Chi - 30 gennaio 2002
pp. 22-24
Esce Loredana e Spagna va in gara
 
  I restroscena della rottura tra Pacolli e la Bertè, che non va più a Sanremo. Al suo posto Spagna, neoacquisto della casa discografica dell'ex della Oxa. La cantante calabra avrebbe chiesto un risarcimento miliardario per un video smarrito. Renato Zero ha tentato di rimettere la pace. In esclusiva le dischiarazioni dell'imprenditore

Niente Sanremo per la Bertè, idolo di tanti fan ora delusi dal suo forfait. Loredana, che avrebbe dovuto partecipare al Festival, tra i big, con il brano Dimmi che mi ami un po', ha rotto con la sua casa discografica, la B&G, creata da Behgjet Pacolli, l'ex marito di Anna Oxa. Il "suo" pezzo, scritto da Leon, con il benestare della commissione selezionatrice, verrà intrerpretato da Ivana Spagna, reclutata di recente da Pacolli, come annunciato da "Chi" (vedi n. 2/02). La crisi, clamorosa e imprevedibile, di cui siamo in grado di rivelare i retroscena, è esplosa dopo le feste natalizie. Fino ad arrivare a un punto di non ritorno, nonostante gli accorati appelli di renato Zero, amico fraterno della Bertè, che ha cercato di rimettere pace tra l'imprenditore d'origine kosovara e la cantante. La classica goccia che ha fatto traboccare il vaso sarebbe stata una sfuriata di Loredana contro Pacolli per via di un video girato negli Stati Uniti dalla Bertè con Asia Argento. La copia unica, di cui sono state trasmesse alcune immagini circa un mese fa da Raidue, durante una puntata di Chiambretti c'è con Loredana tra gli ospiti, è andata smarrita. E lei se la sarebbe presa con il presidente e fondatore della B&G, minacciando, fra l'altro, un'azione legale per un risarcimento da ben 3 miliardi di lire! A quest'episodio, però, si aggiunge una catena d'incomprensioni che, dicono i bene informati, hanno reso difficili i rapporti della Bertè non solo con Pacolli, ma anche con il vicepresidente Gianni Belleno, padre dei due bambini della Oxa, con Popy Minellono e con l'intero staff direttivo della casa discografica, che avrebbe addirittura mincciato dimissioni in blocco nel caso in cui si fosse deciso di produrre comunque il brano con Loredana come interprete. E dire che sulla bertè e sul suo recupero d'immagine (è ringiovanita e ha perso più di venti chili in meno di sei mesi) era stata investita già una cifra da capogiro: si parla di oltre 258 mila euro, pari a mezzo miliardo di lire, senza contare i contributi per le spese private della cantante. Loredana avrebbe dovuto terminare l'incisione di Dimmi che mi ami un po', nella sua formula definitiva, già da tempo. E invece le scadenze continuavano a saltare. Si vocifera di tremende litigate nelle sei sale di registrazione della B&G a Lugano, con un drappello di arrangiatori e tecnici messi in fuga, uno dietro l'altro, nel giro di poche settimane.Nonchè di un intero impianto danneggiato in un impeto d'ira e di fondamentali incontri di lavoro, saltati senza una vera ragione. Qualcuno accenna a difficoltà vocali di Loredana, che, con Sanremo, sarebbe tornata alla canzone dopo 4 anni di black out totale: "Nessun disco, nessun concerto", ci aveva raccontato lei stessa (vedi n. 49/01). Altri invece si soffermano sul suo carattere imprevedibile, su quegli impulsi resi più duri, a volte autodistruttivi, in parte per i dispiaceri. E' certo, comunque, che la carta del Festival sembrava un'ottima chance di rilancio per la Bertè: il perchè non l'abbia giocata fino in fondo resta diffcile da comprendere. Lei, però, non vuol sentire parlare di "occasione perduta" e, con gli intimi, getta accuse al vetriolo su Pacolli e soci. Forse per orgoglio, forse per quella grinta che già in passato si era ritorta contro lei stessa. Fatto sta che Renato Zero, una delle persone che più le sono rimaste vicine con Dori Ghezzi e Mimmo Cavallo, ha cercato invano di farle cambiare idea e, bypassando il silenzio dell'amica, ha continuato a tentare di parlare con Pacolli: che cosa avrà voluto dirgli? E' curioso: anche Renato, di cui Loredana