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ARISTOTELE [F203]
I termini
INDIVIDUI si distinguono da tutti gli altri perché sono gli unici che possono
agire solo come SOGGETTO, mentre
NON possono essere predicati. Non posso prendere il termine individuo
“Socrate” per usarlo come
predicato di un altro soggetto (p.e. “tavolo”): non posso in pratica
predicare “il tavolo è Socrate”. Tutte le altre nove categorie sono invece
utilizzabili sia come soggetto che come predicato: p.e. la categoria di qualità
“bianco” funziona da soggetto in “Il bianco è un colore”, mentre
funziona da predicato nella proposizione “Il tavolo è bianco”. SOLO I
TERMINI INDIVIDUI ESISTONO DI PER SE STESSI (Socrate, Parmenide, Gorgia), e per
questo Arist. li chiama “sostanze prime”, gli altri
termini dipendono dalla sostanza prima e sono via via più estesi del
termine individuo “Socrate”: di quest’ultimo infatti ho la massima
comprensione, perché è unico e si porta dietro tutti i suoi attributi, ma
quando uso il termine “uomo”, ecco che esso non si estende più al solo
Socrate, ma a molti altri individui; si dice allora che il termine “uomo” è
più esteso del termine “Socrate” però meno comprensivo di quest’ultimo;
a maggior ragione se uso il termine “animale”, vedo che esso si estende
oltre che agli uomini anche ad
altri esseri animati, e questi termini ancora più estensivi li chiamano
“generi”. Infine arrivo ai più estensivi: sono le 10 categorie.
Per esempio “Socrate” appartiene alla
categoria di “sostanza”, ma essa comprende un’infinità di altri
concetti. I termini predicativi usati dall'uomo sono chiamati CATEGORIE.: esse sono i generi
supremi a cui si riconducono tutti i termini,
sono il MASSIMO livello di generalizzazione/estensione di un termine.
Il termine
predicabile costituito dal solo ACCIDENTE (predicare
“ammalato” di Socrate) non può funzionare da definizione né da sostanza.
Dunque la
“sostanza”, come tutte le categorie, è termine molto esteso ma poco
comprensivo, mentre il termine individuo ha la massima comprensione (Il termine
Socrate è il massimo di comprensione per l’individuo Socrate in carne ed
ossa) ma è di minima estensione, cioè di minima predicabilità, tant’è vero
che non lo posso predicare di nessun altro individuo, mentre la categoria
“sostanza” rispetto al termine
Socrate è della minima comprensione, e massima estensione.
Come indicato
all’inizio, non tutte le proposizioni sono di tipo giudizio (cioè
dimostrative, relative al Vero o Falso); vi sono altre proposizioni di tipo
puramente semantico: sono le domande, le esclamazioni, gli ordini, le
espressioni di desiderio. La logica studia solo il primo tipo di proposizioni,
dette apofantiche o enunciative cioè che
predicano il Vero o il FALSO (=non-vero).
Un GIUDIZIO si
forma attraverso una proposizione, cioè attraverso la relazione di due o più
termini (in questo consiste la proposizione, o predicazione).
Il GIUDIZIO è
parallelamente una relazione tra concetti. Ad ogni termine (o parola, all’interno di una singola lingua
parlata) corrisponde un concetto cioè un prodotto della mente-pensiero.
«Socrate cammina» è una proposizione. «Socrate» è un concetto con
massima comprensione e minima estensione: si tratta infatti di un termine
individuo, non “generalizzabile”, cioè non predicabile di altri soggetti .
Dal punto di vista della qualità le proposizioni possono essere individuali
(“S. è mortale”), particolari
(cioè predicate solo di QUALCHE elemento: “Qualche uomo è mortale”, e infine,
andando alla massima estensione possibile, universali (cioè predicate di
TUTTI gli elementi della specie o
del genere).
Dal punto di vista
della quantità le proposizioni possono essere affermative (“S. è mortale”)
o negative (“S. NON è mortale”).
