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Domenico di Guzmàn

 (Caleruega 24.6.1170-Bologna 6.8.1221)

Di famiglia nobile della Vecchia Castiglia, sacerdote secondo la regola comunitaria agostiniana, si trovò nel 1203 nella Linguadoca devastata dalla repressione contro gli Albigesi. Qui si dedicò alla predicazione per sradicare la presenza eretica, che aveva un seguito notevole tra le donne, e  per questo istituì il primo convento femminile (sempre secondo le regole agostiniane). 
Cosmè Tura, S. Domenico, fine XV sec  FI:Uffizi
  Dante fa dire a Tommaso d'Aquino che Domenico  è il punto di riferimento per i 12 filosofi cristiani che introducono al Paradiso (Par., X, 94-99): 

Io fui degli agni della santa greggia,
  Che Domenico mena per cammino,
  U' ben s'impingua, se non si vaneggia.


Insieme a Francesco viene indicato come una delle due colonne della Chiesa (Par., XI, 28-42):

La provvidenza che governa il mondo
  Con quel consiglio, nel quale ogni aspetto
  Creato è vinto, pria che vada a fondo,
Però ch'andasse vêr lo suo Diletto
  La sposa di Colui ch'ad alte grida
  Disposò lei col sangue benedetto,
In sé sicura ed anche a lui più fida,
  Duo principi ordinò in suo favore,
  Che quinci e quindi le fosser da guida.

 

 

Il francescano Bonaventura fa l'elogio di Domenico (Par. XII, 55-70):

  ...
  Della fede cristiana, il santo atleta,
  Benigno a'suoi, ed a'nemici crudo.
E come fu creata, fu repleta
  L'anima sua di sì viva virtute,
  Che nella madre lei fece profeta.
Poichè le sponsalizie fur compiute
  Al sacro fonte intra lui e la fede,
  U' si dotar di mutua salute,
La donna che per lui l'assenso diede,
  Vide nel sonno il mirabile frutto,
  Ch'uscir dovea di lui e della rede.
E perchè fosse, quale era, in costrutto,
  Quinci si mosse spirito a nomarlo
  Dal possessivo, di cui era tutto.
Domenico fu detto: ed io ne parlo
  Sì come dell'agricola, che Cristo
  Elesse all'orto suo, per aiutarlo.
...
In piciol tempo gran dottor si feo; (85)
...
Poi, con dottrina e con volere insieme,
  Con l'uficio apostolico si mosse,
  Quasi torrente ch'alta vena preme; (97-99)

Innocenzo III lo chiamò a Roma e per primo ne definì i seguaci come "frati predicatori". In Italia incontrò anche San Francesco. Onorio III ne approvò l'ordine (22 dicembre 1216) e lo nominò "maestro del sacro palazzo" (carica sempre tenuta dai domenicani). Dopo il convento maschile di Bologna del 1218, si aprirono conventi in quasi tutte le città universitarie. Le costituzioni (di studio e di regole di vita) sono sostanzialmente rimaste le stesse fino ad oggi. Fu santificato 13 anni dopo la morte (1234, Gregorio IX).

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