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COS'È LA METAFISICA? ©
by keroppi
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Ti voglio spiegare cos'è la metafisica. Obietterai: "Chi sei tu per venire a spiegare a me la metafisica?" oppure: "che me ne importa della metafisica!" Allora, supponi che invece di spiegarla a te, la stia spiegando a me stesso e fingi per un momento che tutto ciò possa interessarti.
Quando mi domando "cos'è la metafisica?" penso alla tigre. Forse perché poche immagini sono più cruente e concrete, ma al contempo semplici, per rappresentare la ferocia della metafisica. La metafisica ti affronta come la tigre, e ti divora. Se per prudenza ti acquatti tra i cespugli e ne spii i movimenti, allora ti aspetta una sorte peggiore: ti perderai nella contemplazione delle sue striature e precipiterai rapidamente nella follia. Un'altra immagine della metafisica: la clessidra. Quest'accostamento è più banale e immediato: una delle fondamentali questioni della metafisica è appunto il Tempo.
Io non penso a una generica tigre o a una generica clessidra: la tigre e la clessidra cui penso ogni volta che mi domando "cos'è la metafisica?" sono sempre la stessa tigre e sempre la stessa clessidra. Come posso sapere che si tratta della medesima identica tigre e della medesima identica clessidra, e non di una legione di tigri e di clessidre che si avvicendano di volta in volta e affollano la mia mente? Perché la tigre è la clessidra, ed entrambe sono la metafisica - e non ci sono un'altra tigre, un'altra clessidra o un'altra metafisica. Una volta ho tentato follemente di distinguere tra di esse, e ho generato una incontrollabile moltitudine: le striature della tigre si riflettevano sui vetri della clessidra e i granelli di sabbia della clessidra luccicavano negli occhi della tigre; i granelli e le striature proliferavano all'infinito, e ogni striatura e ogni granello racchiudeva in sé una ulteriore infinutidine di tigri e di clessidre. Ho subito distolto da me il pensiero di questo perverso regresso all'infinito e da allora ho compreso una volta per tutte che la metafisica è una e unica e include se stessa. Non ne esistono di altre. Perdersi in tante metafisiche, vuol dire naufragare nella furtiva contemplazione della striature della tigre e precipitare alla follia.
Eppure le teorie metafisiche sono tante, sono infinite. La metafisica resta unica perché, per sua propria paradossale natura, tra le infinite teorie, solo una può essere quella vera. Esempio di teorie metafisiche: "Esiste solo la tigre", oppure "esiste solo la clessidra". Una teoria metafisica è prima di tutto un'asserzione e una negazione esistenziale messe assieme, una affermazione che una certa cosa, o un insieme di cose, esistono, e che null'altro esiste. Dopodicché ciascuno può colorire la propria teoria metafisica come più gli piace, seguendo i propri gusti poetici. Per esempio, un metafisico non troppo dotato di talento poetico potrebbe aggiungere: "Esiste solamente la tigre, in quanto la tigre è al principio di tutto e pervade tutte le cose. Ogni altra cosa o non esiste o esiste solo come pallido riflesso della tigre. Tutto è la tigre, e ogni cosa ritornerà alla tigre." Similmente per la clessidra. Ecco, questa è una teoria metafisica. Prova a sostituire 'la tigre' o 'la clessidra' con 'l'umido' o 'l'apeiron' e forse otterai qualcosa che ti suonerà piu' familiare, sebbene non meno bizzarro.
Altri esempi di teorie metafisiche: "niente esiste", oppure "tutto esiste". La prima teoria nega che adesso stai leggendo questo testo, nega che io l'ho scritto, nega te e me e ogni altra cosa. L'universo è una gigantesca allucinazione avuta da nessuno. La seconda teoria, invece, non solo afferma sensatamente che tu stai leggendo questo testo, che io l'ho scritto, e che tu e io esistiamo, ma afferma anche che tu stai stai leggendo un testo diverso da questo, ad esempio un testo sull'epistemologia, i buoi e le meridiane, e che tutti i possibili testi che avresti potuto leggere, li hai letti, che tutti i testi che avrei potuto scrivere, li ho scritti, e che tutti i possibili te e me che sarebbero potuti esistere, esistono. Per alcuni queste due opposte teorie metafisiche, l'una assurdamente povera, l'altra assurdamente abbondante, sono la medesima.
Ultimo paio d'esempi di teorie metafisiche: "tutte le teorie metafisiche sono false", oppure "tutte le teorie metafisiche sono vere". Chi nega o relativizza la metafisica è un metafisico. Negli anni trenta, i neopositivisti del circolo di Vienna negarono la metafisica: senza saperlo facevano di loro stessi dei metafisici. Borges, con maggiore consapevolezza, ha rinnegato la metafisica, ma, ammettendo d'essere un metafisico, non ha mai rinnegato se stesso.
Ho concluso. A questo punto forse ti domanderai: "hai fatto alcuni esempi di teorie metafisiche, e hai detto che solo una, tra tutte le possibili teorie, è quella vera. Qual è, dunque, per te la vera teoria metafisica?" oppure "Qual è per te forma generale di una teoria metafisica?" oppure "Cos'è per te la metafisica?". In questo caso la mia risposta è questo testo, nella sua interezza.
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Copyright© 1998 by keroppi <rosacrux@mail.com>
Le immagini nel testo sono "Sogno causato dal volo di un'ape attorno ad una melagrana un secondo prima del risveglio" (1944) e "La persistenza dei Simpson" (?) di Salvador Dalì.