ci parlava di recente come di "mio fratello", sette anni fa fu pubblicamente attaccato dalla Bertè, la quale sostenne che lui le aveva sottratto dei suoi brani, inserendoli indebitamente in un album e minacciando un'azione legale miliardaria. La vicenda ricorada molto quella del video smarrito, che avrebbe provocato la rottura definitiva tra Loredana e la B&G. "Chi" ha provato a chiedere conferma di ogni dettaglio, sia a Loredana Bertè sia a Behgjet Pacolli. Lei tronca subito la conversazione. Quanto all'imprenditore ci dice: "Non fatemi domande. Loredana per me era e resta una grande artista. Non voglio ferirla in alcun modo. Lei è uno spirito libero, un "cavallo a briglia sciolta" che non vuole piegarsi ai tempi e alle regole di una scuderia. E' giusto quindi che corra da sola. Noi, come casa discografica, abbiamo bisogno di contare su programmi precisi e con Loredana si era creata una situazione difficile, che non rendeva più possibile un lavoro comune. Le auguro tutto il meglio per la sua carriera. Noi proseguiremo per la nostra strada, lei per la sua, anche se mi dispiace perchè credevo molto nel suo rilancio e avevo investito su di lei, soprattutto sul piano umano". Proprio a "Chi", Pacolli aveva annunciato la sua intesa professionale con Loredana (vedi n. 30/01) come una "rivincita", spiegando di aver pensato a lei come alla più nturale "sostituta" in tanti progetti studiati per la moglie Anna Oxa prima che il loro matrimonio andasse a rotoli e di aver preso a cuore Loredana anche per sfidare il cinismo del mondo canoro, che spesso chiude le porte in faccia alle star in difficoltà. "Devo comunque precisare", continua l'imprenditore, "che ci sono anche impedimenti giuridici al prosieguo della collaborazione con Loredana: è emerso di recente che lei è ancora legata a un precedente contratto mai risolto". Si tratta di un'intesa sottoscritta con il manager Nando sepe, che, altra curiosa coincidenza, si occupò anni addietro, prima di Gianni Strano, della carriera della Oxa. "The show must go on" (Lo spettacolo deve andare avanti), recita una regola fondamentale non solo per gli artisti, ma anche per i produttori. E così (la notizia è ancora senza conferma ufficiale al momento in cui andiamo in stampa), la B&G, che solo ai primi di gennaio aveva "strappato" Ivana Spagna alla Sony, punta proprio su di lei per Sanremo, avvalendosi della possibilità, prevista dal regolamento, che, con il sì della commissione selezionatrice, l'artista veuto meno venga sostituito con un altro d'eguale "spessore" in forza alla stessa casa discografica. Sempre che i diritti d'autore del pezzo appartengano all'azienda e non al cantante, com'è nel caso della Bertè. Pare, fra l'altro, che di fronte al forfait di Loredana, Pippo Baudo, direttore artistico del Festival non si sia stupito, ammettendo di aver temuto che qualche "fuori progranmma" della Bertè turbasse la kermesse sanremese. A Lugano, già dall'ultimo weekend, si pensa al rifacimento finale di Dimmi che mi ami un po' e al look giusto per Ivana, neointerprete di un brano che si rivolge alle donne vessate, specie a quelle delle comunità soggette all'integralismo islamico. Lieta sorpresa, dunque, per Spagna, che lo scorso settempre ha inciso l'inno del Chievo, squadra calcistica rivelazione: con un latro pezzo era stata bocciata dai selezionatori sanremesi, ora, invece, assapora la gioia del ripescaggio. Incidente di percorso a parte, Pacolli ha messo nel carniere un nuovo colpo: Mariella Nava, altra big al Festival, ha firmato pure con la B&G, che porta, nella sezione giovani, pure i Botero. "Siamo tra le prime tre case discografiche presenti a Sanremo per quantità e qualità degli artisti", conclude Pacolli con una punta d'orgoglio. Resta tutta la tristezza per il mancato rientro di Loredana, che al suo ultimo sanremo cantò la solitudine in un brano, Amici non ne ho, che pare la colonna sonora del suo dramma di oggi.

Luciano Regolo

 
     
       
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