed avvicinandosi a Gérard) Se ancor di me vi sovvenite non so! Son Maddalena di Coigny. (interpretando un gesto di Gérard come una ripulsa) Ah, non m'allontanate! Se voi non m'ascoltate io son perduta! GÉRARD Io t'aspettava! Io ti volevo qui! Io son che come veltri ho a te lanciato orde di spie! Entro a tutte le vie la mia pupilla è penetrata, e ad ogni istante! Io, per averti, preso ho il tuo amante! MADDALENA A voi! Qui sto! Vendicatevi! GÉRARD Non odio! MADDALENA Perchè m'avete qui voluta? GÉRARD Perchè ti volti qui? Perchè ti voglio! Perchè ciò è scritto nella vita tua! Perchè ciò volle il mio voler possente! Era fatale e vedi s'è avverato! Io t'ho voluto allor che tu piccina pel gran prato con me correvi lieta, in quell'aroma d'erbe infiorate e di selvaggie rose! Lo volli il di che mi fu detto: "Ecco la tua livrea!" e, come fu sera, mentre studiavi un passo di minuetto, io, gallonato e muto, aprivo e richiudevo una portiera... La poesia in te così gentile di me fa un pazzo, grande e vile! Ebben? Che importa? Sia! E fosse un'ora sola, io voglio quell'ebbrezza de' tuoi occhi profondi! Io pur, io pur, io pur voglio affondare le mie mani nel mare dei tuoi capelli biondi! (audacemente levandosi ritto) Or dimmi che farai contro il mio amor? MADDALENA Io corro nella via! Il nome mio vi grido! Ed è la morte che mi salva! (Gérard va a frapporsi tra Maddalena e le due uscite.) GÉRARD No, tu non lo farai! No! Tuo malgrado, tu mia sarai! MADDALENA Ah! ... (colpita d'un pensiero) Se della vita sua tu fai prezzo il mio corpo, ebbene, prendimi! (gli si avvicina lenta, sublime di quel suo sacrificio) GÉRARD Come sa amare! MADDALENA La mamma morta m'hanno alla porta della stanza mia; moriva e mi salvava! poi a notte alta io con Bersi errava, quando ad un tratto un livido bagliore guizza e rischiara innanzi a' passi miei la cupa via! Guardo! Bruciava il loco di mia culla! Così fui sola! E intorno il nulla! Fame e miseria! Il bisogno, il periglio! Caddi malata, E Bersi, buona e pura, di sua bellezza ha fatto un mercato, un contratto per me! Porto sventura a chi bene mi vuole! (ad un tratto, nelle pupille di Maddalena si effonde una luce di suprema gioia) Fu in quel dolore che a me venne l'amor! Voce piena d'armonia e dice: "Vivi ancora! Io son la vita! Ne' miei occhi è il tuo cielo! Tu non sei sola! Le lacrime tue io le raccolgo! Io sto sul tuo cammino e ti sorreggo! Sorridi e spera! Io son l'amore! Tutto intorno è sangue e fango? Io son divino! Io son l'oblio! Io sono il dio che sovra il mondo scendo da l'empireo, fa della terra un ciel! Ah! Io son l'amore, io son l'amor, l'amor" E l'angelo si accosta, bacia, e vi bacia la morte! Corpo di moribonda è il corpo mio. Prendilo dunque. Io son già morta cosa! (Il cittadino Cancelliere si avvicina a Gérard, gli pone innanzi alcuni fogli scritti e ritorna al suo stanzino. Gérard prende i fogli lasciati dal Cancelliere e vi butta gli occhi sopra. È la lista degli accusati. Un nome gli balza subito agli occhi - quello di Chénier.) GÉRARD Perduto! La mia vita per salvarlo! MADDALENA (con un immenso grido di gioia) Voi lo potete!... Stamane egli arrestato fu. GÉRARD Ma chi l'odiava per oggi ha preparato il suo giudizio, ... la sua morte!... (accorgendosi della folla in strada dietro al cancello) La folla già, curiosa ed avida di lacrime, di sangue! (dalle stanze contigue odesi il rumore dei fucili e delle sciabole