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Dall'ellenismo alla scolastica [F204]
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Natura
(Fisica) |
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Cinismo
(Diogene:IV sec.a C.) |
Ogni
filosofia, ogni sistema, ogni scienza è inutile e assurda. Conta solo esempio
e azione. |
Inutile la ricerca dei principi e la conoscenza
della natura |
Non
esiste un fine, una meta
nella vita (siamo topi). Virtù e libertà si acquistano con: fatica e
esercizio. Disprezzo del piacere, l’uomo basta a se stesso (autarchia). Libertà di parola (parresìa) e di azione (anàideia) |
Il
saggio è apolide (=non
appartiene a una città) |
Epicureismo
(Epicuro fonda la scuola “del Giardino” ad Atene nel 306 a. C.,
Lucrezio I sec .a.C.) |
Chiuso;
la sensazione è sempre vera: crea sentimenti e rappresentazioni mentali |
Materialismo
meccanicistico: (atomi nel vuoto-spazio con deviazione-clinàmen casuale) perfettamente conoscibile
dall’uomo nell’infinito riproporsi; |
La
filosofia libera da tutti i mali(=bisogni). Per la Felicità
(=Bene=mancanza di dolore) (autarchia).
Quadrifarmaco: 1)vana è la paura degli dei, 2)vana la paura della morte,
3)il piacere –quando lo si intende – è a disposizione di tutti, 4)il
male o lo si sopporta perché leggero o subito cessa. |
Non
serve. Vivi appartato.
Tutti gli uomini sono uguali |
Stoicismo
(Crisippo III a C., Seneca I
d.C.) |
Aperto,
in progress Basato
sulla evidenza dei sensi. Sillogismo proposizionale: 1)ipotetico (se
è giorno c’è luce, ma..dunque..) 2)disgiuntivo
(o è giorno o è notte, ma..dunque) |
Materialismo
monistico infinito del Logos-fuoco-pneuma;
rationes seminales, anima cosmica, compenetrazione (=panteismo); conflagrazione cosmica e palingenesi |
Felicità
secondo natura= autoconservazione (libertà
nell’uomo) è seguire il logos (fato) Finalismo: Ducunt
volentem fata, nolentem trahunt. Passioni = errore = male. Solo chi
rinuncia alle passioni (=apatico)
è saggio, solo chi è saggio compie azioni etiche cioè è saggio. |
Cosmopolitismo,
filantropia, “simpatia”
universale. |
Scetticismo
(Pirrone, III sec. A C., Carneade II sec. a C.) |
Non
esiste la Verità; non c’è un criterio per cogliere il vero; astenersi
dal giudizio, sospenderlo (epochè),
I ragionamenti dimostrativi non sono possibili; attenersi al probabile,
anche se non dimostrabile |
I
sensi dell’uomo non sono affidabili, rilevano solo apparenze (fenomeni)
non conducono alla verità |
La
Verità non fa la felicità; Apatia (rinuncia
alle passioni), imperturbabilità,
afasia (rinuncia alla parola) |
Nessuna
legge, nessun governo sono
durevoli |
Eclettismo
(dal II sec. a C.) Cicerone |
Fondere
insieme il meglio delle varie scuole: soprattutto platonismo, aristotelismo e stoicismo. |
La
natura delle cose è comprensibile, ma le
loro rappresentazioni umane sono incerte |
Esiste
una legge naturale, fondata sul
dovere, stabilita dagli dei
per tutti gli uomini |
Repubblica
romana: bilancia monarchia (consoli),
aristocrazia (senato) e democrazia (tribuni plebe) |
Neoplatonismo
(Plotino III d. C, Ipazia m.415, prima maestra filosofa) |
Uno
= prima ipostasi (=sostanza) infinita, Bene = Dio= Luce che
necessariamente emana, e produce la seconda ipostasi= l’intelletto |
Emanazione
necessaria dall’Uno, attraverso l’Anima del Mondo, la materia è non-essere,
veneri-meno dell’Uno, male |
L’uomo
per staccassi dal male-materia deve seguire la via della purificazione (catarsi)
fino all’unione dell’anima con l’Uno (estasi) |
|
Dopo S.Paolo, apostolo
cristiano, che teorizza l’identità tra il dio di Platone-Aristotele e il dio
della Bibbia, i padri della Chiesa stabilirono i dogmi (verità di fede) della
Trinità e dell’Incarnazione, e attraverso vari Concili dei vescovi
stabilirono come errori la tesi che
Cristo fosse inferiore al Padre (arianesmmo) o che avendo natura divina oltre
che umana non potesse essere figlio di Maria (nestorismo).
Tertulliano (m. 220 – seguace dell’eresia montanista, cioè credeva nella
corporeità di dio, e nella morte dell’anima insieme alla morte del corpo)
stabilisce la priorità della fede sulla regione (credo quia absurdum).
