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Guerra, politica, americanismo e dintorni: un articolo interessante Nuove Passioni Creato da Alino, mercoledì 2 aprile, 2003 alle 10:26 |
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In un editoriale pubblicato sul quotidiano 'Il Manifesto', Riccardo Barenghi (direttore del giornale), ha scritto: "Siamo sprofondati nella guerra, tutti esperti militari, improvvisati strateghi, seguiamo in tv i movimenti delle truppe angloamericane, studiamo sui giornali le cartine per vedere dove sono finite le forze irachene". Forse Barenghi voleva dire che ci sentiamo tutti partecipi di questi terribili eventi. Rileggendo il suo articolo, mi viene da dire che almeno questa guerra ha prodotto qualcosa di positivo, facendo sentire tutti gli italiani coinvolti in questa sporca vicenda. Perchè da quando gli Stati Uniti hanno dato a Saddam Hussein la possibilità di scegliere tra sgombrare il campo nel giro di 48 ore o farsi bombardare, ho la netta sensazione che finalmente la maggior parte degli italiani ha ritrovato una coscienza civile e politica. Nei bar, dal parrucchiere, nei piccoli negozi, ovunque si parla ormai di guerra, di Europa, insomma di politica. Un fatto nuovo. Ogni giorno centinaia di persone scendono per le strade per manifestare contro la guerra. Dimenticandosi per una volta di dissertare a lungo sulle piccolezze dei politici italiani, i quotidiani sbattono il mostro guerriero sulle prime pagine. Mentre in tivù alcuni personaggi, che di solito dedicano la loro attenzione ad argomenti frivoli, scoprono una vena nascosta di giornalisti o commentatori per dire la loro davanti a un pubblico composto per la maggior parte da casalinghe. E questo è un fatto singolare perché - credo - non è mai accaduto. Nel 1991, durante la prima guerra contro l'Iraq, nessuna televisione e nessun giornale ha mai dedicato tanto spazio al conflitto. E così per la guerra in Bosnia e quella del Kosovo. Oggi sembra veramente che la guerra debba entrare in tutte le case, in tutte le menti. Allora forse occorre interrogarsi su questo. Un amico stupito anche lui di tanto fragore mediatico mi ha detto che lo scopo di questa battaglia dell'informazione è convertire le persone e, in questo caso, gli italiani. Per spingerle ad allinearsi su posizioni filoamericane. E' probabile perché - per fare un esempio chiaro - quando sento i discorsi di Bruno Vespa e dei suoi ospiti a 'Porta a Porta' posso alla fine quasi riuscire a immaginare la bandiera americana sventolare davanti alle telecamere. Ma al di là di queste considerazioni e delle convinzioni di ognuno, rimane un fatto positivo: il ritrovato interesse dell'uomo comune per ciò che accade nel mondo. Quando ci sono state le ultime elezioni, quando la Cgil ha invitato i lavoratori italiani a scendere in piazza per contestare la politica del governo, non c'è stato un coinvolgimento popolare così sentito. Certo mi si potrebbe rispondere che erano più di due milioni di lavoratori in piazza, ma per questa guerra mi sembra che le barriere sociali, professionali e politiche siano state finalmente abbattute. Ricordo di aver espresso ad un amico il mio stupore nel vedere migliaia di giovani radunarsi presso la terza università in occasione delle giornate mondiali della gioventù, per sentire un vecchio papa stanco parlare di pace e di futuro. E che mi sembrava un peccato che questi giovani non sentissero il bisogno di ritrovarsi a migliaia per ascoltare un uomo politico. Oggi è un bel giorno, se non altro perché questo può finalmente accadere. Credo che la guerra e il suo seguito di orrori, producendo un ampio movimento di contestazione, possano far nascere nei giovani la voglia di discutere, analizzare, imparare cos'è la politica. Adesso occorre forse approfittare del momento di fermento intellettuale per fare nascere nuove passioni. In tutti i campi. |
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Autore: GianLuca Marcantonio Data: Mercoledì, 2 aprile 2003 - 21:05 |
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NON SONO D'ACCORDO SULL'INTENTO DELLA TV DI CONVERTIRCI ALL'AMERICANISMO, ANZI IO PENSO CHE SIA ADDIRITTURA UN PO' UN EFFETTO CONTRARIO!!!!! MA PER IL RESTO ACCONSENTO!!!!! CIAO!! |
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