dei gendarmi. Con disperazione a Maddalena) Udite? È il calcio dei fucili! Sono i gendarmi! E là sta già Chénier! MADDALENA (con un ultimo grido dove c'è tutto quanto può soffrire un'anima) Salvatelo! Salvatelo! GÉRARD La rivoluzione i figli suoi divora! MADDALENA Salvatelo! (Gérard colto da un'idea corre al tavolo e scrive rapidamente un biglietto al Presidente.) GÉRARD Il tuo perdono è la mia forza! Grazie!...Io l'ho perduto, difenderlo saprò! (Il pubblico si rovescia nella sala tumultuante, eccitato.) MERCANTILE (ad una vecchia) Mamma Cadet! Presso alla sbarra, qui! MATHIEU Ohè, Cittadina, un po' di discrezione! MERCANTILE (ad alcune compagne) Di qui si vede e si ode a perfezione! MATHIEU Oggidì grande infornata, pare. VECCHIE Qui si gode la vista d'ogni cosa! UNA PESCIVENDOLA Venite qua, cittadina Babet! ALCUNI UOMINI Molti ex! ... ALTRI UOMINI La Legray! ... ALTRI UOMINI E un poeta! ... UNA DONNA Venite! ... VECCHIE Sì! ... (Mercatile bisticciandosi con le vecchie) MERCANTILE Più in là! LE VECCHIE Voi più in là! MATHIEU (vedendo il bisticcio) Ohè là, quelle lingue cittadine! LE DONNE (chiacchierando fra loro) Voi state bene? ... Sì! e voi? ... Così, così! ... Venite dal mercato? Io no! Dalla barriera! Notizie avete? ... No! ... E voi nulla sapete? ... Hanno accresciuto il pane! ... Lo so, lo so! ... È un tiro di quel cane d'inglese detto Pitt! ... (Entrano i giurati seguiti dai giudici) MATHIEU Passo ai giurati! GÉRARD (a Maddalena) Eccoli, i giudici. MERCANTILE Chi presiede è Dumas! ... ALCUNI UOMINI Vilate! ... ALTRI UOMINI Pittore! ... MERCANTILE L'altro è lo stampatore tribuno Nicola? ... ALCUNI UOMINI Ecco laggiù Fouquier! (Appare Fouquier-Tinville.) TUTTI L'accusatore pubblico! MADDALENA E gli accusati? (stringendosi impaurita presso Gérard) GÉRARD (Indicando una porta chiusa) Di là, ...presso ai giurati. (La porta si schiude e Maddalena soffoca un grido.) MADDALENA Ecco... mi manca l'anima! (Compariscono otto gendarmi, poi, in mezzo ai soldati ad uno ad uno seguono gli accusati. Ultimo è Chénier. Dopo, altri gendarmi.) Egli non guarda... Ah, pensa a me! MATHIEU (alle mercantile che sussurrano) Silenzio! DUMAS (chiama gli accusati) Gravier de Vergennes! FOUQUIER-TINVILLE (leggendo una nota) Un ex referendario. CITTADINI È un traditore! È un traditore! (Dumas fa cenno all'accusato di sedere e legge un altro nome.) DUMAS Laval-Montmorency! FOUQUIER-TINVILLE Convento di Montmartre. CITTADINI Aristocratica! (La monaca alza la mano per parlare.) FOUQUIER-TINVILLE Taci! CITTADINI A che parlar? Sei vecchia! Taci e muori! (La monaca lancia uno sguardo di sprezzo. Il pubblico la deride) DUMAS Legray! (Si leva una donna: vorrebbe parlare ma il pubblico le impone silenzio.) CITTADINI (Le impone silenzio) Ah! DUMAS Andrea Chénier! GÉRARD (a Maddalena) Coraggio! MADDALENA (guardando Chénier) O amore! DONNE Ecco il poeta! ALCUNI UOMINI Fouquier-Tinville attentamente legge! ALTRI UOMINI Pericoloso è l'accusato! FOUQUIER-TINVILLE Scrisse contro la rivoluzione! Fu soldato con Dumouriez! CITTADINI È un traditor! CHÉNIER (a Fouquier-Tinville) Menti! FOUQUIER-TINVILLE, DUMAS (a Chénier) Taci! GÉRARD Parla! MADDALENA O mio amore! CITTADINI Parli! Parli! Parli!... Si discolpi dalle accuse! GÉRARD (disperato a Maddalena) Io son che ciò feci! CHÉNIER Si, fui soldato e glorioso affrontato ho la morte che, vile, qui mi vien data. Fui letterato, ho fatto