Il più grande dei padri latini
è Agostino. Seguì da giovane posizioni
scettiche e poi l'eresia manichea
(secondo la quale bene e male sono principi materiali in eterna
contrapposizione). Supera lo scetticismo e arriva alla certezza dell’esistenza
di Dio con la seguente dimostrazione: «si
fallor SUM»: si tratta di una verità immutabile - di essa non possiamo quindi essere NOI uomini la fonte bensì Dio. «Nell'interiorità dell'uomo
abita la verità» è sua espressione. L’interiorità è costituita dal senso
interno (che confronta in modo infallibile le sensazioni), poi dalla ragione
(facoltà di giudicare, che è fallibile) e infine dall’intelletto che
INTUISCE la verità (nell'uomo la conoscenza si ha per
ILLUMINAZIONE=reminiscenza divina): tutto questo all’interno dell’anima che
è sostanzialmente MEMORIA.
La CREAZIONE del MONDO
(che è MORTALE) è avvenuta fuori dal TEMPO. La dimensione del TEMPO NON è
sempre esistita, ma è stato creato*** Solo l'anima del primo uomo è stata
creata direttamente da Dio -le successive hanno ereditato quindi dal primo
(Adamo) il peccato originale.
Il MALE - dal punto di vista di
Dio - NON esiste: Dio è sommo BENE.
L'allievo comprende i
significati delle nuove parole del maestro attraverso un’ ILLUMINAZIONE.
Per AGOSTINO l'anima è
preesistente all'individuo - cioè è trasmessa ad ogni individuo dai suoi
genitori. Nella TRINITA' divina si concentrano -come nell'anima umana- l'essere,
il conoscere, il volere.
La GRAZIA (= la benevolenza di
Dio) si ottiene solo con la FEDE in Dio, che è acquisibile dall'uomo per
predestinazione divina .
L'uomo è libero di decidere
tra bene e male (libero arbitrio), ma ha una forte tendenza al male dovuta alla
concupiscenza del peccato originale.
«L'amore di Dio fino al disprezzo di sé» caratterizza per
Agostino la città di Dio (cioè la città dei predestinati per fede), mentre «l'amore
di sé fino al disprezzo di Dio» caratterizza la città terrena (=la città dei
malvagi, gli ebrei, la società pagana).
Alla fine del mondo la maggior
parte degli uomini subirà la condanna eterna: questa è la convinzione di
Agostino. Questo sarebbe il senso ultimo della storia. Questa visione è
chiamata escatologica.
L'autore greco che ha avuto un
influsso determinante su Agostino è stato PLATONE.
BOEZIO (480-524) cerca di
conciliare Platone e Aristotele, la persona è rationalis naturae individua substantia.
Avicenna (filosofo arabo d’Oriente, 980-1037) concilia la fede islamica con la filosofia ARISTOTELICA : Averroè (filosofo arabo di Spagna, 1126-1198) sostiene che la semplice FEDE religiosa serve a far conoscere la verità alle persone ignoranti - mentre alla filosofia si addice la DIMOSTRAZIONE. Per Averroè l'intelletto-nous è eterno mentre è mortale l'anima individuale.
La «filosofia scolastica»(=insegnata
nelle scuole) inizia nell'epoca iniziale del Sacro Romano Impero. Giovanni
ERIUGENA detto SCOTO (810-877) sostiene l'identità tra fede e ragione. Nel
periodo della scolastica prima (secolo X) delle arti del TRIVIO (grammatica
retorica e dialettica) la più
importante veniva considerata la DIALETTICA (Cassiodoro aveva diviso le arti in
trivio e in quadrivio: quest’ultimo comprendeva aritmetica geometria
astronomia musica. Nel metodo scolastico la fase di COMMENTO dei
testi sacri veniva chiamata GLOSSA.
Gli ordini religiosi mendicanti
sorti nel XIII secolo furono i francescani e i domenicani: da tali ordini
vennero molti rappresentanti della scolastica.
Il francescano Bonaventura
(1221-1274) sostiene che da sola (=senza l'aiuto della fede) la ragione non è
in grado di arrivare a Dio, perciò la filosofia deve dipendere (come “ancilla”)
dalla TEOLOGIA. Per lui lo studio della NATURA attuato da Aristotele è da
rifiutare in quanto pretende di essere autonomo dalla Religione. La conoscenza
umana inizia dalla SENSAZIONE. La sua dottrina della conoscenza (=gnoseologia)
cerca di conciliare la filosofia greca (Arisotele-Platone) con il cristianesimo.
Per il filosofo francescano Dio è l'ESSERE STESSO cioè l'essere la cui
essenza comprende l'esistenza: quest'idea era già stata delineata con sicurezza
da Anselmo.
La SINDERESI (=lume della volontà) è conoscenza innata di ciò che è bene e di ciò che è male. Due rappresentati della scolastica sono Anselmo e Tommaso (quest'ultimo considera la sinderesi tendenza verso il bene e fuga dal male).