E’ contraddittorio predicare qualcosa di un universo “Tutti gli
uomini sono mortali” e poi costruire
una frase particolare che nega lo stesso predicato “Qualche uomo è
mortale”): o l’una o l’altra deve essere per forza vera, nella realtà.
Ci sono
cinque modalità diverse di predicare qualcosa di un soggetto: posso
predicarne il genere (“S. è un animale”), la specie (“S. è un uomo”),
la differenza specifica (“S. è un animale razionale”)
che mi consente di DEFINIRE il soggetto, cioè rilevarne l’essenza (il
“Che cos’è), la proprietà “S. è grammatico” (cioè predico di S.
qualcosa che NON è essenziale, ma che deriva
necessariamente dall’essenza). Tutto quello che predico di Socrate come
possibile ma anche non possibile, lo chiamo ACCIDENTE ( "S“ è
ammalato”).
CLASSIFICAZIONE
DELLE PROPOSIZIONI
Per la Qualità |
AFFERMATIVA Socrate
è uomo
|
|
NEGATIVA Socrate non è uomo |
|
Per la Quantità |
INDIVIDUALE (massima
comprensione, nessuna estensione) Socrate
è (Socrate)
|
PARTICOLARE (minima
comprensione, media estensione) Qualche animale è mortale |
UNIVERSALE (minima
comprensione, massima estensione) Tutti
gli animali sono mortali
|
|
Per la Modalità |
POSSIBILE (è ma può non
essere) |
NECESSARIA (è
e NON può non essere) |
CONTINGENTE (non è ma può
essere) |
IMPOSSIBILE (non è e NON può
essere) |
Per
l’attributo della predicazione |
Di GENERE Socrate
è animale |
Di DEFINIZIONE
(predicazione di genere e di differenza specifica) Socrate
è animale razionale
|
DI
PROPRIETÀ (predicazione di qualcosa che dipende dalla definizione
ma non è l’essenza del soggetto) Socrate
è grammatico
|
DI
ACCIDENTE (predicazione di
qualcosa che PUO’appartenere al soggetto ma non dipende dalla
definizione) Socrate è distratto |
Per il rapporto
con la realtà (giudizio dimostrativo) |
VERO Socrate
è uomo
|
FALSO Socrate è tavolo |
|
|
Per Opposizione (rapporto tra 2
proposizioni) |
(opposte per
qualità) CONTRARIE Univerale Affermativa vs Univ. Negativa: una sola PUO’ esser VERA Tutti
gli uomini sono mortali VS Tutti gli uomini NON sono mortali |
(opposte per
qualità) SUBCONTRARIE Part.Aff. vs Part.Neg.: una sola
PUO’ essere FALSA Qualche uomo è mortale VS Qualche uomo NON è mortale;
Qualche uomo è bianco VS Qualche uomo NON è bianco |
CONTRADDITTORIE (opposte per
qualità e quantità) Univ. Aff. Vs
Part. Neg. o viceversa: una DEVE essere
V e l’altra F Tutti gli uomini sono mortali VS Qualche uomo NON è
mortale |
(opposte per quantità) SUBALTERNE Univ. Aff. Vs Part. Aff; Univ. Neg. Vs Part. Neg. Tutti gli uomini sono mortali VS Qualche uomo è mortale |
Per verificare se
un attributo compete VERAMENTE (cioè nella realtà) ad un soggetto, talvolta è
necessario confrontare tra loro più proposizioni, concatenate in un
RAGIONAMENTO: il più rigoroso è il ragionamento che confronta una proposizione
universale (Premessa Maggiore P) con un’altra dello stesso tipo o
particolare (premessa minore Q): se tra la prima e la seconda vi è un
termine in comune (termine MEDIO)
si deve trarre
un giudizio conclusivo (Conclusione C) che ne deriva NECESSARIAMENTE.
“Tutti gli animali sono mortali (P)”, “Tutti gli uomini sono
animali (Q)”: dato che esiste un termine (“animali”) comune alle due
proposizioni, SONO OBBLIGATO ad
usare il predicato della premessa maggiore (“mortali”) anche per il soggetto
della premessa minore (“tutti gli uomini”) e concludo con la proposizione
“Tutti gli uomini sono mortali”. Il termine medio in «Ogni uomo è
mortale(P)/Socrate è uomo(Q)/Socrate è mortale(C)» è
UOMO.