di mia penna arma feroce contro gli ipocriti! Con la mia voce ho cantato la patria! Passa la vita mia come una bianca vela: essa inciela le antenne al sole che le indora e affonda la spumante prora ne l'azzurro dell'onda ... Va la mia nave spinta dalla sorte a la scogliera bianca della morte? Son giunto? Sia! Ma a poppa io salgo e una bandiera trionfale sciolgo ai venti, e su vi è scritto: Patria! (a Fouquier-Tinville) A lei non sale il tuo fango! Non sono un traditore. Uccidi? Ma lasciami l'onor! FOUQUIER-TINVILLE Udiamo i testimoni. (Mentre Mathieu e l'Incredibile si fanno avanti, Gérard si fa violentemente largo nella folla. ) GÉRARD Datemi il passo! Carlo Gérard! FOUQUIER-TINVILLE Sta ben; parla! GÉRARD L'atto di accusa è orribile menzogna! FOUQUIER-TINVILLE (sorpreso) Se tu l'hai scritto?! (e mostra il foglio) GÉRARD Ho denunziato il falso e lo confesso! (Movimento nella folla e grida di sorpresa. Fouquier si leva ritto e picchia febbrilmente sul foglio scritto da Gérard.) FOUQUIER-TINVILLE Mie faccio queste accuse e le rinnovo! GÉRARD La tua è una viltà! FOUQUIER-TINVILLE Tu offendi la patria e la giustizia! CITTADINI (Rifere Gérard) Esso è un sospetto, fu comprato! GÉRARD Qui la giustizia ha nome tirannia! CITTADINI Taci! ... GÉRARD Qui è un orgia d'odi e di vendette! Il sangue della patria qui cola! Siam noi che feriamo il petto della Francia! Chénier è un figlio della Rivoluzione! L'alloro a lui, non dategli la morte! La Patria è gloria! CITTADINI ... Taci! Taci! Alla lanterna! Sì, fuori della legge! Alla lanterna! Alla lanterna! Egli è un traditore! Fu comprato! Taci! Imponigli silenzio, o Dumas! ... (Al suon dei tamburi passa un gruppo di soldati che vanno alla guerra.) GÉRARD Odila, o popolo, là è la patria, dove si muore colla spada in pugno! Non qui dove le uccidi i suoi poeti. (Fouquier-Tinville fa segno ai giurati di ritirarsi; essi partono. Gérard accorre verso Chénier, abbracciandolo e baciandolo.) CHÉNIER (a Gérard) O generoso! o grande! Vedi! Io piango! GÉRARD Guarda laggiù! Quel bianco viso... È lei! CHÉNIER Lei? Maddalena! Ancor l'ho riveduta! (I giurati rientrano. Il loro capo presenta a Dumas per mezzo del Cancelliere, il verdetto.) Or muoio lieto! GÉRARD Io spero ancora. (Dumas dà una rapida occhiata al verdetto. Il silenzio è assoluto) DUMAS Morte! FOUQUIER-TINVILLE Morte! (fa segno ai condannati di ritirarsi. Maddalena lancia un grido di disperazione seguito da singhiozzi) MADDALENA Andrea! Andrea! Rivederlo! |
ACTO TERCERO (La sección primera del tribunal revolucionario. Amplia estancia en la planta baja la mitad reservada para el tribunal, y la otra mitad al público. En la mesa de la presidencia está colocada una colosal urna de madera pintada. Detrás de la mesa un gran paño tricolor en el que se ve escrito: "¡CIUDADANOS! ¡LA PATRIA ESTÁ EN PELIGRO!. Cerca de la urna están Horacio Cocles y Mathieu. La otra mitad de la estancia esta repleta de gente diversa. Se recogen contribuciones públicas. Mathieu agradece los presentes, tiene su pipa en la mano, y la aspira, entre palabra y palabra, con grandes bocanadas) MATHIEU Dumouriez, traidor y girondino, se ha pasado al enemigo (para sí) ¡mal nacido! (en voz alta) Coburgo, Brunswick, Pitt (para sí) ¡reviente de peste! (en voz alta) y el viejo lupanar de Europa entera ¡están contra nosotros! ¡Oro y soldados! ¡Así que esta urna y yo que os hablo representamos la imagen