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DIMOSTRAZIONI DI p
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Dimostrazione che 'p' di Davidson:
Facciamo quest'audace congettura: p.
Wallace:
Davidson ha audacemente congetturato:p.
Grumbaum:
Come ho già asserito ripetutamente nelle mie precedenti pubblicazioni, p.
Putnam:
Alcuni filosofi, tra i quali Bernard Williams e uno dei miei sé precedenti, hanno affermato che non-p sulla base di q. Ma, laddove Bernard Williams accompagna all'entusiasmo per non-p una imbarazzante sprovvedutezza nei confronti della conoscenza scientifica, per quelli come me che padroneggiano vaste aree del fisica e della matematica e che sanno come davvero è fatta una teoria scientifica la situazione è molto differente. Inoltre, Carnap e Quine mi hanno insegnato che si può cambiare idea. Dunque, p.
Chisholm:
La P -ità si auto-manifesta. Dunque, p.
Tagliagambe:
Florenskij credeva che q, Vernadskij aveva intuito che r, Vygotskij ha detto che s, e Mendeleev, in un saggio da me tradotto, ha scritto che t. Inoltre Bachtin sottolinea con u che Dostoevskij afferma che s. In questa complessa cornice, sullo sfondo di una "progettualità" circumambulante all'interno del mandala junghiano, assistiamo dunque al radicale emergere dell'"effettualità" di uno scenario alternativo:p.
Lewis:
Molti credono che non-p sia del tutto ovvio e ogni volta che asserisco p mi guardano con uno sguardo incredulo. Ma il fatto che considerano ovvio non-p non vuol certo dire che p sia falso. Inoltre non so proprio come refutare uno sguardo incredulo. Dunque, 'p'.
Plantinga:
p --> p è un teorema modello. Certamente è possibile che p sia vero. Quindi p. Ma p --> p è un teorema modello. Dunque, p.
S. Anselmo:
È possibile pensare uno stato di cose quo maius cogiatari nequit in cui p è vero. Ma se questo stato di cose esistesse nel solo intelletto allora si potrebbe pensare qualcosa di più grande che esiste anche nella realtà: contraddizione. Dunque questo stato di cose deve esistere anche nella realtà, e p è vero.
Refutazione di Gaunilone: E se penso all'isola-che-non-c'è?
Precisazione di S.Tommaso: Se quell'isola ci fosse, esisterebbe necessariamente.
Earman:
Esistono soluzioni delle equazioni di campo della relatività generale nelle quali lo spazio-tempo ha la struttura di una bottiglia di Klein quadridimensionale all'interno della quale non c'è materia. In ciascuno di questi spazi-tempo l'asserzione che non-p è falsa. Dunque, p.
Mellor:
Woolhouse ha cercato di dimostrare p ricorrendo alle logiche temporali. Ma io per questo tipo di logiche non vedo alcun futuro.
Dorato:
Mentre gli A-teorici sostengono p, i B-teorici difendono non-p. Data la possibilità quantomeno logica, se non fisica, della retro-causazione, e considerate le notevoli implicazioni filosofiche del paradosso EPR, converrà adottare una posizione compatibilista: p & non-p, perlomeno fin quando qualche scienziato non si sarà svegliato una mattina e ci avrà detto che questa posizione è sbagliata.
Churchland (uno dei due, a scelta):
Alcuni dei miei oppositori credono di pensare che non-p; ma la mia tesi è precisamente che non lo pensano. Dunque, p.
Sellars:
Sfortunamente limiti di spazio me ne impediscono l'inclusione in questa sede, tuttavia passaggi importanti della dimostrazione possono essere reperiti separatamente in ciascuno degli articoli menzionati nella bibliografia.
Fodor:
Il mio argomento per p è fondato su tre premesse:
(1) q,
(2) p, e
(3) r.
Da cui segue deduttivamente p. Qualcuno potrà forse reputare controversa la seconda premessa, ma è chiaro che anche se la sosituitissimo con qualsiasi altra, l'argomento resterebbe comunque valido.
Ferretti:
Alcuni autori come Fodor e Phylishin si ostinato a sostenere la fallacia fotografica di p nonostante i risultati ottenuti da Shepard e Metzler sulla rotazione delle uova di pasqua mostrino chiaramente che hanno torto. Inoltre recenti sorprendenti esperimenti condotti sul cervello di una rana hanno mostrato come i neuroni di quell'animale si siano disposti proprio a forma di 'p'.
Rawls:
Sarebbe bello poter disporre di argomenti deduttivi per p a partire da premesse autoevidenti. Sfortunamente non sono in grado di fornirne alcuno. Quindi, a suo sostegno, mi accontenterò della seguente cosiderazione intuitiva: p.
Unger:
Si supponga per assurdo che non-p. Ne conseguirebbe che qualcuno sa che q. Ma, a mio avviso, nessuno sa niente. Dunque, p. E più lo si grida ad alta voce, più l'argomento è persuasivo.
Katz:
Dispongo di ben diacessette argomenti per asserire che p, ma ne conosco appena quattro a sostegno di non-p. Dunque, p.