Questo tipo di
ragionamento si chiama SILLOGISMO (nella forma del sillogismo perfetto).
Esistono poi anche sillogismi che hanno
per P una prop.
Altri tipi di
sillogismo sono: la confutazione (si dimostra la falsità di una tesi deducendo da essa una conclusione contraddittoria),
il ragionamento per riduzione all’assurdo la validità di una
proposizione viene dimostrata deducendo
dalla sua proposizione contraddittoria una conclusione manifestamente assurda).
Esistono anche ragionamenti NON sillogistici, ma costruiti per analogia o per ipotesi.
Principi
Logici , Realtà e Metafisica
Per arrivare a giudizi di verità
nel Sillogismo, è necessario che ambedue le premesse P e Q siano Vere.
Occorre trovare premesse la cui verità non sia necessario discutere in quanto
sono di originaria evidenza. Esse sono TRE e costituiscono la base del discorso
dimostrativo. Li chiamiamo PRINCIPI
(intuizioni noetiche) in quanto da essi parte ogni discorso scientifico (epistemico),
ogni discorso necessario. Essi sono: 1.Principo di IDENTITA’ (A è A;
l’essere proprio ciò che è risulta uno solo per ciascuna realtà),
2.Principio di NON-CONTRADDIZIONE ( A=B, allora NON può esser che A=NON
B:non si può predicare di una cosa nello stesso tempo che è e che non è);
3.Principio del TERZO-ESCLUSO (aut aut: o A=B oppure A è diverso da B;
non può esistere una terza soluzione diversa da entrambe). In
conclusione i GIUDIZI confrontati con la REALTA' devono sottostare al principio
di non – contraddizione, del terzo escluso e di identità: tali principi sono
alla base della nostra mente, sono cioè principi
LOGICI (la scienza del pensiero è la
LOGICA), ma sono anche alla
base della realtà, sono cioè anche principi
logici sostanziali (=ontologici), relativi a ciò che è oltre la fisica:
la
METAFISICA è dunque la scienza dell'essere (ontologia).
Per SOSTANZA (ousìa)
si intende «ciò che è» distinto dalla specie e dal genere. La realtà
indicata da un termine che funziona esclusivamente da SOGGETTO è sostanza
prima, cioè realtà-essere che non
ha contrari e non ha gradazioni.
Per stabilire una
verità generale devo raccogliere molte verità “individuali”: p.e. dal
veder morire cavalli, buoi, uomini INDUCO che moriranno anche quelli viventi.
L'intelletto (nous) arriva all'universale dopo molte esperienze (percezioni
sensibili) particolari: è da una serie di ESPERIENZE sulla morte di vari individui, che posso stabilire che tutti gli
animali sono mortali. Quando, attraverso un’intuizione pura razionale sono
arrivato a cogliere questa verità, la pongo come ASSIOMA, cioè principio
necessario. I principi di partenza per una
scienza sono gli ASSIOMI: si tratta di proposizioni ammesse senza dimostrazione
perché la loro verità è evidente. Gli ASSIOMI d'ogni scienza sono i principi
di identità, di non contraddizione e del terzo escluso. L'autentica SCIENZA (episteme)
è basata sulla dimostrazione sillogistica cioè deduttiva.
Solo se parto da
tali principi necessari, posso costruire SILLOGISMI con conclusioni
NECESSARIAMENTE VERE. L’attività di analisi logica operata nel sillogismo NON
HA invece rapporti con l’esperienza, essendo una pura necessaria conseguenza
delle premesse. Si dice allora che nel sillogismo si attiva un procedimento
DEDUTTIVO (dal generale al particolare), mentre nel procedimento INDUTTIVO
partivo dal particolare per cercare una verità
universale. «Socrate e Callia sono morti/Socrate e Callia sono
uomini/gli uomini sono mortali» è un ragionamento INDUTTIVO. Viceversa «L'uomo
è mortale/Socrate è un uomo/Socrate è mortale» è un ragionamento DEDUTTIVO
in quanto riporta-deduce da una premessa universale la necessaria
conclusione. Il ragionamento
SILLOGISTICO va dall'universale al particolare, quello INDUTTIVO va dal
particolare all'universale.