de la patria! (Un gran silencio acoge el discurso de Mathieu, pero nadie ofrece nada) ¿Nadie se mueve? ¡Que la guillotina repase a todos la cabeza y la conciencia! ((Algunos se acercan y arrojan en la gran urna objetos y dinero) ¡La patria está en peligro! ¡Ahora, como antes Barère, yo levanto el grito de Louvertur: "¡Libertad y patatas!" (Viendo acercarse a Gérard, se interrumpe con alegría) ¡Pero, toma: allí abajo está Gérard! ¡Él os sacará de los bolsillos los ex luises con palabrejas que yo no sé! (Gérard se aproxima ) ¡Me importan un rábano las palabras bonitas! ¡E incluso presumo de ello! CIUDADANOS ¡Ciudadano Gérard, salud! ¡Viva! MATHIEU ¿Y tu herida? GÉRARD ¡Gracias ciudadanos! (A Mathieu) ¡Mi fuerte constitución me ha preservado aún para mi patria! MATHIEU (señalando la urna) ¡Aquí esta tu puesto! (Retomando el discurso del principio) Dumouriez, traidor y girondino, se ha pasado al enemigo (para sí) ¡que se mueran todos!. (en voz alta) La patria está en pe (notando que la pipa está apagada) Cedo la palabra. GÉRARD ¡Francia da lágrimas y sangre! ¡Oíd! ¡Laudun ha enarbolado bandera blanca! ¡La Vendée está en llamas! ¡Y Bretaña nos amenaza! ¡Y austríacos y prusianos e ingleses, y todos hunden sus garras armadas en el pecho de Francia! ¡Se necesita oro y sangre! ¡Mujeres francesas, dad el oro inútil de vuestros collares! ¡Madres francesas, dad vuestros hijos a la madre grande! (Las mujeres, conmovidas, acuden al principio unas pocas desordenadamente, y, con gran entusiasmo, van echando dentro de la urna todo el dinero y las joyas que llevan) CIUDADANAS (en pequeños grupos) ¡Toma! ¡Es un recuerdo! ¡Para ti! ¡Un anillo! ¡Es un brazalete!... ¡Toma!... ¡Ocho días de trabajo!... ¡Una hebilla de plata!... ¡Para ti! (Aparece Madelon una ciega guiada por un muchacho de quince años; todos le dejan paso.) MADELON ¡Paso! ¡ Paso! CIUDADANAS ¡Son dos botones de oro! ¡Cuanto poseo! ¡Una crucecita! ¡Toma! ¡Para ti! (Apoyada en los hombros del muchacho, se acerca lentamente a la mesa convertida en altar de la patria) MADELON Soy la vieja Madelon, mi hijo murió, se llamaba Roger; murió en la toma de la Bastilla; su primer hijo logró en Valmy galones y sepulturas. Dentro de pocos días yo también moriré. (Empuja suavemente hacia adelante al muchacho, presentándolo.) ¡Éste es el hijo de Roger! ¡El último hijo, la última gota de mi vieja sangre! ¡Tomadlo! ¡No digáis que es un niño! ¡Es fuerte .. puede combatir y morir! GÉRARD ¡Nosotros lo aceptamos! Di su nombre. MADELON Roger Alberto. (Uno escribe el nombre en el registro) GÉRARD ¡Por la noche partirá! MADELON (al chico, estallando en sollozos) ¡Adiós, alegría mía! (Abraza fuerte al chico, que la besa.) ¡Lleváoslo de mi lado! (Apartando al chico) ¿Quién me da el brazo? (Muchos de acercan a ella, y Madelon se aleja lentamente. Los representantes hacen retirar la urna; después se alejan. Gérard se sienta a la mesa y despliega el informe para el Comité. La multitud, poco a poco, se dispersa. Mathieu, con una escoba, se pone a barrer el local que en breve será tribunal. La carmañola es el alma de la calle) MULTITUD (fuera) ¡Amigos, cantemos todavía, bebamos amigos, bailemos siempre! ¡Llena la copa! ¡Alegre el corazón, llena la copa! ¡Cantar y beber! ¡Viva la libertad! ¡Viva la libertad! ¡Dancemos la carmañola! ¡Y viva el ruido del cañón! INCREÍBLE (aproximándose a Gérard) ¡El pájaro ha caído en la