(Caleruega 24.6.1170-Bologna 6.8.1221)
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Di famiglia nobile della Vecchia Castiglia, sacerdote secondo la regola comunitaria agostiniana, si trovò nel 1203 nella Linguadoca devastata dalla repressione contro gli Albigesi. Qui si dedicò alla predicazione per sradicare la presenza eretica, che aveva un seguito notevole tra le donne, e per questo istituì il primo convento femminile (sempre secondo le regole agostiniane). |
Cosmè Tura, S. Domenico, fine XV sec FI:Uffizi |
Dante
fa dire a Tommaso d'Aquino che Domenico è il punto di riferimento
per i 12 filosofi cristiani che introducono al Paradiso
(Par., X, 94-99):
Io fui degli agni della santa greggia,
La provvidenza che governa il mondo
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Il
francescano Bonaventura fa l'elogio di Domenico (Par. XII, 55-70):
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Innocenzo III lo chiamò a Roma e per primo ne definì i seguaci come "frati predicatori". In Italia incontrò anche San Francesco. Onorio III ne approvò l'ordine (22 dicembre 1216) e lo nominò "maestro del sacro palazzo" (carica sempre tenuta dai domenicani). Dopo il convento maschile di Bologna del 1218, si aprirono conventi in quasi tutte le città universitarie. Le costituzioni (di studio e di regole di vita) sono sostanzialmente rimaste le stesse fino ad oggi. Fu santificato 13 anni dopo la morte (1234, Gregorio IX).