Goldman:
Zabudlowsky ha insinuato che la mia teoria p sia falsa, sulla base di presunti controesempi. Ma questi cosidetti "controesempi" presupponongono un modo di costruire la mia teoria che non era affatto quello originariamente inteso, poiché io intendevo che la teoria venisse interpretata in modo che non avesse alcun controesempio. Dunque, p.
Hume:
Come chiunque converrebbe prontamente, p.
Feyerabend:
La teoria p, sebbene "refutata" da q, s, t e da migliaia di altre anomalie, può nondimeno essere difesa da uno scienziato per un periodo di tempo arbitrariamente lungo - e difesa "razionalmente". La più "assurda" delle teorie, l'eliocentrismo, non ha forse fatto il suo ritorno dopo un'assenza di oltre duecento anni? E il vodoo non sta forse riemegendo dopo anni di immeritata indifferenza?
Platone:
Socrate: Non è forse vero che p?
Glaucone: Sono d'accordo.
Cefalo: Sembra proprio di sì.
Polemarco: Necessariamente.
Trasimaco: Si, Socrate.
Alcibiade: Certamente, Socrate.
Fedone: Deve essere così, Socrate.
Pausania: Dobbiamo dirlo, se non ci vogliamo contraddire.
Arisofane: Sicuramente.
Erissimaco: L'argomentazione indica proprio questa strada.
Fedro: Ciò che dici è vero, Socrate.
Stove:
Sebbene tutti, in fondo, sappiano benissimo che p, certi filosofi si ostinano ad affermare il contrario per via del loro retaggio criptomarxista. Chiamerò questo curioso fenomeno: "La Sindrome dell'Idiota che Parla a Vanvera". Come ho già mostrato a chiunque valesse la pena di parlare, e anche a molti cui non valeva affatto la pena, ciascuna asserzione che non-p è dovuta alla Sindrome dell'Idiota che Parla a Vanvera. Dunque non resta alcun motivo per negare p, che in ogni caso tutti, in fondo, sappiamo benissimo esser vera. E non intendo sprecare altro tempo per dimostrarlo.
Russell:
L'ipotesi non-p sopravvive ancora oggi soltanto perché, al pari della monarchia inglese, viene reputata erroneamente innocua.
Hofstadter:
Un bel giorno Acchille e la Tartaruga s'incontrano nel quadro "Mani che Disegnano" di M. Escher:Routley e Meyer:
Tartaruga: Buongiorno, Achille.
Achille: Altrettanto!
Tartaruga: Che piacere averla incontrata.
Achille: Lei fa eco hai miei pensieri zen.
Tartaruga: Oggi passeggiando pensavo proprio che p.
Achille: Interessante!
(entra il granChio camminando a ritroso)
granChio: Ah! Ah! Com'è stato creativo e astuto il mio autore nell'attribuire a questo brillante dialogo una struttura isomorfa al Canone Cancrizzante di Bach (provate a leggerelo a ritroso e vedrete)! E inoltre ci sono tante altre sorprese lasciate all'intutito del lettore. Ah! Ah!
(scompare com'è apparso)
Tartaruga: Interessante!
Achille: Oggi passeggiando pensavo proprio che p.
Tartaruga: Lei fa eco hai miei pensieri zen.
Achille: Che piacere averla incontrata.
Tartaruga: Altrettanto!
Achille: Buongiorno, singorina T.!
Se (q & not-q) è vero, allora esiste un modello per p. Dunque p.Morganbesser:
Se non p, che cosa? q forse?
Kripke: dimostrazione schematica di p (*)
Qualche filosofo ha ipotizzato che non-p. Ma non mi sembra che nessuno di loro abbia mai fornito argomenti convincenti contro il punto di vista intuitivo che p. Quindi, p.
nota (*): Questa dimostrazione è stata delineata rapidamente - a causa delle insistenze dell'editore - a partire da un manoscritto registratto durante una conferenza. Siccome prima della pubblicazione non mi è stata data l'opportunità di fare una revisione della prima bozza, non posso considerarmi responsabile delle lacune (della versione pubblicata) dell'argomento, o di qualsiasi inferenza confusa o fallace che potesse risultare dalla stesura incompleta del manoscri o originale. Inoltre, adesso mi sembra che quest'argomentazione desti dei dubbi di cui non ero consapevole all'inzio, e che non discuterò qui, ma che non sono per niente correlati con le critiche che possono essere apparse altrove. E' doveroso notare che versione dell'argomento qui proposta sembra presupporre la (intuizionisticamente inaccettabile) legge della doppia negazione. Tuttavia è facilmente riformulabile in maniera da evitare una tale regola d'inferenza. Spero di estendere ulteriormente quest'argomento in una monografia separata.
Smart:
Dannazione! p.
Searle:
Alcuni pretendono che non-p. Ma come può essere? Io proprio non capisco. Al solo pensiero di non-p mi viene il mal di stomaco e passo la notte insonne preoccupato per il futuro precario della filosofia. Dunque, p.
Cellucci:
Dimostare p? Ma è banale!
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Si tratta di una mia traduzione lievemente rimaneggiamenta di una lista che circola in rete (di cui puoi leggere l'originale inglese qui). Hume, Mellor, Hofstadter, Russell, Putnam e alcune altre aggiunte sono mie.