red! GÉRARD ¡Ella! INCREÍBLE No; el macho. ¡Está en el Luxemburgo! GÉRARD ¿Cuándo? INCREÍBLE Esta mañana. GÉRARD ¿Y cómo ha sido? INCREÍBLE ¡La casualidad! GÉRARD ¿Dónde? INCREÍBLE En Passy, en casa de un amigo GÉRARD ¿Y ella? INCREÍBLE ¡Ninguna pista aún! ¡Pero es un reclamo tal el macho para la hembra que voluntariamente (pienso y creo) ella vendrá a nosotros! GÉRARD ¡No; no vendrá! (Se oye a lo lejos un grito agudo y confuso) INCREÍBLE ¡Escucha! GÉRARD Son gritos... Chiquillos excitados. (Pasa un vendedor de periódicos bajo la ventana) INCREÍBLE No; los vendedores de periódicos de costumbre. VENDEDOR DE PERIÓDICOS (desde dentro) ¡El importantísimo arresto de Andrea Chénier! INCREÍBLE ¡Estos gritos llegarán hasta ella! GÉRARD ¿Y qué? (Con un débil acto de rebeldía, aparta de sí con un gesto al Increíble) INCREÍBLE (con acento irónico) ¿Y qué?... Mujercita enamorada que se cansa de esperar, si ya ha pasado la hora del ansiado encuentro en el nido, ¡que me muera si la bella, presagiando algo y vencida por el ansia, no baja a la calle, tal como esté, desarreglada! ¡Sale corriendo e indaga! ¡Y vuela! ¡Y escudriña! ¡Y espía! ¡Calla! ¿Pasa un vendedor de periódicos? ¿Y grita un nombre? ¡Oh, cómo empalidece! ¡Pero no vacila ni se dobla! ¡El poder del amor! ¡En aquel dolor termina la mujer y empieza la heroína! ¡Se atreverá a todo! ¡Allí la verás! ¡Paciencia! ¡Vendrá a ti! ¡Esto es lo que pienso! ¡Increíble pero real! (Gérard se ha levantado y pasea febrilmente) GÉRARD ¡Me odiarás todavía más! INCREÍBLE ¿Qué importa? ¡En la mujer hay cuerpo y corazón! ¡Tú eliges el cuerpo! Es la mejor parte. ¡Extiende un acta de acusación! (Casi autoritario, le hace señas para que escriba) ¡Que Andrea Chénier sea enseguida enviado al tribunal! ¡Fouquier-Tinville espera! ¡Escribe! (Se aleja y va a observar el movimiento de la gente en la plaza) GÉRARD (disponiéndose a escribir) ¿Así que dudo? ¡Fouquier-Tinville ya ha marcado a Andrea Chénier! ¡Su suerte está echada! Hoy o mañana (Deja la pluma.) ¡No! ¡Es una cobardía! ¡Es una cobardía! (El Increíble, viéndole vacilar regresa cerca de él) INCREÍBLE ¡Cómo vuela el tiempo! ¡Las calles ya se llenan! (Se aleja de nuevo. Gérard coge de nuevo la pluma; reflexiona) GÉRARD ¿Enemigo de la patria? Es un viejo cuento que felizmente el pueblo aún se traga. (Comienza a escribir.) ¿Nacido en Constantinopla? ¡Extranjero! ¿Estudió en Saint-Cyr? ¡Soldado! (Reflexiona de nuevo, se le ocurre una idea y escribe rápidamente) ¡Traidor! ¡Cómplice de Dumouriez! ¿Y poeta? ¡Pervertidor de corazones y costumbres! (Con esta última acusación queda pensativo y se le llenan los ojos de lágrimas; dejando de nuevo la pluma; se levanta y pasea lentamente) ¡Un día me alegraba pasar entre odios y venganzas, puro, inocente y fuerte! ¡Gigante me creía!... ¡Pero soy todavía un siervo! ¡Sólo he cambiado de amo! ¡Un siervo obediente a la violenta pasión! ¡Ah, peor! ¡Mato y tiemblo, y mientras mato, lloro! Yo, hijo de la Redentora, fui el primero en oír su grito por el mundo y uní el mío al suyo. ¿Ahora he perdido la fe en el destino soñado? ¡Qué lleno de gloria estaba mi camino!... ¡Despertar la conciencia en el corazón de las gentes! ¡Recoger las lágrimas de los vencidos y los que sufren! ¡Hacer del mundo un panteón! ¡Hacer de los hombres dioses, y en un solo beso y un solo abrazo amar a todas las gentes! ¡Ahora yo reniego del santo grito! Tengo lleno de odio