Se le IDEE
PLATONICHE hanno carattere di
universalità NON possono essere sostanze prime=individui, e quindi di esse non
si può fare scienza.
Il termine
INDIVIDUO è di massima comprensione, e minima estensione: difatti non si può estendere ad altri che a se stesso. (“Socrate-Socrate”).
I giudizi
PARTICOLARI (qualche uomo è bianco / non è bianco) e
quelli UNIVERSALI (ogni uomo è bianco / non è bianco) possono essere
CONTRARI (entrambi falsi), mentre quelli INDIVIDUALI (Socrate è bianco / non è
bianco) NON possono essere CONTRARI (entrambi falsi): uno dei due deve essere
Vero, l’altro Falso. «Socrate cammina» è un GIUDIZIO. «Socrate» è un
CONCETTO. «Cammina» è concetto (camminante).
L'etica è la
filosofia del comportamento. Arist.
divise la filosofia in
teoretica [dialettica ,
retorica (arte dei discorsi persuasivi, utile per la politica), logica)] e pratica.
La pratica si divide a sua volta in etica e in politica
(stato ed economia). Felicità è la compiuta fusione dei 3 beni:
dell'anima, del corpo, esterni (ricchezza, fama, nobiltà di nascita).
Il sapiente non è immune da
passioni (apatico), ma indulge ad esse moderatamente. Il bene dell'uomo
(felicità nella filosofia PRATICA) è la politica, mentre
nella filosofia TEORETICA è costituito dal seguire e contemplare la
RAGIONE.
La sua
etica è attuale in quanto si basa sul concetto di bene umano, cioè di piena
realizzazione delle possibilità di ciascuno (il fine non è la sopravvivenza,
ma la felicità).
In
politica presenta il concetto di bene comune che va
oltre l'azione dello Stato. La Polis è l'insieme di tutti coloro che
collaborano ad un fine comune. La
DEMOCRAZIA è un tipo di degenerazione della politìa.(governo di molti). Ogni
popolo ha la forma di governo che più gli si addice. Lo stesso vale per la
scuola: l'EDUCAZIONE (paidèia) è rivolta a tutti i cittadini (che
non comprendono gli schiavi) e si conclude quindi con l’adesione
dell’indivuo alle regole-leggi dello stato in cui i l cittadino vive. Se lo
Stato viene cambiato con la violenza, vale a dire attraverso una RIVOLUZIONE, ciò
significa che la costituzione (legge fondamentale) di quello stato era ingiusta,
nel senso che non funzionava bene. Arist. sostiene che la schiavitù è
necessaria all'economia della famiglia. L'ECONOMIA (òikos) è il governo della
casa, mentre la TECHNE è la virtù
dell'arte produttiva.