Anselmo
d'Aosta (1033-1109)
Per Anselmo è all’interno
della fede che si può sviluppare la ragione (fides qauerens intellectum), il credere per fede è la condizione
per capire (credo ut intelligam). Sostiene
5 prove dell'esistenza di Dio: 4 a Posteriori (=basate sull’ esperienza) e UNA
A PRIORI (=basata sulla ragione senza supporto dell'esperienza): quest'ultima
riguarda Dio come essere (questa
prova si chiama perciò ONTOLOGIA). Dio è dimostrabile come esistente, è cioè
l'ESSERE STESSO, l'essere la cui essenza comprende l'esistenza: quest'idea sarà
poi ripresa da Bonaventura e da un parte degli scolastici.
I nomi-concetti universali sono
realtà in sé, res: questa la tesi di
Scoto e di Anselmo. Sorse così la
questione - discussa dagli scolastici - se cioè gli universali siano solo NOMI
o siano invece REALTA'. Nella controversia sugli universali Roscellino
(1050-1120) afferma che tali concetti sono puri nomi (flatus
vocis). Si può quindi definire NOMINALISTA (fu uno dei più
famosi)..
Per il massimo rappresentante della scolastica lo scopo della
filosofia era quello di conciliare ragione e fede
Nella «Summa contra
Gentiles» (Gentiles= i pagani) Tommaso per convertire i non-cristiani usa
la RAGIONE, dato che un non-cristiano non può partire dalla fede, che è un
punto di arrivo.
Egli sostiene che RAGIONE e FEDE sono sempre in reciproca armonia, anche se sono autonome, in quanto si sviluppano su due piani diversi: l’una si fonda esclusivamente su argomenti e conoscenze naturali, l’altra si fonda sulla RIVELAZIONE.
Con la definizione «Quid
est» Tommaso indica l'ente; l'ESSERE è invece l'atto per cui la cosa è.
DIO è l'unico ente in cui l'Essere coincide con l'Essenza. Tutti gli uomini non sono per essenza -ma solo per PARTECIPAZIONE dell'essere di Dio. L'uomo non può conoscere in modo completo l'Essenza di Dio, anche se può dimostrare con la ragione l'esistenza di Dio -ma non può conoscere l'ESSENZA di Dio. Le cinque vie tomistiche (=di Tommaso) con cui l'uomo arriva razionalmente alla esistenza di Dio sono di tipo a posteriori, cioè basate sull’esperienza.
Riassunto tomistico della Teologia razionale (le 5 prove a posteriori)
1: dal MOVIMENTO nel mondo |
2: dagli EFFETTI nel mondo |
3: dalla CONTINGENZA del mondo |
4: dai GRADI DI PERFEZIONE |
5: dall’esister delle cose in vista di un FINE |
Qualcosa – nella nostra esperienza- ha MOVIMENTO, si muove –deve quindi essere mosso da altro, ma non si può andare all’infinto nella serie dei motori, dunque deve esistere un motore non mosso da altri, un motore immobile. (strada già percorsa da Aristotele) |
Si parte dalla constatazione che nella realtà gli EFFETTI sono prodotti da cause, le quali devono essere prima degli effetti, perciò deve esistere una causa che non è effetto: causa prima, Dio. (già fatta da S.Anselmo) |
Si parte dalla CONTINGENZA della realtà che rimanda ad un essere necessario perché altrimenti si rimanda al nulla, che tuttavia non potrebbe spiegare l’esistenza di nessuna cosa, quando almeno un ente necessario deve esistere. (prova già svolta da Avicenna) |
Si parte dai diversi gradi di PERFEZIONE esistenti in natura, che non possono non far riferimento ad un essere perfettissimo, Dio. (prova già accennata da S.Anselmo |
(prova fisico-teologica) : si parte dalla constatazione che ci sono in natura cose senza INTELLIGENZA che agiscono in vista di un fine, pertanto deve esistere un essere supremamente intelligente ordinatore di tutte cose ad un fine. |
La Creazione del mondo (=il
mondo riceve da Dio il suo essere) non è in contraddizione con l'idea che il
mondo è sempre stato nel TEMPO. Dio ha creato prima le sostanze immateriali,
poi le sostanze materiali, la natura (che à quindi «causa seconda»). Tutto ciò
che esiste in natura è BELLO, BUONO, VERO.
L'uomo è formato di materia
(=il corpo) mentre la forma è l'anima. Egli è libero di scegliere tra bene e
male (libero arbitrio). L'immortalità dell'anima individuale (che NON preesiste all'individuo) è dimostrata
razionalmente. La verità è conformazione della cosa e dell'intelletto (adaequatio intellectus et
rei).
L'uomo è un animale politico,
la miglior forma di governo è la MONARCHIA. L'autorità
POLITICA (=della civitas) deve essere subordinata a quella del papa.
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