el corazón, y quien me ha convertido así, fiera ironía, ¡ha sido el amor! (Con desesperación) ¡Soy un voluptuoso! ¡Éste es mi nuevo dueño: la sensualidad! ¡Todo mentira! ¡Sólo la pasión es verdad! (Viendo regresar junto a él al Increíble, firma la condena y se la da) INCREÍBLE ¡Está bien! Dónde encontrarte si... GÉRARD ¡Me quedo aquí! (El Increíble se aleja al mismo tiempo que entra el Canciller del Tribunal Revolucionario. Gérard le entrega los documentos y con ellos la nota de acusación contra Andrea Chénier. El Canciller se aleja ) MAGDALENA (desde la puerta) ¿Carlos Gérard? MATHIEU ¡Allí! ¡Entrad! MAGDALENA (entrando e aproximándose a Gérard) ¡No sé si aún os acordáis de mí! Soy Magdalena de Coigny. (Interpretando un gesto de Gérard como un acto de repulsa) ¡Ah, no os alejéis! ¡Si vos no me escucháis estoy perdida! GÉRARD ¡Te esperaba! ¡Te quería aquí! ¡Yo soy el que ha lanzado contra ti hordas de espías como fieras! ¡Por todos los caminos mi pupila ha penetrado, y en todo instante! ¡Yo, por tenerte, he apresado a tu amante! MAGDALENA ¡Soy vuestra! ¡Aquí estoy! ¡Vengaos! GÉRARD ¡No odio! MAGDALENA ¿Por qué habéis querido traerme aquí? GÉRARD ¿Por qué te quería tener aquí? ¡Porque te quiero! ¡Porque está escrito en tu vida! ¡Porque lo quiere mi poderosa voluntad! ¡Era el destino, y mira, se ha cumplido! ¡Yo ya te quería cuando tú, pequeña, corrías conmigo alegre por el prado, en medio de aquel aroma de hierbas floridas y de rosas salvajes! ¡Te quise el día en que se me dijo: "Aquí está tu librea", y al atardecer, mientras estudiabas un paso de minueto, yo, engalanado y mudo, abría y cerraba una puerta... ¡La poesía tan gentil en ti, hace de mi un loco grande y vil! ¿Y bien? ¿Qué importa? ¡Así sea! ¡Y, aunque fuese por una sola vez, yo quiero aquella embriaguez de tus ojos profundos! ¡Yo también, yo quiero hundir mis manos en el mar de tus cabellos rubios! (Con atrevimiento, se levanta erguido) Ahora dime ¿cómo te defenderás de mi amor? MAGDALENA ¡Yo saldré a la calle! ¡Allí gritaré mi nombre! ¡Y será la muerte la que me salvará! (Gérard va a impedírselo y salen los dos) GÉRARD No, no lo harás. ¡No! ¡Aunque no lo quieras, serás mía! MAGDALENA ¡ah!... (Con un súbito pensamiento) ¡Si pones a mi cuerpo como precio de su vida pues bien, tómame! (Se le acerca lentamente, consciente de su sacrificio) GÉRARD ¡Cómo sabe amar! MAGDALENA ¡Mataron a mi madre en la puerta de mi alcoba; moría y me salvaba! Después en plena noche anduve errante con Bersi, cuando de repente un lívido resplandor apareció y aclaró ante mis pasos el oscuro camino. ¡Miro! ¡Mi hogar estaba en llamas! ¡Así me quedé sola! ¡Y a mi alrededor nada! ¡Hambre y miseria! ¡La necesidad, el peligro! ¡Caí enferma! Y Bersi, buena y pura, traficó, mercadeó con su belleza para salvarme. ¡Llevo la desventura a quien me quiere! (Y en un momento, las pupilas de Magdalena reflejan una gran alegría) ¡Fue entre aquel dolor como el amor llegó a mí! Una voz llena de armonía me dijo: "¡Vive todavía! ¡Yo soy la vida! ¡En mis ojos está tu cielo! ¡Tú no estás sola! ¡Yo recojo tus lágrimas! ¡Yo me encuentro en tu camino y te socorro! ¡Sonríe y espera! ¡Yo soy el amor! ¿Alrededor todo es sangre y barro? ¡Yo soy divino! ¡Soy el olvido! Soy el dios que desciende de las alturas y hace de la tierra un cielo! Ah! ¡Yo soy el amor, yo soy el amor." Y el ángel se acerca, besa y al besar, besa la muerte! ¡Mi