SISTEMA
ARISTOTELICO: prevalgono le VIRTU’ DIANOETICHE sulle VIRTU’ ETICHE
1.0. Filosofia TEORETICA=conoscitiva |
=sophìa
(v.sotto 2a1A1) =seguire e contemplare la ragione (logos) |
|||
2.0. Filosofia che dipende dall’uomo |
2a. PRATICA (=azione fine a se stessa) |
2a1.ETICA=bene individuale =felicità =aretè (eccellenza)= VIRTU’: A.VIRTU’dell’ANIMA RAZIONALE: A1.virtù dianoetiche -techne
(arte produttiva) -phrònesis
[(saggezza nel valutare il giusto mezzo nelle azioni (v.2a1B)] -nous
(intelletto:cogliere i principi delle scienze) -epistème
(scienza: dimostrare dai principi le
conseguenze derivate) -sophìa
(sapienza=intelletto+scienza = conoscenza principi+conseguenze)
= v. 1.0. filosofia teoretica A2.virtù etica =del carattere (medietà tra
opposti come in medicina) B. VIRTU’ del CORPO (v.sopra 2a1A1: phrònesis) |
2a2. POLITICA=bene-pubblico =essere governati bene,
attraverso l’educazione pubblica (paidèia) |
2a2A.in famiglia (oikos: in modo giusto come
crematistica;=valore d’uso); in modo ingiusto come valore di consumo, ascholèia) 2a2B.nel villaggio (in amicizia) =realizzazione delle
capacità individuali (giusto mezzo tra oligarchia e democrazia = civilitas/politeia)
obiettivo:pace,tempo libero(scholè/otium) con liturgia (=governare
a turno) |
2b. POIETICA (pòiesis=azione per produrre) |
|
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Fisica
ARTE è tutto ciò
che dipende dall'uomo, mentre NATURA (physis) è tutto ciò che NON dipende
dall'uomo. Gli enti della natura hanno in se stessi il principio del
loro mutamento, mentre gli enti artificiali subiscono il mutamento
dall’esterno (dall’uomo). La
natura terrestre è
costituita da terra acqua aria fuoco, tutti corruttibili. Oltre il cielo
terrestre, dove il movimento è rettilineo (aria-fuoco verso l’alto,
acqua-terra verso il basso) vi è
un quinto elemento (etere) che riempie [(perché tutta la materia è finalizzata
a coprire il vuoto (horror vacui)] i cieli delle cosiddette stelle fisse. Questo
quinto elemento è incorruttibie ed eterno, e si muove di movimento più
perfetto di quello rettilineo, vale a dire si muove circolarmente. Oltre i cieli
delle stelle fisse vi è il motore immobile, a cui tutto tende amorevolmente. Il motore immobile NON fa parte della natura, è sopra la
natura fisica, quella sottostante il
cielo della luna e delle altre stelle. IL MUTAMENTO (o movimento) è l'atto di
ciò che «è in potenza».
Arist. studia la natura, che è
caratterizzata dal Mutamento. Il MUTAMENTO
(dal punto di vista della QUANTITA') consiste
nella crescita di un organismo, dal punto di vista della QUALITA' consiste
nella sua alterazione. I PRINCIPI
di tutte le cose (fisica) sono la materia essere n potenza) , la privazione, la
forma, infine la
potenza e l’ atto. La
MATERIA diviene sostanza non da
sola, ma insieme alla forma (sinolo). Arist. supera il pensiero parmenideo che
negava il non-essere: infatti il
non-essere non esiste come tale, ma solo come essere-in-potenza, ed il movimento
è appunto il passaggio dalla potenza all’essere-in-atto. La MATERIA
(sostrato) può essere cose opposte: questo capita certamente, ma solo
in potenza, mentre in atto la materia – attraverso il movimento –
realizza uno solo dei due opposti. L'ATTO (enérgheia) è la FORMA che realizza
uno degli opposti, è cioè la realizzazione della forma nella materia. LA FORMA
precedente l'atto è presente come tale in potenza. Viene prima l'atto, poi la
potenza.
La CAUSA FINALE è
la statua di Socrate / allora la causa MATERIALE è il marmo; la CAUSA EFFICIENTE è lo scalpello, allora la
CAUSA FORMALE è la figura. L'ANIMA è la FORMA degli esseri viventi, dei
quali il CORPO è la materia. CALDO/FREDDO e SECCO/UMIDO sono le FORME dei 4
elementi terrestri.
La FORMA INTELLIGIBILE degli oggetti viene colta dall'uomo attraverso
l'induzione.
Nell'uomo esiste
l'anima vegetativa, quella sensitiva
e infine quella intellettiva (in un'unica anima).
Ciascuna specie animale è eterna, si sviluppa nel tempo con l'aggiunta
di nuovi organi (epigenesi).
Arist. sostiene
una concezione TELEOLOGICA della natura, vale a dire che la
natura ha in sé un fine:
tutte le cose della natura sono orientate verso un fine (tèlos).
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