cuerpo es el cuerpo de una moribunda! ¡Tómalo, pues! ¡Yo ya estoy muerta! (El ciudadano canciller se acerca a Gérard y le pone delante algunas hojas escritas y retorna a su lugar. Gérard coge las hojas que le ha dado el Canciller y les echa una mirada por encima. Es la lista de los acusados. Un nombre le salta súbitamente a los ojos, es el de Chénier) GÉRARD ¡Perdido! ¡Mi vida para salvarlo! MAGDALENA (con un gran grito de alegría) ¡Vos podéis hacerlo!... ¡Fue arrestado esta mañana! GÉRARD ¡Pero quien le odia ha preparado para hoy su juicio ... su muerte! (Dándose cuenta que la gente se encuentra en la calle detrás de la verja) Ya está aquí la gente, curiosa y ávida de lágrimas, de sangre! (De la estancia contigua llega el rumor de los fusiles de los gendarmes. Con desesperación a Magdalena) ¿Oís? ¡Son las culatas de los fusiles! ¡Son los gendarmes! ¡Y allá está ya Chénier! MAGDALENA (con un último grito que muestra todo lo que puede sufrir un alma) ¡Salvadle! ¡Salvadle! GÉRARD ¡La revolución devora a sus hijos! MAGDALENA ¡Salvadle! (asaltado por una idea, corre a la mesa y escribe rápidamente una nota al presidente) GÉRARD ¡Tú perdón es mi fuerza! ¡Gracias!... ¡Yo lo he perdido, yo lo sabré defender! (El público llena la sala, tumultuoso, ruidoso, excitado) VENDEDORAS (a una vieja) ¡Mamá Cadet! ¡Acércate a la barandilla! MATHIEU ¡Eh! ¡Ciudadana, un poco de discreción! VENDEDORAS (a alguna compañera) Desde aquí se ve y se oye perfectamente. MATHIEU ¡Hoy hay gran hornada, parece! MUJER VIEJA ¡Desde aquí se disfruta de una buena vista! PESCADERA ¡Venid aquí, ciudadana Babet! ALGUNOS HOMBRES ¡Muchos ex! OTROS HOMBRES ¡La Legray! OTROS HOMBRES ¡Y un poeta! UNA MUJER ¡Venid! MUJER VIEJA ¡Sí! (Vendedoras riñendo con la vieja) VENDEDORAS ¡Apartaos! MUJER VIEJA ¡Apartaos, vosotras! MATHIEU (viendo la riña) ¡Eh! ¡Esas lenguas, ciudadanas! MUJERES (parloteando entre ellas) ¡Estáis bien! ¡Sí! ¿Y vosotras? ¡Así, así! ¿Venís del mercado? ¡Yo no! ¡De la barrera! ¿Tenéis noticias? ¡No! ¿Y vosotras no sabéis nada? ¡Han aumentado el pan! Lo sé, lo sé. ¡Es una jugada de aquel perro inglés llamado Pitt! (Entran los jurados seguidos de los jueces) MATHIEU ¡Paso a los jurados! GÉRARD (a Magdalena) Mira, los jueces. VENDEDORAS ¡El que preside es Dumas! ALGUNOS HOMBRES ¡Vilate! OTROS ¡El pintor! VENDEDORAS ¿El otro es el impresor tribuno Nicolás? ALGUNOS HOMBRES ¡Mira, allá abajo está Fouquier! (Aparece Fouquier-Tinville. ) TODOS ¡El fiscal! MAGDALENA ¿Y los acusados? (Asustada cerca de Gérard) GÉRARD (señalando la puerta cerrada) ¡Allá, cerca de los jurados! (La puerta se abre y Magdalena sofoca un grito) MAGDALENA ¡Mira Desfallezco! (Aparecen los gendarmes, después, entre los soldados y uno a uno siguen los acusados; Chénier es el último. Después, otros gendarmes) ¡Él no mira! ¡Ah, piensa en mí! MATHIEU (a las vendedoras que están susurrando) ¡Silencio! DUMAS (leyendo la lista de los acusados) Gravier de Vergeness. FOUQUIER-TINVILLE (leyendo una nota) ¡Un ex delator! MULTITUD ¡Es un traidor! ¡Es un traidor! (Dumas hace señas al acusado para que se siente y lee otro nombre) DUMAS Laval Montmorency. FOUQUIER-TINVILLE ¡Convento de Montmartre! MULTITUD ¡Aristócrata! (La monja levanta la mano para hablar) FOUQUIER-TINVILLE ¡Calla! MULTITUD ¿Para qué hablar? ¡Eres vieja! ¡Calla y muere! (La monja lanza una mirada de desprecio. El público la escarnece) DUMAS ¡Legray! (Se levanta una mujer; quiere hablar, pero el público le impone silencio) MULTITUD (haciéndola callar) ¡Ah! DUMAS ¡Andrea Chénier! GÉRARD (a Magdalena) ¡Valor! MAGDALENA (mirando a Chénier) ¡Amor mío! MUJERES ¡Ahí está el poeta! ALGUNOS HOMBRES ¡Fouqu¡er-Tinville lee atentamente! OTROS ¡El acusado es peligroso! FOUQUIER-TINVILLE Escribió contra la Revolución. Fue soldado con Dumouriez MULTITUD ¡Es un traidor! CHÉNIER (a Fouquier-Tinville) ¡Mientes! FOUQUIER-TINVILLE Y DUMAS (a Chénier) ¡Calla! GÉRARD ¡Habla! MAGDALENA ¡Oh, amor mío! MULTITUD ¡Que hable! ¡Que hable! ¡Que hable! ¡Que se defienda de las acusaciones! GÉRARD (desesperado a Magdalena) ¡Soy yo el que ha hecho esto! CHÉNIER Sí, fui soldado y glorioso me enfrenté la muerte que aquí se me da vilmente. Fui literato, hice de mi pluma un arma feroz contra los hipócritas. ¡Con mi voz canté a la patria! Mi vida pasa como una vela blanca; levanta los mástiles al sol que la dora, y hunde la proa en el azul de las olas. ¿Mi nave, corre impulsada por la suerte, hacia la blanca escollera de la muerte? ¿He llegado? ¡Así sea! Pero yo subo a popa y despliego al viento una bandera triunfal, que lleva escrito: "Patria" (a Fouquier-Tinville) ¡Tu fango no llega hasta ella! No soy un traidor. ¿Me matas? ¡Pero déjame el honor! FOUQUIER-TINVILLE ¡Oigamos a los testigos! (Mientras Mathieu y el Increíble se adelantan, Gérard se abre paso con violencia entre la gente) GÉRARD ¡Abrid paso! ¡Soy Carlos Gérard! FOUQUIER-TINVILLE Está bien. ¡Habla! GÉRARD ¡El acta de acusación es una horrible mentira! FOUQUIER-TINVILLE (sorprendido) ¡Si lo has escrito tú mismo! (Le muestra la nota) GÉRARD He denunciado en falso y lo confieso. (Movimiento entre la gente y grito de sorpresa. Fouquier se levanta erguido y golpea febrilmente sobre la nota escrita por Gérard) FOUQUIER-TINVILLE ¡Hago mías estas acusaciones y las renuevo! GÉRARD ¡Esto es una vileza! FOUQUIER-TINVILLE ¡Ofendes a la patria y a la justicia! MULTITUD (refiriéndose a Gérard) ¡Es un sospechoso, lo han comprado! GÉRARD ¡Aquí la justicia se llama Tiranía! MULTITUD ¡Calla! GÉRARD ¡Esto es una orgía de odio y de venganzas! ¡Aquí se derrama la sangre de la patria! ¡Somos nosotros los que herimos el pecho de Francia! ¡Chénier es un hijo de la Revolución! ¡Laureles para él, no le deis la muerte! ¡La patria es gloria! MULTITUD ¡Calla! ¡Calla! ¡Al patíbulo! ¡Sí, quedas fuera de la ley! ¡Al patíbulo! ¡Al patíbulo! ¡Él es un traidor! ¡Lo han comprado! ¡Calla! ¡Hazle callar, Dumas!... (Al son de los tambores pasa un grupo de soldados que van a la guerra) GÉRARD ¡Óyela, pueblo, la patria está allí donde se muere empuñando la espada! No aquí donde se mata a sus poetas. (Fouquier-Tinville hace señas a los jurados de retiran; ellos salen. Gérard corre hacia Chénier, abrazándole y besándolo) CHÉNIER (A Gérard) ¡Oh, generoso! ¡Oh grande! ¡Mira... estoy llorando! GÉRARD ¡Mira allá abajo! ¡Aquel pálido rostro... es ella! CHÉNIER ¿Ella? ¡Magdalena! ¡Aún la he podido volver a ver! (El jurado regresa. El portavoz presenta a Dumas por medio del Canciller, el veredicto) ¡Ahora muero contento! GÉRARD ¡Yo aún tengo esperanzas! (Dumas da una rápida mirada al veredicto El silencio es absoluto.) DUMAS ¡Muerte! FOUQUIER-TINVILLE Muerte! (Hace señas al condenado de retirarse. Magdalena lanza un grito de desesperación seguido de un sollozo) MAGDALENA ¡Andrea! ¡Andrea! ¡Volverlo a ver! |